current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

venerdì 20 febbraio 2009

TANTA NOSTALGIA DEGLI ANNI 90

caro diario,
ieri è stato il mio compleanno e ho passato proprio una bella giornata. sono andata a scuola e ho lavorato con lucas e lele ad una storia su delle tartarughe cicliste. lele impara in fretta ma non sta mai attento a quello che fa, e lucas è così timido che a volte passano vari minuti prima che abbia finito di raccogliere il coraggio sufficiente a tirare fuori dalla gola una flebile vocina, però siamo riusciti a finire il lavoro e ci è avanzato del tempo per giocare ai quiz (ho vinto io). c'era il sole e filtrava dalle finestre polverose dell'aula proiettando strane figure sui muri, e l'aria sapeva di vinavil, gesso, vecchi libri e quaderni di cento generazioni di studenti.

ho ricevuto in regalo un sacco di libri, dei quaderni, delle bollicine per fare il bagno, delle rose che sono bellissime ma moriranno e per questo mi dispiace molto, una libellula di legno che sta in equilibrio sulla punta ovunque l'appoggi in modo che sembra volare, due torte che la cuoca ha fatto proprio come gliele avevo chieste io. i miei amici mi hanno regalato un cellulare perché erano stufi di telefonarmi e non sentire nulla ("pronto?" CHHHHHHHHHHHHCHHHHHHH "ehhhhhhhhh? cosa???????????" CHHHHHHHHHHHHHHHHHCCHHHHHHHHHH CHHHHHHHHHHHH "non ti sentoooo!!!" "ireeeeeeeee!!!ci sei?" CHHHHHHHHHHH "prontoooo..." CLICK. eccetera).

ora però sono triste perché dovrò aspettare 365 giorni prima che sia di nuovo il mio compleanno.

vorrei che l'anno fosse fatto così: un mese di inverno (niente pioggia, solo freddo - non troppo - con natale e la vigilia del nuovo anno e il giorno dopo per fare buoni propositi da non rispettare), 4 mesi di primavera (pioggerellina ogni tanto - ma breve!, soprattutto sole tiepido che diventa dolcemente più caldo giorno dopo giorno, e a carnevale tutti sono obbligati a travestirsi), 3 mesi d'estate (in cui non lavoro ma vengo pagata lo stesso, c'è quasi sempre il sole, e quando diventa troppo caldo intervengono quei bei temporaloni estivi con un sacco di lampi e tuoni, le nuvole esauriscono le tonalità di grigio e si muovono veloci cambiando continuamente forma, e subito prima l'aria è elettrica e frizzante; e qualche volta un vento leggero rinfresca l'aria e la pelle riscaldata dal sole) 4 mesi d'autunno (dolce back to school/work, si fa leggermente più freddino ogni giorno che passa, il vento colora il cielo di rosso, giallo, verde e arancione con pennelli fatti di foglie, l'aria profuma di umido e di resina e c'è halloween)e poi tutto da capo.

e poi voglio più giorni speciali in cui apro i regali e ho tutte le attenzioni per me e un sacco di coccole. diciamo dieci. o dodici. uno al mese.


(tanta nostalgia degli anni novanta, quando il mondo era l'arca e noi eravamo noè: non si sapeva dove e come, ma si sapeva almeno perché.)

sabato 14 febbraio 2009

sono una sfigata che va alle feste sui tram e si fa venire il mal d'auto.

mercoledì 11 febbraio 2009

leggendo la trilogia millennium di stieg larssen ho imparato che...

