current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

venerdì 8 agosto 2008

Memorie di una ragazza innamorata. Capitolo terzo.

F. e il suo compagno di merende S. si divertivano a tampinare noi bambine con una costanza e una tenacia che hanno dell’eroico. Davvero: qualunque fosse il loro scopo, e non credo avesse molto a che fare col sesso, vi si dedicavano anima e corpo per tutta la durata delle lezioni. Ho qualche amico adolescente recidivo che li chiamerebbe “Punti Coraggio”, e mannaggia a me, negli anni a venire quel coraggio mi ha causato qualche grattacapo. Avete mai accettato un appuntamento, o anche solo lasciato il numero di telefono a un ragazzo, solo in virtù di un’attonita ammirazione per la sua sfacciataggine? Beh, se sì, sapete di cosa parlo.

Comunque, grazie alla sua perseveranza, anche S. ebbe un posto nel mio cuore. Un ragazzo di strada, si potrebbe dire, con un disastro di famiglia alle spalle, di quelli che mia mamma accoglierebbe a braccia aperte con l’entusiasmo del messia, e così andò, infatti per un certo periodo lo avevo spesso per casa. Andava d’accordo con i miei fratellini e li faceva giocare, il che faceva salire parecchio i suoi punti. Aveva delle cicatrici che lo facevano sembrare un randa ancor più di quanto non lo fosse. Non so perché ma le cicatrici mi sono sempre piaciute. Puoi fare finta che siano ferite di guerra, e poi fumava. Che dire? Persi la testa. Ah, i ribelli! Assediò il mio cuore un pomeriggio d’inverno. Non so per quante ore andò avanti a chiedermelo, ma alla fine riuscì ad ottenere un mio bacio (sulla guancia!). Kiss and tell!, il giorno dopo lo sapeva tutta la classe. Che stronzo! Stranamente, a nessuno fregò nulla, e la storia si sgonfiò prima di montare, ma io mi vergognai moltissimo lo stesso.

In quegli anni c’era un altro uomo che di tanto in tanto faceva capolino nel mio cuore: il classico amico d’infanzia. M. mi ha insegnato a camminare tenendomi per una mano e stringendo con l’altra la coda di un cane indulgente. Una volta ci siamo “nascosti” dietro il letto dei miei per spogliarci poiché avevamo sentito dire che i maschi e le femmine erano anatomicamente diversi (in effetti c’era una piccola differenza, e per un certo periodo mi convinsi che con il passare del tempo quel cosino tra le gambe sarebbe cresciuto anche a me...). Più grande di tre anni, era il mio compagno di giochi ma anche in qualche modo irraggiungibile. È stato una presenza leggera, leggerissima ma più o meno costante nei miei pensieri per anni, ripensavo a lui ogni volta che il mio cuore era libero. I nostri genitori erano amici e ci siamo frequentati più o meno fino alla mia terza elementare, poi, per qualche motivo, non ci siamo più visti per molto tempo. L’incontro successivo risale ai miei 12 anni, il periodo peggiore della mia vita dal punto di vista amoroso, e stendiamo un velo sul look: una disfatta che nemmeno Caporetto. Non fece altro che parlare di sé, anzi, credo che parlasse con sé, e d’altronde, io indossavo un completino a scacchi bianchi e azzurri con camicetta annodata alla vita da pin-up anni 50 e un ridicolo accenno di seno, in compenso mi portavo dietro due bei cosciotti di maiale, una zazzera imbarazzante, l’ignoranza più totale sulle tecniche di seduzione e la mia sempiterna goffaggine (poche cose sono cambiate da allora!). Ma se l’amore è una guerra, quella sera persi solo una battaglia. Ci incontrammo di nuovo per caso quando avevo 17 anni in un pub vicino a corso Buenos Aires. Io ero a una festa di compleanno, raggiante, bellissima e magrissima: il mio ragazzo mi aveva lasciato per un’altra e io avevo smesso di mangiare per una decina di giorni. Mi ero giusto giusto ripresa e stavo scoprendo che il mondo era la mia ostrica. La reazione che suscitai in lui quella sera, mi diede la rivincita per la mia Caporetto.

Questi sono i miei amori fino alla terza elementare.

Poi venne L.

giovedì 24 luglio 2008

Memorie di una ragazza innamorata. Capitolo secondo.

Le elementari sono state scandite da grandi e piccoli amori, non solo miei: alle elementari, pare, tutti s’innamorano continuamente, o almeno così succedeva nella mia classe.

Per me, F. è stato il primo. Era decisamente un figo. Non che fosse proprio bello, con quella faccia un po’ allungata e la sua curiosa predilezione per il colore fucsia, ma aveva lo Sguardo. Lo Sguardo è quella cosa che quando si posa su di te ti fa sentire una dea, la più bella, la più corteggiata, la più grande, anche quando non sei innamorata. Non tutti gli uomini hanno lo Sguardo. Io l’ho incontrato due volte: il secondo dovrà aspettare molti anni.

Per un breve attimo fui l’oggetto di quello Sguardo. Quel giorno è impresso a fuoco nella mia memoria: la maestra ci sta insegnando l’alfabeto (che noia, capirai, io so già scrivere da un paio d’anni, e queste qua mi fanno colorare delle stupidissime schede... è stato allora che mi sono seduta sugli allori e ho smesso di impegnarmi. Avevo 6 anni e mezzo.). “Chi mi dice una bella cosa che comincia per I, bambini?” e F., rompendo l’agghiacciante silenzio che opprime le lezioni dell’Ornella, infrangendo la sacra regola dell'Alzare La Mano, grida forte: “IRENE!”. Ora sarei lusingata da una così accorata e pubblica dichiarazione d’amore, ma quel giorno provai solo un indistinto sentimento di vergogna. F. non mi interessava ancora. Solo molto tempo dopo (alcuni giorni) cominciai a pensare che fosse carino. È il mio punto debole: non so resistere ad una corte con tutti i crismi, e lui ci sapeva fare. Non per i fiori, i cioccolatini, le coccole (ok, non c’erano fiori né coccole: eravamo così piccoli che c’erano solo i cioccolatini...): queste cose sono banali. A conquistarmi furono il suo estro creativo e la sua passione. Se fosse il personaggio di un libro, col tempo sarebbe diventato un esteta, un Casanova, un perfezionista della seduzione.

Purtroppo ormai era tardi, il suo Sguardo era già rivolto verso un altro polo di attrazione (per meglio dire, zompettava da un polo all’altro con estrema facilità. Donnaiolo!).

Ahhhhhhhhhhhhhhhh, soffrire per amore. NoiRagazzeACuiF.AvevaSpezzatoIlCuore condividevamo la mistica esperienza dell’amore romantico. Ci sentivamo elevate ad un nuovo stato di coscienza, e non serviva parlarne: ora noi Sapevamo. Gli altri non potevano capire.

F. confermò la sua vera natura di tombeur de femmes qualche anno dopo, in 2 occasioni. La prima, in cui mi confessò senza vergogna di voler diventare grande solo per poter scopare (testuali parole). Cercai di raccontarlo a mia mamma, ma ero così imbarazzata che scambiai “scopare” con “baciare”, e lei, ovviamente sorpresa dalla mia indignazione, mi rispose che non c'era nulla di male. Naturalmente da un certo punto in poi tutti in classe parlavano di sesso con ostentata disinvoltura, anche se nessuno di noi l’aveva mai fatto, ma c’è di più. Non capivamo il punto. Io almeno non lo capivo, non mi sembrava poi tanto diverso dal fare la spesa, lavare i piatti, insomma una pratica utile per sfornare fratellini, ma proprio non afferravo che cosa avesse di tanto segreto.

La seconda volta quando si “mise insieme”alla più corteggiata della classe, C. Un affare di stato. Mi ricordo pianti disperati e facce di bronzo, ambasciatori trafelati misurare il giardino a grandi falcate, panico, isterismo, tragedie... mi sembra di ricordare che la loro relazione si concluse poche ore dopo, per amore della quiete pubblica, con grande sacrificio da parte di entrambi, separati l’uno dall’altro da uno stuolo di ammiratori senza più una ragione di vita. Eravamo in quarta elementare, e per quanto riguarda me, la loro unione mi toccò solo indirettamente; ma questa è un'altra storia.

Nemmeno le più intelligenti della classe erano immuni al fascino innato di F. Chi di noi non ne è stata innamorata almeno per qualche giorno? Io gli ho persino messo un regalo nello zaino di nascosto (un orologio digitale trovato nell’uovo di Pasqua), corredato da bigliettino: “F. credo di amarti”. Ignoro per quali circostanze, ma la maestra ne venne al corrente e fece a tutta la classe una ramanzina su come queste cose non si addicessero alla nostra età eccetera eccetera. Ora che ci penso, nessuno mi ha ancora ringraziato per quelle ore di grammatica perse a vantaggio di più futili argomenti.

venerdì 27 giugno 2008

una delle cose che preferisco è...

...andare a letto senza puntare la sveglia.

martedì 24 giugno 2008

Memorie di una ragazza innamorata. Capitolo primo.

Mi sono innamorata la prima volta all’asilo e da allora non ho mai smesso.

Avevo 4 anni e lui 5. Pi ricambiava i miei sentimenti e decidemmo di metterci insieme. Non mi ricordo perché mi piacesse tanto. Era gracilino, timido, con gli occhiali tondi e non mi ricordo nemmeno come cominciò tutta questa storia. Però mi ricordo che ci scrivevamo delle bellissime lettere d’amore.

È una storia tragica, come le grandi storie d’amore sono sempre. A separarci fu la scuola elementare: lui ci andò un anno prima. Per i primi tempi la sorella di Pi, mia compagna di classe, fece da ponte, e recapitava le lettere che ancora ci scrivevamo, ma alla fine, non so perché, la nostra romantica storia a distanza finì. non lo rividi più per molti anni, finché un giorno lo incrociai per strada. Camminava svelto con le mani in tasca, gli auricolari nelle orecchie e un cappellino da baseball calato sugli occhi. Lo riconobbi subito perché, a parte la statura e i segni della pubertà in volto, era identico a quando ci eravamo lasciati. Lui non diede alcun segno di avermi vista, né un abbozzo di sorriso, né uno sguardo distolto. Probabilmente ero così cambiata che non mi avrebbe mai riconosciuta. Tirai avanti senza dire nulla ma con passo più leggero.

Dopo che smisi di sentire Pi mi presi una cotta per Ru. Proprio bellino. Biondissimo con grandi occhi nocciola, il favorito delle maestre. Era solo una cottarella, e mi passò in fretta, ma fu sufficiente a farmi cambiare fede calcistica, da interista (quella di mia madre), a milanista (quella di Ru). In realtà non scambiai mai molte parole con Ru: credo che non sapesse nemmeno chi fossi. Quello dev’essere stato il primo dei miei amori non corrisposti.

