current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

martedì 3 giugno 2008

un altro addio

mia nonna materna morì quando avevo 10 anni. ho ricordi vivissimi di alcuni episodi legati a quell'evento. anche se, da quanto ho capito poi, lei ha convissuto col cancro per decadi, lottando fino al letterale stremo delle forze, io non l'ho mai vista come una malata: mi è sempre sembrata una donna energica e allegra. anche le visite che le facevo con mia madre alle case di cura in cui era ricoverata di volta in volta, sono ricordi sereni cosparsi di caramelle e innaffiati di coca cola. eppure accadde che ad un certo punto, mia mamma si assentasse da casa per alcuni giorni, poiché la nonna era in ospedale in gravi condizioni. deve essere stato un dolore terribile per mia madre, assistere la sua mentre moriva. essere lì, e sentire la vita di una persona che ami immensamente scivolare via senza che tu possa fare assolutamente nulla per trattenerla (e sapere quello che ti aspetterà poi: lei lo sapeva, io ancora no, lo avrei imparato solo molti anni dopo). mia mamma tornò a casa in lacrime e mi comunicò il primo lutto della mia vita, accompagnato da un anello d'oro a forma di cuore: un regalo per me da parte della nonna, visto che qualche giorno dopo sarebbe stato il mio compleanno. non riconobbi l'importanza di quel regalo perché era il primo "ultimo" della mia vita.
ricordo di piangere sulle ginocchia di mio padre mentre lui, poverino, cerca di spiegarmi la morte.
a scuola stavamo studiando l'adolescenza, questa cosa indefinita che ci stava più o meno investendo tutti quanti intagliando pelucchi e curvette sui nostri corpi omogenei di bambini. ci diedero un tema sull'adolescenza, appunto, ma la mia maestra mi chiese se non preferissi invece scrivere di "quello che mi era successo". forse ero imbarazzata, ma scrissi un "distinto" tema sull'adolescenza che terminava con la frase "il periodo più bello e più brutto di tutta la vita umana" (venne corretta in "il periodo più bello e più brutto della mia vita fino a questo momento", con una nota che sottolineava come dai miei 10 anni non avessi la più pallida idea di cosa fosse la vita umana. lì per lì mi sembrò solo che fosse una frase molto meno a effetto, ma 14 anni dopo mi rendo conto che la correzione era legittima). scrissi un'accorata apologia dell'adolescente gonfia di retorica che avrebbe convinto qualsiasi giuria, ma la verità è che non sapevo neanche cosa fosse, l'adolescenza, e quando lo scoprii non mi piacque affatto. in ogni caso la morte della nonna non mi sembrava qualcosa su cui scrivere un tema né tanto meno su cui fare confidenze, specie su richiesta. la manifestazione del dolore interiore mi ha sempre causato un grande imbarazzo (tutt'ora, piuttosto che piangere in pubblico mi taglierei un braccio, e piangere in solitario mi fa sentire molto stupida, con il risultato che, salvo veri e propri esaurimenti nervosi, non piango quasi mai).
un altro ricordo vivido che ho di quei giorni, è la montagna di telegrammi di condoglianze che ci vennero recapitati. o la mamma o la nonna erano di sicuro molto amate da tutti (naturale, essendo due persone eccezionali). non so se lo feci per cercare di consolare mia madre o perché avevo un disperato bisogno di conversazione, ma dissi ad alta voce che dovevamo essere contenti di una tale manifestazione di solidarietà. lei mi rispose, molto assennatamente, "avrei preferito non doverli ricevere". giusto, ma è inutile preoccuparsi per qualcosa che non si può cambiare, e cosa c'è di più indelebile della morte? meglio concentrarsi sul presente.
da allora la morte mi ha sempre accompagnata. quella di mia sorella, di persone care, della mia gatta. è diventata una presenza costante dei miei pensieri. il sentimento più facilmente riconoscibile che mi provoca è una grande malinconia. mi rendo conto che non è abbastanza, ma non riesco a decifrare il resto del peso che mi provoca la morte di qualcuno.
una cosa che mi colpisce in modo particolare è come, quando una persona cessa di esistere, il mondo cambi impercettibilmente ma profondamente. è tutto collegato, e uno sconvolgimento così profondo si ripercuote su ogni atomo che ci circonda. è più una sensazione che un vero pensiero.

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