e finalmente ho finito! dopo "solo" 2 settimane, anche l'ultimo scatolone di roba è stato smistato. ieri notte.
considerazioni post-trasloco:
1) ho veramente un sacco di roba!
2) ho cominciato a mettere via i libri prima che i vestiti, la prima sera. ho finito ieri sera. me li sono coccolati per bene, uno ad uno, e li ho messi al loro posto belli larghi in attesa dei prossimi arrivi, che non tarderanno. e ho un bel po' di doppioni: regali azzeccati, ma in ritardo :)
3) la mia vicina è adorabile. son due settimane che sposto mobili a tutte le ore e lei ci ride sopra, anzi, sotto.
11/2/2007 - in corso
welcome
per ricevere la newsletter scrivi a jackilpinguino@gmail.com
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current adventure: "How to be a Grown Up"
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description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso
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lunedì 20 aprile 2009
domenica 12 aprile 2009
stanotte non si dorme
168 ore dopo, 12 sacchi di cianfrusaglie e vecchi vestiti scaricati in via corelli dopo, migliaia di carte sfogliate tra diarifotoricordicartolinebiglietti e non so più quanti cartoni di roba dopo, tra quattro mura dipinte di fresco, tra il vecchio e il nuovo, tra il prima e il dopo, ma soprattutto dopo, dopo tutto quello che c'è stato prima: ecco dove e quando sono.
via mecenate 7
non è la mia casa di bambina. non è la mia casa di adulta. è una casa di mezzo, e l'ho sempre sentita come un luogo di passaggio. così difficile da abitare. una casa ostile o forse incompresa.
piena di brutti ricordi e di fatica.
tutti quelli che ne calpestano le piastrelle fredde fanno fatica, come se l'aria contenuta tra le pareti fosse vischiosa e resistente. ma forse la casa fa del suo meglio, e la resistenza è nostra. una resistenza che sfiacca.
mi spiego un po' meglio: sono tornata a casa dei miei genitori dopo quasi 3 anni di assenza. l'ultima volta ho abitato qui, per soli 2 mesi, tornata da londra, prima di trasferirmi in via sangallo, che ho lasciato, appunto, da 168 ore.
mi mancano un sacco di cose. ma il peggio non è la nostalgia, il peggio è aprire scatole che ho chiuso alla cieca quando me ne sono andata, pacchi pieni di ricordi belli e brutti che non si possono eliminare ma a cui non so trovare un nuovo spazio nella mia vita. sono 168 ore che spacchetto e rimpacchetto, divido, separo l'essenziale dal superfluo e poi cambio idea e recupero qualcosa dal superfluo, e quando vedo che non c'è più spazio cambio di nuovo idea ma a quel punto non so più cosa voglio tenere e cosa no e ho voglia di buttare via tutto, e alla fine salta fuori quel bigliettino, quell'orsacchiotto, quel cd, che mi fa commuovere e riapro i sacchetti un'altra volta. ho passato intere giornate in ginocchio sul pavimento a leggere vecchi diari e lettere. è tutto di un altro tempo.
non sono felice. non ho voglia di dormire da sola. non ho voglia di rievocare il passato. non ho voglia di pensare. non ho voglia di scrivere. non ho voglia di parlare solo con me stessa. tecnicamente sono in vacanza, ma mi serve una vacanza dalla vacanza. pensavo che tornando a vivere con i miei almeno avrei smesso di preoccuparmi, ma avevo torto.
via mecenate 7
non è la mia casa di bambina. non è la mia casa di adulta. è una casa di mezzo, e l'ho sempre sentita come un luogo di passaggio. così difficile da abitare. una casa ostile o forse incompresa.
piena di brutti ricordi e di fatica.
tutti quelli che ne calpestano le piastrelle fredde fanno fatica, come se l'aria contenuta tra le pareti fosse vischiosa e resistente. ma forse la casa fa del suo meglio, e la resistenza è nostra. una resistenza che sfiacca.
mi spiego un po' meglio: sono tornata a casa dei miei genitori dopo quasi 3 anni di assenza. l'ultima volta ho abitato qui, per soli 2 mesi, tornata da londra, prima di trasferirmi in via sangallo, che ho lasciato, appunto, da 168 ore.
mi mancano un sacco di cose. ma il peggio non è la nostalgia, il peggio è aprire scatole che ho chiuso alla cieca quando me ne sono andata, pacchi pieni di ricordi belli e brutti che non si possono eliminare ma a cui non so trovare un nuovo spazio nella mia vita. sono 168 ore che spacchetto e rimpacchetto, divido, separo l'essenziale dal superfluo e poi cambio idea e recupero qualcosa dal superfluo, e quando vedo che non c'è più spazio cambio di nuovo idea ma a quel punto non so più cosa voglio tenere e cosa no e ho voglia di buttare via tutto, e alla fine salta fuori quel bigliettino, quell'orsacchiotto, quel cd, che mi fa commuovere e riapro i sacchetti un'altra volta. ho passato intere giornate in ginocchio sul pavimento a leggere vecchi diari e lettere. è tutto di un altro tempo.
non sono felice. non ho voglia di dormire da sola. non ho voglia di rievocare il passato. non ho voglia di pensare. non ho voglia di scrivere. non ho voglia di parlare solo con me stessa. tecnicamente sono in vacanza, ma mi serve una vacanza dalla vacanza. pensavo che tornando a vivere con i miei almeno avrei smesso di preoccuparmi, ma avevo torto.
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