Di cosa ci innamoriamo da bambini? Cosa ci colpisce, cosa ci fa scegliere proprio quella persona, e non un’altra, per rivolgere a lei i nostri sentimenti? Io non lo so. Da grandi intervengono fattori diversi come il look, il “saperci fare” (io mi lascio abbindolare come un’allocca da quelli che ci sanno fare), cose che da bambini non contano molto. So solo che mi sono innamorata sempre di due tipologie di uomini: 1) i fighi, più che innamorarmi mi prendo delle cotte clamorose (con alcune eccezioni) 2) quelli il cui cuore è difficile da conquistare, in genere i traumatizzati emotivi, quelli che “ah no, non mi innamorerò mai, oh, no, io sono un cane sciolto, un lupo solitario” oppure che “oh, il mondo è traggeddia”, e che stimolano il mio istinto materno. Pi era di questa seconda categoria, anche se ancora eravamo troppo piccoli per parlare di veri traumi emotivi, di certo era uno che ispirava tenerezza. Ru era un figo, e forse il fatto che non mi vedesse nemmeno (per ben due volte, come saprete poi) ha segnato il mio karma amoroso. Fatto sta che da allora, ho difficoltà anche solo a parlare con i fighi (roba da arrossire fino alle orecchie e non riuscire ad alzare lo sguardo, e se per caso mi rivolgono la parola comincio a dondolare le braccia come uno scimpanzé e a controllarmi accuratamente la punta delle scarpe), mentre quelli che devono essere salvati vengono a me come api al miele. Qualche volta è seccante.

martedì 17 giugno 2008

martedì 3 giugno 2008

...continua dal post precedente

un pomeriggio di un paio di anni fa ero impegnata in una delle mie attività preferite: cercare vecchie cose dimenticate negli armadietti di casa. starmene da sola a passare in rassegna cimeli d'altri tempi mi fa sentire come se stessi giocando a nascondino con un grande tesoro. fù così che quella volta, nell'armadio delle videocassette, trovai una misteriosa borsa di plastica del supermercato. dentro c'era una sacchetta di seta bianca dai laccetti dorati che conteneva qualcosa della forma e dimensione di una scatola da scarpe, più o meno. chissà cosa c'è dentro, pensai. magari è un regalo per me. la parte del mio cuore che è in viaggio alla ricerca del tesoro del graal cominciò a battere forte, e non ci pensai due volte prima di aprire il fagotto.
la scatola da scarpe non era una scatola da scarpe. su una medaglietta d'argento erano incise le parole "Germana Caffettano" e due date.
ciao, nonna. è bello averti a casa.
come dire, chi non muore si rivede.

un altro addio

mia nonna materna morì quando avevo 10 anni. ho ricordi vivissimi di alcuni episodi legati a quell'evento. anche se, da quanto ho capito poi, lei ha convissuto col cancro per decadi, lottando fino al letterale stremo delle forze, io non l'ho mai vista come una malata: mi è sempre sembrata una donna energica e allegra. anche le visite che le facevo con mia madre alle case di cura in cui era ricoverata di volta in volta, sono ricordi sereni cosparsi di caramelle e innaffiati di coca cola. eppure accadde che ad un certo punto, mia mamma si assentasse da casa per alcuni giorni, poiché la nonna era in ospedale in gravi condizioni. deve essere stato un dolore terribile per mia madre, assistere la sua mentre moriva. essere lì, e sentire la vita di una persona che ami immensamente scivolare via senza che tu possa fare assolutamente nulla per trattenerla (e sapere quello che ti aspetterà poi: lei lo sapeva, io ancora no, lo avrei imparato solo molti anni dopo). mia mamma tornò a casa in lacrime e mi comunicò il primo lutto della mia vita, accompagnato da un anello d'oro a forma di cuore: un regalo per me da parte della nonna, visto che qualche giorno dopo sarebbe stato il mio compleanno. non riconobbi l'importanza di quel regalo perché era il primo "ultimo" della mia vita.
ricordo di piangere sulle ginocchia di mio padre mentre lui, poverino, cerca di spiegarmi la morte.
a scuola stavamo studiando l'adolescenza, questa cosa indefinita che ci stava più o meno investendo tutti quanti intagliando pelucchi e curvette sui nostri corpi omogenei di bambini. ci diedero un tema sull'adolescenza, appunto, ma la mia maestra mi chiese se non preferissi invece scrivere di "quello che mi era successo". forse ero imbarazzata, ma scrissi un "distinto" tema sull'adolescenza che terminava con la frase "il periodo più bello e più brutto di tutta la vita umana" (venne corretta in "il periodo più bello e più brutto della mia vita fino a questo momento", con una nota che sottolineava come dai miei 10 anni non avessi la più pallida idea di cosa fosse la vita umana. lì per lì mi sembrò solo che fosse una frase molto meno a effetto, ma 14 anni dopo mi rendo conto che la correzione era legittima). scrissi un'accorata apologia dell'adolescente gonfia di retorica che avrebbe convinto qualsiasi giuria, ma la verità è che non sapevo neanche cosa fosse, l'adolescenza, e quando lo scoprii non mi piacque affatto. in ogni caso la morte della nonna non mi sembrava qualcosa su cui scrivere un tema né tanto meno su cui fare confidenze, specie su richiesta. la manifestazione del dolore interiore mi ha sempre causato un grande imbarazzo (tutt'ora, piuttosto che piangere in pubblico mi taglierei un braccio, e piangere in solitario mi fa sentire molto stupida, con il risultato che, salvo veri e propri esaurimenti nervosi, non piango quasi mai).
un altro ricordo vivido che ho di quei giorni, è la montagna di telegrammi di condoglianze che ci vennero recapitati. o la mamma o la nonna erano di sicuro molto amate da tutti (naturale, essendo due persone eccezionali). non so se lo feci per cercare di consolare mia madre o perché avevo un disperato bisogno di conversazione, ma dissi ad alta voce che dovevamo essere contenti di una tale manifestazione di solidarietà. lei mi rispose, molto assennatamente, "avrei preferito non doverli ricevere". giusto, ma è inutile preoccuparsi per qualcosa che non si può cambiare, e cosa c'è di più indelebile della morte? meglio concentrarsi sul presente.
da allora la morte mi ha sempre accompagnata. quella di mia sorella, di persone care, della mia gatta. è diventata una presenza costante dei miei pensieri. il sentimento più facilmente riconoscibile che mi provoca è una grande malinconia. mi rendo conto che non è abbastanza, ma non riesco a decifrare il resto del peso che mi provoca la morte di qualcuno.
una cosa che mi colpisce in modo particolare è come, quando una persona cessa di esistere, il mondo cambi impercettibilmente ma profondamente. è tutto collegato, e uno sconvolgimento così profondo si ripercuote su ogni atomo che ci circonda. è più una sensazione che un vero pensiero.

venerdì 30 maggio 2008

AUGURI ROBI E PETRU!

non mi viene in mente davvero nulla di brillante da scrivere. sono stancherrima!

giovedì 29 maggio 2008

martedì 27 maggio 2008

...segue

ma comunque la rabbia è un'emozione, e provarla è già qualcosa... non so se preferisco essere sempre arrabbiata o non provare nulla del tutto...

sabato 24 maggio 2008

venerdì 23 maggio 2008

fuck off (?)

in motorino.

-permesso.
(sussurro)-permesso? ma se è sul marciapiede!
...
-punto primo: ho chiesto permesso, non ho detto "levati dal cazzo stronzo". punto secondo: sono sul marciapiede perchè il passo carraio è occupato da una macchina e non potevo scendere. punto terzo: non sto parlando con Lei, non vedo come questa conversazione La riguardi. quindi continui a guardare nel Suo piatto e finisca il Suo aperitivo invece di immischiarsi in faccende che non La riguardano. arrivederci.
...
invece no.
me ne sono andata senza voltarmi.
meglio così.

compito della settimana: incazzarmi di meno.

AUGURI FABRIZIO!

e anche auguri dani!

domenica 18 maggio 2008

sabato 17 maggio 2008

lettera a un'amica lontana

io penso che fare la commessa sia uno schifo. penso che puoi ripetermi finché ti pare che non è vero, che è da bigotti pensarlo, che è solo un lavoro, che la vita è la fuori ma cazzo, passi 9 ore in quella merda di posto, 9 ore sulle misere 24 che te ne regala una giornata, 9 fottutissime ore in cui non fai altro che aspettare di uscire e vivere. perdi 9 ore al giorno, 63 alla settimana, quasi 3300 in un fottutissimo anno ad aspettare di vivere. come dici? che la merda sono io che la penso così? e sia, chissenefrega cazzo. qualcuno doveva dirtelo. guarda pure il cielo dalla finestra del negozio. nella mia milano c'è un fottutissimo grigiore che a volte pisses me off, ma non darò la colpa a lei se non realizzerò i miei sogni. che by the way non sono aspettare e aspettare e aspettare di tornare a casa per accendere un fottuto caminetto. magari è quello che farò. ma non è quello che voglio.
dovevo dirtelo cazzo anche se tu non leggerai mai questa pagina perchè sei troppo impegnata a quotare canzoni.

A NOI DUE, CESSO!

c'è un intero mondo dietro al tu wc, un mondo che non pensavi nemmeno esistesse. ci sono orribili ammassi di roba verde e marrone e ci sono delle viti. lo avresti mai immaginato?
e attenzione, se il tuo asse del cesso si rompe potresti essere condannato a anni di sedute gelide. io sto cercando di scongiurare questa maledizione. da quando il mio asse si è rotto, circa 3 lune fa, sto cercando di svitare ciò che ne rimane per metterne uno nuovo. risultato: ginocchia rotte e due paia di guanti di gomma nel cestino.

devo essere onesta. a litigare col cesso siamo in 2. il mio amico ed io ci diamo il cambio (devi volere davvero bene a qualcuno per mettere le mani la dietro!) e non so come ma questo rende il lavoro un improbabile quasi divertimento.


ok ma ora basta dai. sii docile e fatti svitare, sono stufa :D


________________


sapete cos'è frustrante? quando cerchi di fare la donna emancipata che si aggiusta il cesso da sola, impazzisci 2 giorni a cercare di svitare due cazzo di bulloni arrugginiti, e poi arriva tuo padre e ti monta l'asse nuovo in no time.

giovedì 15 maggio 2008

incostanza

sto trascurando il mio diario ultimamente. la scusa è sempre la stessa, come disse il buon vecchio michi (ok non era sua, ma gli stava bene), la vita o la vivi o la scrivi. e poi negli ultimi 20 giorni sono stata sola con me stessa solo mentre ero seduta sul cesso o mi spalmavo litri di crema sulle scottature da sole, e, saltuariamente, nella doccia. complessivamente credo non più di 4 ore.

ma il vero motivo per cui non riesco a scrivere nulla è che passo nel giro di pochi istanti dalle stelle al buco nero emotivo, senza avere il tempo di metabolizzare le sensazioni e tradurle in segni grafici. l'unica costante di questo periodo è l'incostanza, e precisamente questa è l'argomento di questo post.

e l'incostanza va a braccetto con la non-determinazione, un attributo che mi sento addosso come una muta da sub troppo stretta, e l'indeterminazione, quella che ti fa sentire come un blocco di argilla troppo secco per poter essere modellato.