...gli svedesi si nutrono solo di caffè e tramezzini.

martedì 10 febbraio 2009

memorie di una ragazza innamorata - capitolo sesto

cominciavamo ad essere grandicelli e ad avere i nostri piccoli giri. a quel tempo si chiamavano "gruppi dei segreti", e come dice il nome, quello che ci univa era la condivisione di intime confidenze. io mi confidavo con Sa e con Mara, mie storiche migliori amiche, e parlavamo soprattutto di ragazzi, oltre ad aver fondato una rock band chiamata Scosse, nome deciso a tavolino che stava a indicare quanto fossimo elettrizzanti e piene di vita (abbiamo all'attivo un singolo, la cover di "Ci vorrebbe un amico" con testo nostro). qualche volta parlavamo anche di cose serie, ad esempio Mara ci teneva un corso di catechismo. i miei genitori non mi hanno introdotta a nessuna religione, e ho cercato dio per i fatti miei nei posti più bizzarri.

dopo la ricerca sull'Abruzzo Lu mi chiese di far parte del loro gruppo dei segreti; ho ancora oggi il dubbio che lo fece sotto suggerimento di Mara (che era al corrente dei miei sentimenti) ma il solo fatto che lui si fidasse di me fino a quel punto mi rendeva felice. il primo giorno però appresi una notizia che mi sconvolse: Lu era innamorato di C., una nostra compagna di classe, più o meno dalla prima elementare (al contrario di F., Lu è stato sempre molto costante nelle sue passioni, e ha continuato così fino ad oggi, che io sappia: il suo è un amore fedele e duraturo, anche se per due decenni ha avuto l'insopportabile tendenza a diventare il migliore amico di tutte le donne di cui si innamorava; ma questa è un'altra storia). accolsi la notizia con fredda ironia. forse lo presi anche in giro ("uhhhhhhhhhhh, Lu e Ca si sposanoooooooooo e fanno tanti figliiiiiii!!!"). non avevamo perso l'abitudine di scherzare sul sesso, pur continuando a non saperne nulla, e io in particolare ho sempre reagito nel modo peggiore alle situazioni imbarazzanti. un esempio: in seconda media un mio compagno e carissimo amico mi chiese se avessi un foglio da prestargli. glielo diedi e lui con leggerezza mi disse "grazie, ti voglio bene!". avrei dovuto semplicemente rispondergli "prego, anche io!" con la stessa naturalezza, ma tutto quello che mi venne fuori fu un verso che voleva significare "non prenderti queste confidenze", e lui se ne andò offeso (gli passò subito per fortuna). ripensandoci mi dispiace ancora, perché per un motivo stupido ho perso l'occasione per dire a un amico che gli volevo bene; a mia discolpa posso solo commentare che sono un'imbranata cronica, e quando i miei sentimenti vengono messi in piazza, di solito non ne combino una giusta. va ancora peggio se in qualche circostanza dimostro i miei difetti: quando me ne accorgo li ingigantisco e praticamente mi metto alla gogna da sola, ribadendo a mo'di giustificazione quanto sono scema, così che se il mio interlocutore per caso non li aveva notati, in questo modo non gli sfuggono di sicuro. l'imbarazzo è una brutta bestia, e ho io ho sprecato un sacco di tempo a sentirmi imbarazzata.

ma quella sera, da sola nella mia stanza, rimasi sveglia a lungo a pensare al segreto di Lu. dopo un paio d'ore mi alzai e mi misi davanti allo specchio. l'abat-jour nella camera dei miei genitori era accesa: una luce calda filtrava dalla porta e delineava i miei contorni nel riflesso. che strano, non mi ricordo l'immagine che avevo davanti: per un trucco della memoria vedo in quello specchio di sedici anni fa la me stessa di oggi. mi feci un po' di smorfie per sdrammatizzare, e poi mi chiesi, ad alta voce, "cos'ha lei che io non ho?". semplice. era calma, matura e controllata. era popolare. era alla moda.
fu la prima volta che provai il disperato desiderio di essere diversa, la prima volta, ma non l'ultima.

lunedì 9 febbraio 2009

prima di andare a vivere da sola e trovarmi in carenza di cibo, ristrettezze economiche e in uno stato di pigrizia pseudolarvale con zero voglia di andare a fare la spesa, non avevo mai considerato le cipolle un cibo vero e proprio.
non sono mai state nulla di più che un semplice condimento con cui fare del soffritto.

e invece...

venerdì 6 febbraio 2009

il mio ultimo turno con luca

probabilmente hai ragione e per un po' io farò ancora finta che continueremo a vederci, all'inizio ci sentiremo ad intervalli regolari e poi sempre più di rado. io non sono esattamente la maga del "tenersi in contatto" e passano mesi, a volte molti mesi, prima che io mi decida ad alzare la cornetta. sono fatta così, anche se il mio pensiero tocca le persone che dovrei/vorrei chiamare e non lo faccio, le tocca molto più spesso di quanto immaginino. chissà perché ho questa avversione per il telefono. cmq incontrarti è stata una una cosa bellissima, e decine e decine di volte le tue parole mi hanno aiutata e confortata. spero che accada qualcosa che possa rendere naturale il fatto di chiamarti per bere un caffè, perché mi mancherai tantissimo.

mercoledì 4 febbraio 2009

memorie di una ragazza innamorata - capitolo quinto

da quando mi scoprii innamorata di Lu, pensare a come riuscire a passare del tempo con lui divenne la mia principale occupazione. restavo ore ed ore a fissare il soffitto fantasticando su improbabili situazioni in cui la circostanze ci lasciassero da soli, e in cui lui potesse finalmente conoscermi per quella che ero e innamorarsi di me. qualche esempio: un attacco di zombie nazisti ci costringeva a nasconderci nei sotterranei e poi a scappare lottando l'uno per la vita dell'altra; scoprivamo nella scuola un passaggio segreto per un altro mondo; gli rivelavo i miei superpoteri (ero convinta, e lo sono ancora, che le situazioni estreme spingano le persone a dare il meglio di se stesse e a capire cosa realmente sia importante per loro; inoltre pensavo, allora come adesso, che in tali disastrose e precarie condizioni, la mia totale mancanza di fascino e savoir faire sarebbe passata inosservata, a favore delle mie più spiccate qualità di eroina intelligente, coraggiosa e altruista). siccome non sapevo bene come far capitare nessuna di queste cose, e non potendo restare con le mani in mano, nel frattempo mi accontentavo di vivere una vita normale e ingaggiavo con la mia amica Sa una specie di gara per contendercelo come compagno nei lavori di gruppo.

in quarta elementare stavamo studiando le regioni d'Italia. ci saremmo divisi a coppie e ciascuna coppia avrebbe fatto una ricerca su una regione per esporla davanti agli altri. come accennavo prima, da piccola avevo dei superpoteri, e con il mio superudito potei sentire prima di Sa che Lu avrebbe scelto l'Abruzzo. neanche a dirlo, divenne subito la mia regione preferita e decisi che avrei studiato quella o nessun'altra. ebbi a disposizione due o tre meravigliosi pomeriggi con Lu, seduti per la prima volta da soli nello studio di casa sua con libri e quaderni (era il mio habitat naturale) e la merenda che sua mamma ci portava di tanto in tanto per rifocillare le nostre menti e i nostri stomaci voraci da bambini. credo di aver fatto io tutti i compiti, ma non mi importava, e comunque, come avrei avuto modo di constatare negli anni, non sarebbe stata l'ultima volta. direste che quegli attimi siano rimasti impressi nella mia mente come fotografie, ma non è così: ero talmente emozionata che non ricordo bene cosa accadde. tutto è molto confuso, lo stesso tipo di immagini che puoi ricordare quando provi un fortissimo panico e per alcuni secondi ti dimentichi di respirare. per la cronaca faccio ancora così: dimentico quasi completamente le immagini dei momenti molto emozionanti, ma posso rievocare benissimo l'emozione in sé (è uno dei motivi per cui faccio così fatica a raccontare le cose).

avevo vinto la Battaglia delle Regioni, ma il risultato, come vedrete, fu la causa delle mie prime vere pene d'amore: divenni sua confidente.
ultime due settimane da blockbuster. sono così stanca che non so esattamente come mi sento, anche se quando penso che tra un mese la mia vita sarà completamente diversa da ora - di nuovo - mi prende un vago senso di panico.