e ringrazio la mia maestra di italiano delle elementari per avermi insegnato le similitudini, altrimenti sarei chiusa nella mia incapacità di comunicare come un claustrofobico in un ascensore.

martedì 6 maggio 2008

Qualcuno ha bisogno di essere disperato, di vivere di corsa perché in realtà non riesce a muoversi, e allora pur di fare un passo si lancia da un aereo in un continente sconosciuto dove potrà stare fermo altrove, altrove. Qualcuno cerca cose che non può trovare, ma è fortunato perché sa cosa cercare, c’è chi non ha un percorso e il vuoto fuori è vuoto dentro, è il vuoto di un bicchiere, ma anche del cielo, che un po’ è vuoto ma anche un po’ pieno. E c’è chi mette ghiaccio al posto del suo cuore, chi lo fa apposta, chi per errore, chi perché crede di non avere scelta, chi mette un piede avanti all’altro fino alla prossima svolta, chi si sente nero come la notte, qualcuno ha bisogno di diventarlo per potersi odiare, tirare fuori la polvere da sotto i tappeti, coprirsi di fango per gridare al sole che non si merita tutto questo amore. Qualcuno si sente uno spettatore, o un tecnico luci, e crede di guardare la commedia dall’esterno, qualcuno che vive in una doppia illusione e per non averlo capito sarà sempre fuori da se stesso. C’è qualcuno che “nessuno può capire” ma ha la pretesa di capire tutto. Qualcuno vive solo davanti a uno specchio che non gli rende la sua immagine. C’è chi è brucia la propria pelle, chi taglia a fondo con una lama d’acciaio, chi si strappa i vestiti fino alle ossa e trova solo un’altra maschera, chi si apre il petto per trovare cos’è che fa così tanto male la dentro, chi sparge sale sulle sue ferite. Qualcuno crede che il proprio peso sia legato all’orizzonte, c’è chi corre via per lasciarselo dietro, ma poi non capisce più se si è davvero mosso o se è stato il piano a girargli intorno. Qualcuno che prova pietà per se stesso e da la colpa alla strada, ai muri, ai tetti, al rumore delle macchine, se si sente un po’ macchina anche lui.

mercoledì 30 aprile 2008

tra 8 ore la mia gaia parte.

martedì 29 aprile 2008

un foglio bianco

sono di nuovo alle medie con un foglio bianco davanti, di nuovo nell'incertezza di un incipit.
un foglio bianco è tutto quello che sta dietro al foglio. è la paura di un segno tracciato male, di un errore di ortografia a penna, di andare fuori tema, è la possibilità di tutte le possibilità, tutte quelle che scarterò, e la peggiore, la possibilità che il foglio rimanga bianco.
davanti al foglio bianco cerco di togliermi i miei cliché di dosso e rimanere con nient'altro che me stessa da scrivere.

distratta dalla musica. distratta dalla sigaretta. dal mio ultimo primo amore. dal mio eroe della settimana. da una valigia. da un paio di occhiali rotti. da un'emozione appena accennata da enfatizzare. dalla stanchezza. dall'ozio. dai soldi che mancano. da te, santo cielo. oh, quanto, da te. dal frigorifero. dal lavoro. da una maglietta logora da cui non posso separarmi. dalla famiglia. dal telefono che suona. da quello che non suona. dai soliti pensieri. dallo specchio. dalla facilità con cui posso dimenticare tutto per mezzora premendo play. dalla scomodità. da una giustificazione firmata. dal freddo.

rileggo. queste parole avranno senso per qualcuno, oltre che per me? avranno senso per me, domani? ne hanno, anche solo adesso?
cancello. la consegna era? "tema libero".
ah, eccolo di nuovo, il foglio bianco. se solo avessi un titolo, un argomento. ma come fanno tutti gli altri? se lo sono trovati per caso sulla strada?

da piccola ho letto questo libro, c'era un bambino che andava in giro e chiedeva a tutti quanti "chi sono?". per esempio andò dalla mamma e le chiese: "chi sono?", e la mamma: "sei mio figlio". "sono un figlio", ripetè il bambino. poi alla maestra "chi sono?", e la maestra: "sei un alunno". "allora sono un figlio e un alunno", disse il bambino. poi andò dal pasticcere a comprare le caramelle, "chi sono?". "sei un cliente". "sono un figlio, un alunno e un cliente", pensò. poi incontrò il suo amico: "chi sono?". "sei il mio amico", "sono un figlio, un alunno, un cliente, un amico". a sua sorella: "chi sono?", "sei mio fratello e sei un po' stupido", "sono un figlio, un alunno, un cliente, un amico, un fratello, uno stupido". e così via. a tutti quelli che incontrava faceva la stessa domanda, e alla fine la sua lista era così lunga che dovette scriverla per non dimenticarsela.

c'è qualcosa di molto importante in questa storia che ha a che fare col mio foglio bianco. come mi hanno chiamata nella mia vita? figlia, alunna, cliente (poco, forse solo il pasticcere!), amica, sorella, stupida, amore, stronza, tata, coinquilina, signorina, ehi tu, bellissima, sfigata, giornalista (ad un paio di conferenze stampa...avevo il cartellino!), cameriera, ubriaca, filosofa (ce n'è di pazzi in giro), aiuto, conto numero xyz, cuoca, babba (e va bene...), una scopata, matricola, poupie, confidente, segretaria, artista, portaborse, iiiiiiiii, lettrice, una frana, anche un genio però (ho avuto qualcuno che mi ha guardato vedendo in me quello che avrebbe voluto vedere in sé), potrei continuare...
tutti i modi in cui mi hanno chiamata sono titoli di un tema.
ma al foglio bianco non basta. questo è un tema libero.

mercoledì 23 aprile 2008

piccolo buco di malinconia

aiutare la coinqui a fare le valigie...

capisci di non avere una vita sociale...

...quando tuo padre ti pacca per uscire con i suoi amici e poi spinto dalla pietà ti invita ad unirti a loro!

martedì 22 aprile 2008

via sangallo, 10

è bello avere la casa tutta per me, ogni tanto.
vivo in quello che è un incrocio tra un centro sociale e una casa d'appuntamenti. anche se ufficialmente siamo solo 3 coinquilini, la casa ha adottato un numero imprecisato di amici che riempiono le nostre vite e le nostre stanze. una volta che la casa ti adotta, appendi una foto sul portafoto e fatti vadere spesso, in alcuni casi è compreso nell'accordo un appuntamento con un coinquilino a caso, una cena, o più probabilmente un caffè in una giungla di piatti non lavati, lattine di coca cola mezze vuote, bottiglie di birra quasi completamente vuote, cartoni per la pizza senza più pizza, e dispensa che più vuota non si può. ma la casa sarà piena e questo basterà.
mediamente calpestano il pavimento di 50 metriquadri scarsi 4/5 persone. questo vuol dire che l'unico modo per stare soli con se stessi è chiudersi in bagno (e nemmeno lì è tanto sicuro).

ma stasera...posso girare nuda per casa (per qualcuno la nudità pubblica non sarà un problema, ma...), mangiare biscotti e latte per ore mentre guardo sex and the city sul divano fino alle 2 con la musica di sottofondo e le finestre aperte, e scrivere questo post dalla mia tana, il mio letto, senza preoccuparmi di disturbare la coinquilina. la cosa più incredibile di tutte è il silenzio: stasera si sente solo il mio respiro.

e posso godermi tutto questo col sorriso sulle labbra, perchè una notte mi basterà per sentire di nuovo la mancanza di tutto il resto... il casino, le mutande di tuma, le risate, tutto, insomma, tutte quelle cose troppo intime o banali per essere elencate in un blog che leggeranno decine di persone, ma che riempiono la mia quotidianità e che hanno reso quest'inverno così colorato.

martedì 15 aprile 2008

italia: ON SALE


ci aspettano 5 anni di berlusconi, perchè c'è poco da illudersi, se non potrà piegarli, li pagherà.
non mi resta che pensare che silvio sia molto scaltro, e allora buon per lui, si è conquistato il diritto di fare ciò che vuole con questo paese: vendere le coste, privatizzare i servizi, impegnare le risorse in Grandi Opere come il ponte sullo stretto di messina, trasformare un grafico di bilancio in un picasso, e venghino signori, perchè tutto ciò sarà ben ricompensato, pane e circo per tutti, anzi, circo per tutti, niente pane tutto l'anno, ma caviale in dono a natale, con gli auguri del vostro beneamato presidente.

la peggiore cosa che si può fare in una democrazia, è sottovalutare la stupidità.

e io t e m o.

mercoledì 9 aprile 2008

Non so che cosa fare
il sonno se n'è andato e non tornerà
un vetro da cui guardare
il silenzio fermo della città
E ti vorrei chiamare
si però a quest'ora ti arrabbierai
e poi per cosa dire
a metà io so che mi bloccherei
Perché non è facile
forse nemmeno utile
certe cose chiare dentro poi non
escono, restano, restano
Vorrei dirti, vorrei...



e basta. che nessuno induca che segue il resto della canzone perchè quello che volevo dire finisce qui.
davvero.
il resto del testo al momento non mi appartiene.

lunedì 7 aprile 2008

C'era una volta Melina. Se ne stava su un muretto sotto al melo, sdraiata sulla pancia, a guardare le formiche in fila prima di un temporale. Poi cominciò a piovere e se ne tornò a casa correndo. Era tutta bagnata e i vestiti erano pesanti, ma non importava. La mamma rise, la asciugò e le diede un pigiama.


La casa sapeva un po' di legno e umido. Non c'era il riscaldamento, tranne due stufette elettriche con le serpentine che diventavano arancioni col calore. A Melina piaceva vederle cambiare colore, e le spegneva e riaccendeva continuamente finché una non si ruppe. Melina diede la colpa al gatto. La mamma non le credette ma Melina non lo sapeva. Pensava di essere furba. Comunque un po' le dispiaceva di aver rotto la stufetta.
In quella casa pioveva dentro dalle finestre. Melina non capiva perché la mamma impazzisse dietro a queste cose. Il papà era più saggio, lasciava che piovesse. Come se si potesse fermare la pioggia! Dopo un po' anche la mamma si calmava e smetteva di insultare la pioggia e la casa. Il papà faceva il té. Evviva la furia degli elementi! La casa aveva un po' un odore umido, ma se Melina si arrampicava sulla finestra, che vista ragazzi. Tutta la città era ai suoi piedi. Senza dubbio questo contava molto più di un paio di pozzanghere in soggiorno.

Un inverno faceva più freddo del solito, allora il papà montò una stufa a gas che teneva tantissimo caldo. Vicino alla stufa c'era una vecchia poltrona arancione e una lampada da lettura. Tra la cucina e il soggiorno c'erano 2 piastrelle. Dalla poltrona Melina sentiva la mamma che lavava i piatti e cucinava, e gli piaceva più che guardare le formiche. La casa era tutta piena della mamma. Lei profumava di biscotti. Non che cucinasse biscotti come le mamme antiche, era semplicemente il suo odore.

In casa i cassetti non avevano pomelli, e bisognava aprirli facendo leva con qualcosa, coltelli, forbici, cacciaviti eccetera. La mamma e il papà avevano tolto i pomelli quando Melina era piccola perché non li aprisse e non tirasse fuori cose pericolose come coltelli, forbici, cacciaviti eccetera. C'erano davvero un sacco di cassetti. Quando Melina fu abbastanza grande da aprirli facendo leva eccetera, si divertiva a curiosare tra i quaderni della mamma e gli oggetti misteriosi del papà. Melina sospettava che il papà fosse un mago o qualcosa del genere, forse un eremita (Melina aveva sentito questa nuova parola alla tv e anche se non ne conosceva il significato, le sembrava che suonasse bene), perchè conservava cose esotiche e potenti come scatole d'argento, drappi di stoffa strappata in chissà che avventura, tubi pieni di liquido oleoso con una bolla d’aria che andava su e giù a seconda di come li mettevi e libri... tantissimi libri ovunque.

Un giorno Melina stava cercando i segreti dei cassetti e trovò questa foto. C’era la mamma. Era sicuramente lei...anche se molto, molto più giovane, aveva la stessa faccia, non si discuteva. Sul papà non era così sicura: sul suo mento c’era tanta di quella barba che sembrava una maschera di carnevale. Eppure qualcosa nella posizione di quel ragazzo diceva che doveva trattarsi del papà. Erano seduti sul muretto di una casa con altri ragazzi. Le foto sono animali bizzarri. Ti fanno vedere una cosa illudendoti di essere obbiettive. Invece tu vedi quello che vuoi. Sono più furbe di noi. Poi congelano un istante per sempre (o almeno fino a quando non finiscono sgretolate dal tempo) e quando le guardi puoi rivivere quell’ istante, ogni volta. Puoi entrare nella foto e proiettarti in un mondo in bianco e nero, in un tempo in cui forse non eri neanche nato, ma che è vivo e presente come se la foto fosse una porta per un universo parallelo che esiste proprio in quel momento. Melina pensava queste cose mentre guardava la foto e scopriva che i suoi genitori erano in effetti esseri umani che prima di essere genitori erano stati ragazzi e si arrampicavano sui muretti.

C’erano molte altre foto, alcune ritraevano bambini sconosciuti oppure Melina da piccola, altre lupi, orsi, falchi, altre ancora paesaggi lontani, la nonna o lo zio (il fratello del papà), ma erano tutte molto meno interessanti della Foto Del Muretto.

C’era un sacco di magia in quella casa. Nelle foto, nei cassetti, nelle centinaia di migliaia di pagine solcate da milioni di caratteri neri, negli armadi così grandi che ti ci potevi sdraiare dentro, nel ripostiglio segreto sopra il bagno, sulle scale, sotto al tavolo, ovunque.

A proposito degli armadi. Era dicembre e tutta quella faccenda dei regali si stava avvicinando. Ogni anno era una caccia al pacchetto. Quell’ anno Melina trovò i regali nell’armadio con considerevole anticipo ed esigette che fossero messi subito sotto l’albero, dove poteva ammirarli e tastarli per indovinarne il contenuto. La mamma non era contenta perché occupavano tanto spazio. Melina smise di credere a Babbo Natale, e pensò, con quella gran soddisfazione tipica delle vittorie della ragione sulla superstizione, “Come Volevasi Dimostrare”. Aveva 5 anni.

AUGURI RAMU

domenica 6 aprile 2008

sabato 5 aprile 2008

venerdì 4 aprile 2008

BUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!


sono disperata! sono andata a tagliarmi i capelli ma...hanno tagliato troppo!!! saranno 5 anni che non ho i capelli così corti... non mi piaccio assolutamente!!!

ho il diritto di frignare per questo motivo? (me lo sto chiedendo sul serio!)

giovedì 3 aprile 2008

sogni - AAA psicanalista o prete cercasi

anche stanotte abbiamo mosso battaglia. questa volta l'ambientazione è medievale, un borgo di casupole in pietra e paglia, e non è la mia città. e non è un assedio ma una lotta senza quartiere per le strade, l'esercito degli invasori contro gli autoctoni e noi, una piccola compagnia di cavalieri giunti per aiutare il popolo.

ma non è solo per la battaglia che siamo lì...voglio salvare la ragazza che è stata rapita dall'esercito. lei è molto importante per le sorti della guerra e per l'umanità intera, l'ultima discendente della stirpe degli unicorni. ma soprattutto, è importante per me. forse un tempo ne ero innamorato...ora però non la conosco, c'è solo qualcosa in me che mi dice che la devo salvare, una sorta di istinto.
lei viene colpita mortalmente, ma mentre il sangue le cola denso dalla ferita sul collo, mi afferra dolcemente senza che io, forte e pesante come un soldato in confronto a una fanciulla, possa opporre resistenza. e nel momento in cui mi tocca, tutto comincia a muoversi al rallentatore. la battaglia che imperversa sanguinosa intorno a noi è quasi dimenticata, un rumore distante, una sinfonia che sfuma nel silenzio per spegnersi. gli attacchi che subiamo vengono respinti senza fatica. è il mio braccio a difenderci, ma io ne sono appena cosciente. tutta la mia attenzione è rapita dalla ragazza, dai suoi occhi vivaci nonostante la fine imminente, pieni di vita, la sua serenità mentre attraverso la pelle mi passa il potere che avrei voluto proteggere nella sua persona, fallendo. sorride, io sperimento con tutti i sensi quello che potrebbe avvicinarsi all'estasi, e sicuramente, mentre lo shock mi sveglia, lei muore.



in una settimana ho fatto tre sogni che hanno uno schema in comune.
3 battaglie, 2 perse guadagnando qualcosa di importante (non l'ho raccontato perché lo schema non mi si era ancora chiarito, ma anche nel sogno dell'assedio ottenevo qualcosa di molto prezioso), e una (quella contro il mare) vinta perdendo qualcosa di importante (e ignoto).

mercoledì 2 aprile 2008

difendersi da un assedio, lezione numero 1

è importantissimo non sottovalutare il numero degli assedianti.
stanotte ne ho avuto una dimostrazione mentre difendevo con i miei compagni la mia città, situata in cima a una collina di roccia circondata da una foresta impenetrabile tranne che per un corridoio di vegetazione.
eravamo solo un manipolo di uomini e non abbiamo avuto scampo contro la flotta giunta dal lago. il buio della notte ha fatto giusto in tempo a diluirsi nell'alba, prima che cedessimo alla seconda tornata di offensori. non ce l'aspettavamo...



AUGURI ELE!

domenica 30 marzo 2008

il cambio dell'ora.

da stasera avremo luce più a lungo.
forse questo vale un'ora di sonno in meno! la cosa ingiusta è che cambiano l'ora di domenica perchè tutto il mondo riposa e risentirà meno di questa giornata da 23 ore. tutto il mondo tranne blockbuster. io tra un'ora devo essere al lavoro.

stanotte ho sognato che il mio letto era un vascello nella tempesta, e la stanza era l'oceano e il cielo, grigi da far paura e così vicini e pesanti che quasi si toccavano schiacciandoci, con il vento che sferzava le vele ammainate e animava le cime come serpenti impazziti. le onde erano violentissime e ad ogni fendente ci portavano via carico e uomini, io stessa mi sono salvata per miracolo, abbandonando all'abisso un piccolo ma importantissimo pacco dal contenuto ignoto.
ma nonostante i colori plumbei e la situazione disperata, è stato un bel sogno avventuroso, movimentato, in cui i miei compagni e io abbiamo lavorato sodo per non cedere alla furia degli elementi.

mi piacerebbe lavorare su una nave per qualche mese.

giovedì 27 marzo 2008

Acquario,
Si esige da te un grande impegno se vuoi riprendere in mano le redini della situazione. In ambito lavorativo non dovrai essere pessimista, ma accettare anche i banchi di prova come parte del tuo percorso. In ambito affettivo, dovrai evitare di ripensare al passato.


...

:(

auguri marco!

martedì 25 marzo 2008

AUGURI MAESTRA!

oggi è il compleanno della mia maestra delle elementari Patrizia.

domenica 23 marzo 2008

dove è andato il sonno?
se farai in modo che io creda in me stessa sarà molto
il mio regno per una notte di sonno
è ambizioso
ora il mio cuore mi tiene sveglia senza pietà
credere in qualsiasi cosa mi basterebbe già, qualsiasi
mi gira la testa
ti prego ti prego non fingere di credere
mi gira la pancia
io so che è un'illusione
mi gira il sangue nel corpo
crollerà e poi ci illuderemo di nuovo
non c'è pace per me stanotte
e ancora
fammi sentire la musica girare la mia pelle dentro se stessa
e ancora
non mi è rimasta altra certezza che la mia pelle
fino a svuotare il mondo di senso
un sorriso disperato
fino a illuderci di illuderci
un bisogno disperato

e nessun dio a cui chiedere aiuto.

giovedì 20 marzo 2008

BRAVA GAIA!

la mia bellissima coinqui ha "eventualmente" passato l'esame di teoria della patente!
zero errori!

mercoledì 19 marzo 2008

martedì 18 marzo 2008

VADEMECUM PRE ELETTORALE



COMUNISMO:
Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti fornisce un bicchiere di latte al giorno.
FASCISMO:
Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti vende il latte.
NAZISMO:

Hai 2 mucche. Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.
DITTATURA:
Hai 2 mucche. La polizia te le confisca e ti fucila.
FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche. Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.
DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
ANARCHIA:
Hai 2 mucche. Lasci che le mucche si organizzino in autogestione.
CAPITALISMO:

Hai 2 mucche Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche. Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.
PECORAROSCANISMO:
Hai 2 mucche. Per rispettare l’ambiente ti impediscono che lo sterco venga smaltito altrove finchè la merda ti ha sepolto vivo.
BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.
VELTRONISMOISMO:
Hai 2 mucche.Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.

AUGURI VALE!

venerdì 14 marzo 2008

alcune foto di londra e una bella notizia











mio papà mi ha promosso un articolo al primo tentativo! questa sì che è una notizia.

giovedì 13 marzo 2008

AUGURI SHYNE!

non sarà che un palliativo, ma il sole e l'erba possono farti stare bene davvero, almeno per un po'!

(mi sono presa un'insolazione la prima giornata di parco dell'anno...cosa farò a luglio??? VOGLIO LA PELLE NERA!)

tnx to mako per la compagnia, le chiacchere e per capire sempre in modo semplice...

sabato 8 marzo 2008

AUGURI LUCA!

cominciare è la cosa più difficile. cominciare a scrivere per esempio. è già tutto qui dentro (mentre lo dico mi batto istericamente la fronte con l'indice della mano destra), manca solo l'inizio, dev'essere quello che chiamano blocco dello scrittore, tranne per il fatto che io non sono uno scrittore e che più che a un blocco assomiglia a un enorme montagna di ghiaccio. i pensieri non escono perchè quando passano vicino a questo iceberg dal peso specifico del piombo, si condensano e cominciano a piovere di nuovo giù, nell'abisso della mia gola. la mia bocca sorride. la mia voce è calma. la mia mente, lucida. la mia risata, rumorosa. i miei occhi non lo so cosa dicono: è talmente tanto tempo che non mi guardo allo specchio, che forse non li riconoscerei.

(e mentre lo scrivo, mi rendo conto che non solo metaforicamente, ma realmente negli ultimi mesi, anni, forse, con poche eccezioni, sono passata davanti allo specchio senza fermarmi, senza guardarmi. che fretta che ho.)

mi sembra di non avere un dannato posto dove andare. voglio stare da sola ma soffro la solitudine come mai in tutta la mia vita, vi stupirebbe sapere quante persone ho intorno, invece. ma non riescono a toccarmi, e io non riesco a toccare loro. è quello che succede quando il freddo viene dal di dentro, invece che dall'inverno come dovrebbe. se un paio di braccia mi riscaldano, si fermano alla pelle. i sensi mi distraggono. le parole, i giochi, i film con gli amici, mi graziano dello scorrere delle ore. quando torna il silenzio c'è di nuovo il ghiaccio e nient'altro.

venerdì 7 marzo 2008

quanto in la può andare la sopportazione umana?
stasera tornando dal lavoro ho colto sul fatto numerosi
nerd dei giochi di ruolo che assediavano la mia cucina.

mercoledì 5 marzo 2008


che fare quando sei stanca e raffreddata e la tua camera è... work in progress?
anche io voglio una coperta...

martedì 4 marzo 2008

ho un nuovo giocattolo!

questa è per james



per il mio compleanno i miei genitori mi hanno regalato un significativo contributo per comprarmi un portatile! sono tutta contenta col mio giocattolo nuovo!
ho installato skype e potete trovarmi cercandomi come jackilpinguino (ovviamente).
che ridere. la mia voce è davvero tremenda...perché nessuno me l ha mai detto???

ahahahaha

sono tornata da londra. come ho scritto, è stata dura per il mio cuoricino. troppe emozioni, ricordi a valange, persone che mi mancavano davvero tantissimo... è londra e ho detto tutto.

ok è ora di mettersi in pista.
perché ho l'impressione di essere arrivata a un punto cruciale. un punto di non ritorno. un punto e a capo. punto e basta. punto e pasta. punto g (no quello mi sa di no...). punto e croce. punto del discorso. punto dolente. punto cardinale. punto di sutura. punto di rottura. punto morto? di punto in bianco. punto di (s)vista. punto fermo. punto nero. punto franco. buon punto.

insomma devo fare il punto.

giovedì 28 febbraio 2008

questo e' troppo per il mio cuoricino!

martedì 26 febbraio 2008

tra meno di 24 ore sarò nella mia londra.
jack, io, la pioggia e...

giovedì 21 febbraio 2008

"una tequila in cambio del tuo tempo"


un bicchiere vuoto e uno pieno davanti a me.

E. che mi chiede di raccontargli qualcosa di divertente.

nella mia testa... fruscio di erbe secche che rotolano nel deserto sospinte dal vento.

ho il sorriso alcoolico stampato sul volto e intanto penso che questa è una domanda molto difficile.

E. mi parla della gloria di due ore (beh...complimenti!) e io dico che non la classificherei come "divertente", e nel frattempo penso:

1) sono noiosa :D
2) vivo davvero delle piccole cose e ho sostituito il "divertente" con l'"ironico". sono sicura che ci sia altro a questo proposito ma al momento non mi viene in mente.
3) quand'è che la mia resistenza all'alcool è diventata così bassa?

martedì 19 febbraio 2008

domenica 17 febbraio 2008

www.metro.co.uk


devo disintossicarmi da tutte le porcherie che sto assumendo in questo periodo.

sabato 16 febbraio 2008

la bibi a milano :)

giovedì 14 febbraio 2008




Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

martedì 12 febbraio 2008

la vita è piuttosto cortina per passarla col broncio. è qualcosa di cui mi sono convinta sulla via, non l'ho sempre pensata così; e impararlo mi ha cambiato il carattere, da piccolina ero sempre corrucciata, e il minimo dettaglio aveva l'importanza di una vita intera.
se le cose non andavano come volevo o come avevo pianificato, ne facevo una vera tragedia.
davo agli oggetti un grande valore, ognuno di loro aveva una propria esistenza e un'anima, e ogni perdita equivaleva alla morte. inscenavo un funerale ogni volta che perdevo o rompevo qualcosa. durante la cerimonia disegnavo o rappresentavo in qualche modo l'oggetto perduto, in modo da fissarne x sempre la memoria. di solito scrivevo anche 2 righe. "al mio caro cappellino perduto per sempre per colpa mia". quella volta disegnai il mio cappellino abbandonato su una panchina perché non lo trovavo più ed ero convinta di averlo lasciato ai giardinetti (lo trovai qualche giorno dopo in fondo all'armadio). celebravo questi riti da sola, non mi importava che qualcuno assistesse, nemmeno i miei numerosi amici immaginari. era una cosa tra me e me perché sapevo, anche se ancora non avevo mai formulato questo pensiero, che se avessi ricordato quella cosa non l'avrei perduta fino in fondo.
ero una perfezionista. lo sono ancora, e se una cosa dipende da me, cerco di farla in modo che corrisponda il più possibile a quello che ho in mente. ma da bambina non ammettevo errori, e che lavorassi da sola o collaborassi con altri, il risultato doveva corrispondere ai miei criteri di perfezione (a meno che non mi annoiassi e lasciassi perdere). naturalmente c'era una ed una sola via per ottenerli: la mia (devo ammetterlo, però: ancora oggi, sono poche le volte in cui la via di qualcun altro mi appare migliore di quella che seguirei io stessa. ad esempio, sto cercando di insegnare a mia mamma come fare il puré, e credo che questo sia molto seccante per lei). se una cosa non veniva fuori perfetta, tanto valeva buttare via tutto e dedicarsi ad altro, o più spesso, mettere il broncio per la delusione.
ho sempre avuto molto chiara l'idea di cosa fosse giusto e sbagliato. ora vi direi "cosa fosse giusto e sbagliato per me", ma da bambina quel "per me" non aveva senso. Giusto e Sbagliato erano due entità concrete e reali quanto me, anzi, anche di più, due divinità presenti in ogni singolo atomo dell'universo (grazie a mio papà, ho scoperto molto presto che esisteva un universo e che con ogni probabilità era fatto di atomi, anche se non riuscivo a vederli; e d'altronde, da che mi ricordo, non ho mai avuto difficoltà a credere che le cose potessero esistere anche fuori dal mio campo visivo). Giusto e Sbagliato. le cose della vita si dividevano in queste due categorie. niente da obbiettare alla prima; quelle della seconda mi contrariavano enormemente. mi comportavo di conseguenza e dagli altri mi aspettavo esattamente lo stesso atteggiamento semplicemente perché secondo me era l'unico sensato. ero già platonica, e nemmeno avevo mai sentito parlare di platone.

lunedì 11 febbraio 2008

grrrr :(

vendetta, tremenda vendetta quella di dio che ci ha imposto questa sofferenza mensile. e la vendetta è un piatto da gustare freddo. lui ha avuto quanto, 5000 anni per farsela passare? ha lunga memoria il ragazzo. ma non si dice mica in giro che perdonare è divino? dai facciamo pace, che ne dici big j... giuro che nn la mangio + la mela, ho un paio di golden in frigo, volevo farci una torta ma lascio perdere ok? che poi dimmi che colpa posso avere io se la mia trisnonna ha fatto una cazzata. avrei forse potuto impedirlo? non c'ero neppure.

poi questa cosa delle mestruazioni è una fregatura. voglio dire, nella dicitura "partorirai con dolore" non figura anche il fatto di soffrire per un sesto della nostra vita (mediamente). doveva essere una di quelle clausule in piccolo...

giovedì 7 febbraio 2008

21, nonsense e tutto il resto

cosa fanno 2 manciate di menti geniali quando si incontrano?

verde grazie.
non lo sai chi è morto?
nuvoloso fino a lunedì.
soltanto mezza tazza grazie (e la marmellata sul naso)
sei un nerd.
quater, neuf, set com i nani, MURA!
ma dov'è gianluca?ah eccolo!era nella scatola comoda. mica scemo.

e intanto jack rimugina.

ho imparato un gioco nuovo: 21.
si devono dire i numeri in sequenza da 1 a 21. ogni giocatore può dirne al massimo 3 a turno. il giocatore che arriva a 21 beve, poi sostituisce un numero con una parola/frase/verso a sua scelta (ad es: sostituisco il numero 5 con "mura"). e si ricomincia, solo che al posto di quel numero bisogna dire il sostituto (...4, mura, 6...). scopo del gioco è dire tutta la sequenza di sostituti senza interruzioni. ogni volta che uno sbaglia beve, e il giocatore seguente ricomincia. io sono davvero una chiavica. il migliore è stato carlo (ha sbagliato una volta), seguito a ruota da ian che però nn aveva bevuto granchè perchè è arrivato a mezzanotte. anche laura si è difesa benone, e niente da invidiare ai ragazzi in quanto a capacità (la capacità è il volume interno di un corpo... da riempire con liquidi come birra, vino ecc.).

ecco cosa ne è uscito.

-bottiglia
-era meglio morire da piccoli
-scorfano
-bergamotto
-mura
-scegligesù
-polpette
-abbarbicato
-pantagruelico
-undici
-stocastico
-pterodattilo
-chissà se socrate si sta facendo un cicchetto
-venti
-soltanto mezza tazza
-burp!
-due
-facciamo frasi brevi
-corrucciato
-tuttigliuominisonomortalisocrateèunuomosocrateèmortale (stasera a socrate fischiano le orecchie)
-bevo

mercoledì 6 febbraio 2008

sessione di cucina pesante in via sangallo 10. guest star: lucio.

punteggio finale:

1) torta di gaia 10
2) frittelle della bi (preparate da lucio e ire) 7+

ma mi sento di dire che non ci sono perdenti in questa gara...perchè alla fine mangiano tutti!

lucio ha lasciato qui il suo orologio e io l'ho preso in ostaggio. mi piace tenermelo addosso: è di lucio! se lo rivuole, deve assaggiare una frittella. e qual'è la magagna, direte voi? beh...

e se si trattasse del preparato x frittelle cameo?...
e se lucio avesse voluto controllare la data di scadenza?...
e se io, invece, non gliel'avessi lasciato fare, pensando che era molto + divertente cucinare prima, controllare poi?...
e se...

domenica 3 febbraio 2008

il gusto essere multietnici.

il ristorante "il moro", in via calvairate, è una tipico ristorante italiano.
reca una testa di moro sull'insegna, e a caratteri cubitali il nome del locale richiama suggestivamente sapori speziati e i colori caldi del continente africano..
entri, e uno stuolo di cortigiani cinesi ti danno il benvenuto.
il menu presenta specialità italiane di mare e di terra, pizze, vini tipici dei colli piacentini.
il logo sul menu, la solita testa di moro, è molto bello. sicuramente stampato da una tipografia di classe. il nome del ristorante, "il MOLO", è inciso in finissimi caratteri dorati.

"salve, vollei stampale il nome del mio listolante sulla copeltina del menu."
"certamente. come si chiama il ristorante?"
"il molo"
"il molo?"
"no, non molo, molo!M-O-L-O..."

sabato 2 febbraio 2008

Questo post...

... è + inutile di tutti gli altri.

Ciao.

giovedì 31 gennaio 2008

mi sono iscritta ad un sito di ricerca per ragazze alla pari. io ci provo a stare ferma ma i miei piedi scalpitano, così mi sono detta: ma sì, cercar non cuoce, ehm, nuoce intendevo.
ho fatto richiesta per andare da 3 a 9 mesi a partire da ottobre in: francia, irlanda, belgio, paesi bassi (olanda, sìììììììììììììììììììììì! ah, non parlo l'olandese??? capperi è vero non ci avevo pensato), australia, sudafrica e costa d'avorio (mh...costadavoriani...)... come ho detto... cercar non nuoce!



ieri sera tornando dal lavoro ho finito la benzina. ho dovuto spingere il motorino da porta venezia...e arrivata in indipendenza, stramazzante, barcollante sui tacchi, mezza morta ho dato forfait! l'ho lasciato li e oggi andrò a recuperarlo e a fare benzina.

aspetti positivi della vicenda: ho smaltito la cena, mako mi ha fatto compagnia mentre aspettavo la 54, ho guadagnato un magnifico sgabello in simil pelle abbandonato che mi ha chiesto di essere portato a casa...

mercoledì 30 gennaio 2008

AUGURI A: FRATELLINO!

martedì 29 gennaio 2008

we are safe (tonight)

The selfish, they're all standing in line
Faithing and hoping to buy themselves time
Me, I figure as each breath goes by
I only own my mind

The North is to South what the clock is to time
There's east and there's west and there's everywhere life
I know I was born and I know that I'll die
The in between is mine
I am mine

And the feeling, it gets left behind
All the innocence lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide
We're safe tonight

The ocean is full 'cause everyone's crying
The full moon is looking for friends at hightide
The sorrow grows bigger when the sorrow's denied
I only know my mind
I am mine

And the meaning, it gets left behind
All the innocents lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide
We're safe tonight

lunedì 28 gennaio 2008

unione europea

io e la mia ex coinquilina amelie stiamo progettando uno scambio culturale. io le mando un po' di italiani in un pacco, e lei risponde con dei francesini niente male (a suo dire). ha detto che se voglio può testarli prima, così da garantire la qualità. che carina!

la libera circolazione di capitali, forza lavoro, beni e servizi comincia a produrre risultati apprezzabili.

domenica 27 gennaio 2008

SORRISONE


auguri a lucio*

venerdì 25 gennaio 2008

un post stupido

in questi giorni sono alle prese con un dilemma.
e cioè:
cosa fare se hai una cosa da dire, ma in qualsiasi modo giri le parole che hai a disposizione, non trovi una combinazione che non ti faccia sembrare la sceneggiatrice di dawson's creek, o, se va bene, di un film alla federico moccia (ma senza accento romanaccio)?

bleah. stucchevole. non va bene.


qualcosa da dire a proposito della caduta di governo?


Emancipate yourselves from mental slavery
None but ourselves can free our mind.
Wo! have no fear for atomic energy,
cause none of them can stop the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look?
Yes, some say its just a part of it:
We've got to fulfil de book.

Wont you help to sing
these songs of freedom?
-cause all I ever had:
Redemption songs

mercoledì 23 gennaio 2008

se qualcuno ha notizie della bussola magica di jack sparrow che non punta al nord, è pregato di rivolgersi a questo indirizzo.

se credessi in dio lo ringrazierei per questo assaggio di primavera, è proprio il caso di dirlo, provvidenziale.

l'equilibrio non è amico del progresso, mi sa. invece quando ti senti su un'altalena è molto più facile vedere le cose da altri punti di vista, e uno scossone può ben scrollarti di dosso il torpore. sia come sia, ma era da un pezzo che non avevo una discussione tra me e me che portasse effettivamente ad un risultato diverso dal punto di partenza. di solito cominciano e finiscono tutte in un grande punto di domanda, perfettamente inutile se non preceduto da una domanda.

domenica 20 gennaio 2008



mentre ballo osservo rapita la piccola folla che si muove al piano inferiore. i vetri spessi tengono fuori la musica, e i loro movimenti sembrano strani, non c'entrano molto con quello che sto ascoltando io. strano essere qui. strano guardare giù da queste vetrate.



- quella là. in fondo ai gradoni. ti assomiglia.

è jack. quando è arrivato?

- si.

- accidenti! la riconosco.

- è la prima volta da che ti conosco che ti sento esclamare di sorpresa.

- non mi capita spesso di fare viaggi nel tempo.

- neanche a me. che te ne pare?


silenzio


- dai scendiamo.



la ragazza sta saltellando in un paio di doc martens. ha i capelli crespi e arruffati e quello dietro la nuca sembra l' accenno di un dread. due orecchini d argento a forma di gatto le pendono dai lobi. ne è rimasto solo uno ora, l'altro l'ho perso sulla via. poco male, visto che dall'ultima volta che sono stata qui, ho perso l' abitudine di tagliarmi i capelli da sola e preso quella di portare orecchini asimmetrici. si avvicina per prendere una cosa dal mucchio di indumenti accatastati sui gradoni di fianco a noi e ci guarda incuriosita.



- ciao.

- ciao. è un pinguino quello?

- si. si chiama jack.

- cosa ci fa un pinguino in una discoteca?


mi guarda meglio. mi (si) riconosce. io avrei pensato "tu guarda, hanno messo uno specchio in mezzo alla pista", ma lei non conosce ancora l'ironia: prende sempre tutto molto sul serio. questo pensiero passa come un lampo nella mia mente, ma è abbastanza da spingermi a chiedermi che cosa stia vedendo lei. non lo saprò mai: posso vederla, ma non vedere con i suoi occhi. mi osserva e non parla. anche io la guardo. nemmeno lei può capire quello che provo. la amo così tanto che potrei scoppiare. è una bambina, anche se non lo sa. se penso alla fatica che l'aspetta, vorrei abbracciarla, portarla via di li.

anche jack mi osserva. sembra più interessato a me che a quella ragazza del passato. forse perché i pinguini sanno che le ombre non li riguardano. cmq lui sa che vorrei toccarla, e interrompe il flusso dei miei pensieri.


- mi piace guardare la gente. per quello sono venuto qui con ire.


incrocio le braccia.

sorridiamo entrambe senza parlare. io vorrei dire molte cose ma non posso, lei vorrebbe chiederle (glielo leggo in faccia) ma non sa come farlo.

un' altra ragazza da un colpetto sulla spalla alla nostra amica. lei si volta, confusa, parlottano, l'altra sembra non averci notati, però! difficile non notare un pinguino in una discoteca.


- devo andare...

- anche io, rispondo.


continua a sorridere anche se sta tremando. sembra così inconsapevole e insicura. non il tipo che balla in mezzo alla pista, non ancora. non ancora.

il mio sorriso deve sembrare più sereno e saldo, infatti guardandomi si tranquillizza. per un momento i nostri occhi si penetrano a vicenda, temo che veda troppo, che si spaventi... invece annuisce tra sé prima di voltarsi, "se la caverà", penso, e le rispondo con un cenno.

lancia un bacino a jack con la mano e raggiunge i suoi amici.

so che la pelle di jack è arrossita sotto le piume. è un cervellone pungente e criticone, e con le donne non ci sa fare.



ho ancora le braccia incrociate mentre la guardo uscire dalla sala. rimango qualche momento ad ascoltare la musica che mi ha accompagnato fin da allora. trovo persino la lucidità per sorprendermi che sia ancora la stessa di 7 anni fa.

jack fa una faccia che non riesco a decifrare, e accenna un'ombra di sorriso mentre scosta lo sguardo. mi da una pacca leggera sul fianco (anche se non arriva alle mie spalle è una presenza rassicurante).



- torniamo su?

- sì. andiamo.

venerdì 18 gennaio 2008

tempo di un nuovo post

avrei da dire che questo mondo con tutti i suoi difetti è cmq un buon posto su cui nascere.
e anche l uomo non è poi così male, in fondo non ci hanno dato alcun libretto di istruzioni, almeno alla maggior parte di noi, e cose buone ne sappiamo fare tante. che volete, poi ci sono anche le magagne, ma chiedete a tumini se non ne salta sempre fuori una anche nel progetto più curato.
dai in fondo, se dio esistesse, sarebbe orgoglioso di noi.
(mastella a parte...)
ci sono alcune cose per cui vale la pena di tutto il viaggio.
ad esempio:
il cioccolato
le favole raccontate
la musica
vecchi amici
guardarsi allo specchio e pensare "ok", e anche guardarsi indietro e pensare "tutto questo mi appartiene"
il sole dopo tanto che piove e la pioggia quando è tutto secco
le lunghe chiacchierate
ridere di se stessi
le endorfine in tutte le loro forme ;)
fare un ottimo lavoro
libertà
vedersi negli occhi di qualcuno che ti conosce come le sue tasche

e ok, il futuro fa un po' paura, ma in alcuni, pochi momenti di grazia non ti importa poi così tanto.

se ve lo state chiedendo, il numero del mio pusher è **********




auguri a: michi!

sabato 12 gennaio 2008

aim raaaaaaiding in de rein, giast raaaaaainding de reeeein!

ieri ero in rello sotto la pioggia. non faceva freddo, ma pioveva di brutto e visto che ormai ero completamente fradicia mi sono messa a cantare a squarciagola in mezzo alla strada mentre andavo (la consequenzialità di questa proposizione potrebbe stupirvi. il termine mancante è che le situazioni disperate mi divertono molto). non vedevo un cazzo con gli occhiali, e ancora meno quando li ho tolti, in più via marcona era completamente al buio; ma ho avuto fortuna, come vedete.

giovedì 10 gennaio 2008

20,000 seconds since you've left and I'm still counting
And 20,000 reasons to get up, get something done
But I'm still waiting
For someone kind enough to
Pick me up and give me food, assure me that the world is good
But you should be here, you should be here
.
How colors can change and even the texture of the rain
And what's that ugly little stain on the bathroom floor
I'd rather not deal with that right now
I'd rather be floating in space somewhere or
Worry about the ozone layer
.
And it's almost like a corny movie scene
But I'm out of frame and the lighting's bad
And the music has no theme
.
And we're all so strong when nothing's wrong
And the world is at our feet
But how small we are when our love is far away
And all you need is you
.
k's choice, 20000 seconds.

venerdì 4 gennaio 2008

il primo post del 2008


BUON ANNO!
il 2008 comincia con un'ottima notizia: finalmente ho la connessione internet a casa! e con questo posso dire di avere veramente tutto l'indispensabile in via sangallo. beh uno spremiagrumi non guasterebbe ma tant'è, una cosa per volta.
quest'anno è cominciato bene. bene dico rispetto alle prospettive. ha anche nevicato di brutto, anche se oggi già piove e la neve si sta sciogliendo tutta, il che in fondo è comodo a milano, dove se resiste assume un colorino fangoso nel giro di qualche ora. inoltre, sulla neve in motorino...non mi ci vedo :)
ora non mi resta che abituarmi a scrivere la data con l'anno nuovo: ciò avverrà intorno a ottobre o novembre, come al solito, così almeno per un paio di mesi saprò di essere nel 2008.

domenica 30 dicembre 2007

nulla di che

solo 2 righe x passare il tempo insieme al mio amico jack.
ho qualche idea che mi ronza in testa negli ultimi giorni, tipo

sono le piccole cose a farti innamorare, e sono quelle che ti mancheranno di più, come un bottone regalato quando ancora tutto è da fare. quando dai a ogni evento un senso profetico e se avrai ragione era destino, se no te ne dimenticherai.

mi sembra di essere costantemente sull'orlo di una vertiginosa caduta libera con avvitamento sulle montagne russe, e contemporaneamente come se la mia vita fosse in un paio di maracas agitate da uno strano dio ballerino mai stanco.

e intanto siamo diventati adulti. quando è successo? dov'ero, io? perchè nessuno mi ha svegliata?

e altre...

martedì 25 dicembre 2007


happy birthday jesus

BUON NATALE!!!

jack vi augura di cuore buon natale.

lo so, non sembra molto allegro, ma questo dipende solo dalla redattrice (che sarei io) che non sta passando uno dei momenti più felici della sua vita; ma vi assicuro che gli auguri di jack suonano al mio orecchio, se non ai vostri occhi, sereni e limpidi come il tintinnio di un campanellino natalizio.

il simpaticone (jack per l'appunto), ha pensato bene di mettermi sotto l'albero un mattonazzo in 2 tomi, il don chisciotte, per ricordarmi i miei doveri di studentessa anche nella notte di natale. non mi da tregua! e con lucio e mio padre a fargli da spalla, non ho altra scelta che ascoltarlo, o quei 3 renderebbero la mia vita un incubo :D

anche quest'anno il fatidico momento dell'Apertura Dei Doni è passato. tra casa famiglia e amici ho ricevuto un sacco di cose, tra le quali:

la macchina fotografica! quella "vecchia" mi è stata rubata a londra, siiiigh
uno specchio rotondo da mia mamma, ci starà benissimo in camera mia...
un maglione
una scatola di matite
cioccolato e dolci vari :) yum yum
mutande di vari modelli e colori...
libri, quelli colpiscono sempre nel segno
la tazza di jack sparrow, il Capitano!
il "classico e noioso come una cravatta" quaderno della sara
foto
maglietta
borsa
le converse dalla mia coinqui
un kit per il risparmio energetico
la copertina x non prendere freddo in rello
...


spacchettare è una delle mie attività preferite, da sempre, specie quando la carta è luccicosa e scricchiola quando la strofini o la strappi. dentro ogni pacchetto potrebbe esserci chissà quale meraviglia, quindi prima di aprirlo lo soppeso, lo tocco per benino, lo studio e lo agito x cercare di indovinare cosa sto tenendo tra le mani. scartare anche solo una caramella mi piace un sacco e mie consola se sono triste, e stasera un po'lo sono, quindi mi sono doppiamente goduta la cerimonia dell'Apertura.

e così, domani mi sveglierò e sarà natale, ma a me toccherà il turno da blockbuster, quindi mi prenderò il mio bel motorello, mi barderò per benino e affronterò le solide nebbie milanesi.

chissà se sarà davvero natale.

martedì 11 dicembre 2007

esame passato! incredibile.

sabato 8 dicembre 2007

martedì l'esame

Sto cercando di studiare ma sono un po’ fuori allenamento e credo di aver raggiunto il livello massimo di sopportazione. Non che sia insoddisfatta degli ultimi 10 giorni, anche se sono stata quasi sempre chiusa in casa a studiare: sono + soddisfatta di quanto lo sia stata negli ultimi mesi. Studiare mi piace, e ultimamente mi sto disintossicando dalla nobile arte della pigrizia (vedi post precedente). Mi sembra di essermi scrollata di dosso uno strato di polvere vecchia di anni. È solo che la mia parte più vivace scalpita, il mio didietro non ne può più di quella sedia, e la mia concentrazione cala, purtroppo. E poi ho sonno.

Il lavoro è diventata la mia distrazione principale, oltre alla nube pelosa del sedere del mio coinquilino adottivo (tuma), le uniche cose che tengono la mia mente lontana dalla filosofia medievale! Anche se preferisco quest’ultima ai panorami da grandangolo ;)
Alla fine non vi ho + detto nulla del lavoro, ma ho fatto bene a cambiare, nonostante i contro. Mi annoio molto meno da blockbuster che da muji, soprattutto perché si fa gruppo e si scherza continuamente, quasi quasi mi sembra di essere tornata a scuola. O anche no…(questa è un’altra storia, una storia epica di gelosie, lotte intestine e eroi solitari, passione e sopravvissuti. ma appunto, è un’altra storia, e verrà raccontata un’altra volta).

Un’altra cosa che mi piace molto, di block, è che ci sono un po’ di clienti abituali… questo mi fa sentire, anche se molto alla lontana, come quando ero al canteen e conoscevo i clienti per nome, sapevo cosa volevano, che orari facevano, e qualche volta anche qualcosa della loro vita.
Il canteen ha chiuso. O meglio, sarà ancora aperto, e si chiamerà sempre canteen, ma non sarà più lo stesso caffè, perché esen e olivia non lavoreranno + li. Chissà se stewie continuerà ad andarci. Non per molto ancora, in ogni caso. La sua malattia sembrava già grave l’anno scorso. 20 anni di parkinson ti danno l’aspetto di un vecchio anche se così vecchio non sei. E bob-the-builder. E le ragazze che facevano un sacco di chiasso all’ora di pranzo e ordinavano sempre il solito fumando un botto di sigarette. E jenni, chissà che fine a fatto. C’erano anche persone che non desidero rivedere. Ma cmq quel posto mi manca, un pochino.

Tornerò alla mia filosofia. Tutta quella gente nel libro è già morta da tempo e non devo preoccuparmi x loro (chissà che effetto farebbe a grossatesta o boezio sapere che una ragazza del XXII° sec sta leggendo le loro parole).

venerdì 23 novembre 2007

canale salute, benessere e zen secondo me

oggi parliamo di pigrizia. molti si vantano d'esser pigri, ma ci vuole metodo per applicare propriamente la pigrizia. non possono farlo tutti. ci vuole costanza. coraggio. una buona capacità di persuasione (per convincere se stessi che c'è ancora tempo) e di controllo mentale (per isolare il pensiero della cosa da fare e metterlo al di fuori del proprio io cosciente, dove non provoca ansie o fastidi).
uno dei risultati più disastrosi della mia arte, è il fatto di rimandare indefinitamente dalle faccende più piccole alle più importanti, qualora rispondessero al parametro "comportare uno spostamento o un movimento" ad es., portare le ricevute di pagamento all'uni, fare il bucato, pulire casa, andare a fare gli occhiali, andare a comprare il pane, persino fare una telefonata.

è un meccanismo pericoloso perchè, al livello più avanzato (diciamo la cintura nera di questa difficile arte di sopravvivenza), diventa automatico e inconscio e può paralizzare la tua vita.
se ti rendi conto che ti stai avvicinando troppo a questo stadio, è consigliabile tornare leggermente indietro, per esempio ponendoti dei piccoli obiettivi e sforzandoti di realizzarli. andare a prendere il pane è un buon inizio, ma se te la senti puoi osare con andare a fare gli occhiali o qualsiasi altra commissione poco impegnativa che si è rimandara a lungo. è importante scegliere obiettivi non troppo difficili da raggiungere, perchè un eventuale fallimento rischia di demotivare e mandare all'aria tutto quanto. il successo invece gratifica e aiuta a recuperare gradualmente il contatto con la realtà, fino a quando, disintossicato, potrai riprendere l'allenamento.

martedì 20 novembre 2007

grilli per la testa

ieri sera sentivo i grilli fuori dalla finestra. veramente sono quasi sicura che si trattasse della mia immaginazione combinata a qualche suono molto meno poetico, a meno di ipotizzare l'esistenza di grilli transgenici capaci di vivere nel gelo delle notti invernali respirando lo smog di milano. ad ogni modo non fa differenza: il verso dei grilli ha provocato in me un fortissimo attacco di nostalgia per il luogo dove passavo le vacanze da bambina. era un posto bellissimo, me lo ricordo pieno di luoghi misteriosi, pericolosi, magici, amici pronti ad intraprendere grandi avventure, giornate ricche di solitudine profumata.
ho indugiato qualche minuto nei ricordi, poi si è reso consapevole un pensiero che da tempo pretendeva il suo spazio nella disordinata stanza della mia mente: cioè che praticamente sempre provo una forte nostalgia per un sacco di cose.
ricordare le cose è un po' un modo per tenerle con sé in modo che non possano mai andarsene. tengo molto ai miei ricordi, però mi rendono anche triste, perchè mi costringono a rendermi conto di quante cose mi manchino, quante io ne abbia perse.

mercoledì 17 ottobre 2007

C’è un estraneo nel mio letto. Dopo l’ennesimo battibecco mi sdraio affianco a lui e ascolto il suo respiro irregolare. Anche se il contatto con la sua pelle mi fa sentire a casa come sempre, ora mi sento anche stranamente sola. Buffo, stare in due in un letto nemmeno poi tanto grande e sentirsi soli. A tu per tu con se stessi, cioè quello che cerco di evitare ultimamente, perché Me Stessa fa un po’ troppe domande e quando se ne va mi lascia un senso di fallimento che non mi piace proprio: ecco perché preferisco stare sul leggero (non in cucina: anzi, il cibo è un’ottima distrazione, come il sesso, la tv, la musica, la droga – cioè i libri – persino il lavoro; ci sono poi posti che ti servono per sentirsi profondi e vissuti, è bello, specie perché è un po’ come recitare, un'altra declinazione della distrazione, e funziona meglio con una sigaretta e una birra).
Dicevo, il buio è riempito da respiri spezzati e colpi di tosse e nefaste previsioni di notti in bianco, fino a 15 secondi (netti) dopo, quando lui si addormenta. Ora respira come un angioletto (ma gli angeli respirano? cmq…), quasi la polvere che gli riempiva i bronchi non esistesse più, e la parte di me divisa tra irritazione e preoccupazione comincia a chiedersi a) se il lamento sia mai stato classificato come una parte del discorso al pari degli articoli o addirittura della punteggiatura b) se non abbia ragione lui e farlo venire qui non sia stata un’idea non proprio delle migliori.
Nel frattempo, se speravo che queste elucubrazioni mi avrebbero tenuta lontana da M.S., ahah!, che povera illusa. È lì sullo sfondo e tiene compagnia a quella parte di neuroni che non è concentrata sulla persona che dorme di fianco a me. È dannatamente in gamba e elude la maggior parte dei miei tentativi di farle chiudere il becco.
In questo particolare momento, ha deciso di torturarmi sui seguenti temi: che cazzo stai facendo? Che ne è stato della tua fierezza, ragazzina? Ragazzina poi… ormai dovresti tenere in mano le redini della tua vita, e tutto quello che sai fare è ciondolare come una trottola pigra di qua e di la senza meta, sprecando metodicamente ora dopo ora, giorno dopo giorno, con una precisione da far invidia agli svizzeri. Guarda, è una fatica star qui a parlarti, non ti posso nemmeno guardare.
Ahhhh, non cambiare argomento adesso. E cmq sei tu piuttosto, che dovresti farti qualche domanda. Non vuoi? Ahahah, poi ti lamenti della situazione. Codardia, si chiama dalle mie parti. Ah, una lieve nota di dissenso nella voce dei tuoi pensieri: è già qualcosa, mi pareva che ti fossi addormentata. Allora dimmi almeno questo: che ci fa lui qui?
È solo perché, dal primo momento, sono sempre stata convinta che fosse Lui.
M.S. ascolta le mie parole in silenzio (non importa quanto timida sia la mia voce, lei ci sente benissimo) e poi si ricorda le mie seghe mentali da intellettuale del cazzo; allora ride amara e mi insulta confusamente, per le mie illusioni, per le mie delusioni, per la mia debolezza.
Per stasera non ne voglio più sapere di lei.

giovedì 11 ottobre 2007

aiuto.

tutti sapete quanto mi rompa le palle a lavorare da muji. lo staff mi piace, ma nn possiamo parlare molto tra di noi, un po' per regolamento e un po' perchè il negozio è abbastanza grande e ci tengono separati.
la manager mi sta decisamente sulle palle, e anche io non devo piacerle molto, questo naturalmente se si è accorta che esisto, cosa di cui non sono sicura.

ieri mi ha chiamato blockbuster per lavorare con loro in zona brera, e sono tentata, ma non so davvero cosa fare. voglio dire, non credo che sarebbe molto più divertente, è sempre la stessa solfa. proviamo ad analizzare il problema:

PRO CAMBIO
il fascino della novità
un orario che (stando a quello che mi ha detto la tizia) mi lascerebbe + tempo x studiare
possibilità che il lavoro sia meno palloso e i manager meno rompicazzo

VS CAMBIO
un orario che (stando a quello che mi ha detto la tizia) coprirebbe quasi sempre l'ora di cena
nessuna garanzia che il lavoro sia meno palloso e i manager meno rompicazzo
nessuna garanzia che mi rinnovino il contratto a febbraio
pianificazione degli orari che, da quello che ho capito, va di settimana in settimana: da muji è di mese in mese.

NEUTRO
sono sempre 20h e la paga è uguale.


che devo fare???? la domanda è puramente retorica dato che devo decidere entro oggi alle 5.30.

domenica 7 ottobre 2007

lunedì 1 ottobre 2007

w l'autunno!

l'autunno mi è sempre piaciuto. queste giornate freddine sono l'ideale per le coccole, e la nebbiolina appena accennata da alla città un aspetto mite ed ovattato. l'arietta è frizzante, e la pioggia non dura settimane come in inverno, e quando passa lascia tutto luccicante. il sole non è troppo forte e non brucia agli occhi, ma è abbastanza da mettere allegria. un'altra cosa bella è che sai che presto (...) sarà natale. ora, non mi dilungherò sulla tradizionale disillusione dei cresciutelli verso il natale, ma cmq l'atmosfera mi piace un sacco e adoro ricevere e fare regali :D quindi l'autunno è come una promessa!

c'ah, la smetto di drogarmi e vado a preparare da mangiare a mio fratello...

giovedì 27 settembre 2007

mal di gola

ieri è stata la prima vera e propria giornata d'autunno con un acquazzone che si rispetti. e naturalmente io ero in motorino.

martedì 25 settembre 2007

little by little??? se mi dai una caramellina...

c'è una cosa di me che proprio non mi piace, ed è il fatto che iniziare qualsiasi cosa è per me sempre una grande fatica. cerco di rimandare la responsabilità all'infinito fino a livelli vergognosi, anche se si tratta di cose semplicissime, come andare a parlare con la mia affittuaria, chiamare l'ottico per prenotare una visita, o fare una telefonata a un'amica. non so perchè mi comporto in questo modo, ma visto come stanno andando le cose, mi stupisco molto di essere riuscita almeno a diplomarmi (nonostante la mia intelligenza sovrumana, eheheh...).
per fare anche un passo minuscolo devo promettermi come ricompensa un sacco di svago, come se la mia volontà fosse una bambina piccola e io cercassi di convincerla con qualche trucchetto, per esempio: "se ora fai questa cosa piccolissima, poi ti lascio leggere per 2 ore liberandoti dai sensi di colpa".

dicono che riconoscere i propri difetti sia il primo passo per cambiare, ma non mi avevano avvisato che dovessi metterci del mio!

venerdì 21 settembre 2007

via sangallo 10

la prima notte nella nuova casa si è conclusa abbastanza bene, almeno da un certo punto di vista. all'inizio ero tristissima, anche perchè mia mamma piangeva come una fontana e ha fatto piangere anche me. sembra stupido, ma cmq ha un senso, alla fine il senso di tutta questa vicenda è che non abiteremo più insieme, anche se ci vedremo spesso.
insomma ero nella casa nuova, dopo due giorni tremendi, e i miei coinquilini non c'erano, perciò ero sola con una bottiglia di vino. proprio quando la mia fedele compagna stava per lasciarmi in balia della mia solitudine è arrivata gaia (coinquilina), e contemporaneamente la squadra di soccorso (lucio e tuma). alla fine i pensieri tristi sono andati nel dimenticatoio.

mercoledì 19 settembre 2007

*

oggi ho fatto un colloquio in coin, giusto perchè non si sa mai (domani ne ho un altro da stefanel. giusto perchè non si sa mai). è stato un colloquio "collettivo", cioè una specie di selezione tra una decina di candidati (tra cui me), non ho ben capito se era un test psicologico o una specie di last man standing che avrebbe dovuto accendere la competizione tra di noi, ma cmq è stata un'esperienza.

questa è l'ultima notte che passo qui (dai miei), da domani abiterò in via sangallo. per quanto tempo non lo so, ma spero abbastanza.

è anche una delle peggiori serate della mia vita.


ps. tuma perchè dici che dovrei mandare il cv alle poste?

lunedì 17 settembre 2007

***

fuuuuucking hell, sono stanca. quando non lavoro trasloco, quando non trasloco lavoro, mi sembra che sia giovedì e invece è appena lunedì. ed è solo l'inizio!

va beh va beh. una volta sistemata nella casa nuova non mi muoverò + per un pezzo. ho bisogno di un po' di stabilità (non credevo che l'avrei mai detto!!!).

nel frattempo sono giunta a una sconcertante illuminazione: nella vita non c'ho voglia di fare un beneamato cazzo. ops, ho detto cazzo. ops! l'ho detto di nuovo.

sabato 15 settembre 2007

le chiavi!

gaia mi ha fatto una copia delle chiavi di casa. sono mille!
oggi ho trasferito il letto insieme a mio papà. uno sbatta: smontarlo, scaricarlo giù x 4 piani a piedi, caricarlo in macchina e potarlo su in casa. e poi montarlo. per fortuna anche tito e gaia hanno aiutato (un pochino!!!).

il trasloco è quasi completato. si prevede trasferimento per martedì o mercoledì...

giovedì 13 settembre 2007

bad day...

un pessimo giorno comincia con la sveglia nell'orecchio di prima mattina. si riconferma con la confezione dei tuoi biscotti preferiti, pensiero che ti aveva consolato dalla sveglia, vuota. il minimarket che non prende bancomat e carte di credito (ovviamente sei uscito senza contanti). anche mcdonald non prende carte (la macchinetta è rotta), e gli omini hanno una orribile maglietta verde che riporta la frase : "il sole è alto nel cielo e gli uccellini cantano: buongiorno!" ... in libreria scopri che l'articolo che cerchi non esiste. vai al lavoro ed è giorno di consegna, quindi milioni di pacchi da scaricare dal camion, aprire, smistare, portare su e giù per le scale e mettere via. esci ed è buio, hai fame e per cena c'è pesce insignificante :(

lunedì 10 settembre 2007

primo giorno di lavoro

primo giorno di lavoro.

prima sono andata in ufficio a firmare il contratto.
poi sono rimasta senza benzina e ho dovuto spingere il motorino x 20 minuti fino alla stazione + vicina. quindi rischiavo di arrivare tardi il primo giorno, e nn ho avuto altra scelta che saltare il pasto. sono arrivata da muji con nient'altro nello stomaco che un mini panino di macdonald trangugiato in 2 morsi mentre riempivo i 4 metri che separano il macd dal negozio.

dopodichè nn è successo NULLA per 5 ore. assolutamente nulla. ero così annoiata che dopo aver piegato tutte le magliette ho cominciato a stropicciarle apposta senza farmi vedere solo x avere un pretesto x piegarle di nuovo. ho finto di lavorare tutto il tempo camminando 100 volte avanti e indietro per tutto il reparto moda. e sono rimasta sorpresa perchè 1) why the hell mi hanno assunta se non hanno niente da farmi fare? 2) tutti gli altri sembravano così stressati.

i clienti sono ricchi e snob. una signora è venuta a cercare un paio di pantofole con la suola in scamosciato per la sua domestica, "ma mi raccomando che non siano scivolose, perchè sa, per camminare su pavimenti di marmo..."

le ore di punta al canteen di londra sono un colorito ricordo.

lo spazzolino!

ho portato le prime cose nella mia nuova casa.

venerdì 7 settembre 2007

factotum again?

è stato strano girare x la città cercando lavoro come ho fatto a londra. in alcuni momenti il cielo grigio di milano mi faceva pensare di essere ancora oltremanica! mi sono sentita di nuovo in uno stato di precarietà, ancora con tutto da definire, anche se meno intensamente che 6 mesi fa. è stato anche molto + facile, e non mi sentivo così sperduta. in ogni caso, la sensazione era piacevole. a cavallo del mio motorino, ho girato quasi tutta la città lasciando cv e facendo colloqui, ho avuto addirittura la possibilità di scegliere, incredibile!

lavorerò da muji (http://www.mujionline.co.uk/) 20 ore alla settimana su turni, e TADAAAAH, sono finalmente sul punto di trasferirmi dalla mia adorata roomie, sto solo cercando il coraggio e la voglia di avventurarmi a bagdhad dopo i bombardamenti (come uso definire la mia stanza nei momenti peggiori). avrei bisogno dell'intera squadra composta dall'ale, la vale e mia mamma x affrontare l'impresa senza paura. aleeeeee! dove sono le mie mollettine???

ragazzi, spero di imparare finalmente a nuotare, o annegherò nei conti da pagare.