current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

venerdì 30 marzo 2007

felicità è...

ieri sera ho fatto indigestione di cioccolato. il fatto di vivere a turnpike lane, se da un lato non è il quartiere + sicuro e pulito di londra, dall'altro comporta il notevole vantaggio che gli off licence (negozi in cui vedono dalle sigarette al latte in polvere x neonati) restano aperti tutta la notte (o almeno tutta la parte della notte che io ho visto da quando sono qui - nn posso certo vantarmi delle mie ore piccole). apparentemente arabi e africani non hanno orari. insomma ieri notte io e amélie abbiamo comprato una decina di tavolette di cioccolato di svariate forme e dimensioni e stamattina ce n'è rimasta soltanto una.

aggiornamento sul lavoro

come tumino ha notato, è un pezzo che nn vi metto a parte delle mie avventure. ora che lavoro è dura trovare un momento di pace in cui scrivervi, anche perchè devo ammettere che nei giorni scorsi sono stata piuttosto stressata, per i motivi che ora vi dirò.

la famiglia che tiene il coffee shop... sono tutti pazzi.

del padre ho già parlarto.

la madre è malata sul serio: me l'ha detto monica, è stata diagnosticata non-so-cosa da un medico. detta così sembra una cazzata, ma sentite un po': quando pensa che nessuno la veda (già di per sè questa è una follia visto che ci sono telecamere in tutto il bar) ruba il cibo dalla dispensa. considerando che il locale è di suo marito e non avrebbe nessun bisogno di rubare, è piuttosto strano. dovreste vedere la sua faccia quando si caccia in bocca un pezzo di torta. colpevole e ingorda... ieri c'era il panino di sua figlia sul tavolo a cui ero seduta io durante la mia pausa, e lei era lì che lo guardava con una brama incontenibile, allungava le mani x prenderlo ma si fermava e mi guardava...è una cosa piuttosto angosciante, leggere i pensieri di questa donna sul suo volto. quando Es (la figlia) le ha detto "prendilo pure mamma", è diventato il ritratto del sollievo. il panino è sparito in 4 secondi netti (bisogna ammettere che era un panino piccolo, però...). oltre a questo, monica mi ha detto che una volta ha minacciato la sua amica gosha con un coltello, ed è per questo che gosha ha smesso di lavorare lì. questa signora odia le polacche per non si sa quale motivo (gosha e monica sono polacche), e fa passare loro un sacco di grane.
la figlia olivia, apparentemente così carina e gentile, ha decisamente bisogno di un uomo. è la personificazione dello stress, forse perchè è in mezzo a suo padre, sua madre, e sua sorella che non si decide a crescere, ed è anche preoccupata x il locale, che vorrebbe davvero far funzionare con le sue forze. se ci penso la capisco, però non vedo perchè deve diventare un mio problema. mi paga meno del salario minimo x fare 8 ore al giorno con solo mezzora di pausa, e se sto seduta 1 minuto di + del dovuto comincia a presare perchè torni al lavoro. è uguale a suo padre e in + è letteralmente OSSESSIONATA DALLA PULIZIA. anche se lavoriamo in una cucina, con olio, burro, sughi vari, pane e maionese ecc, i nostri grambiuli devono essere sempre puliti (non ragionevolmente puliti, intendo immaccolati), il che nn vuol dire solo costringere tutti a fare una lavatrice ogni sera (io mi rifiuto: ho detto che siamo in 12 in casa e abbiamo i turni x la lavatrice, anche se nn è vero), ma anche che dobbiamo costantemente pulire il grembiule durante la giuornata con uno straccio bagnato. ieri mi ha fatto la ramanzina per una macchia PICCOLISSIMA di farina. e se ti licenzi si offende profondamente, come se le facessi un torto personale, e ti tratta come il peggiore dei traditori (saavik sta passando una gran brutta settimana x averlo fatto).
Es, la sorella minore, è l'unica regolare, o almeno abbastanza regolare da piacermi davvero...si nasconde dietro al padre e la sorella, rifiuta ogni responsabilità ed è molto difficile lavorare con un boss (perchè anche lei è boss al pari di olivia) che non sa fare il suo mestiere e ha paura di farlo, però è una bella persona e andiamo d'accordissimo. spesso abbiamo gli stessi gusti (musica, cibo, film, libri...), e quando non sono gli stessi sono opposti, così ci divertiamo a litigare x gioco. è simpatica, spiritosa, e anche estremamente gentile (in maniera non smielosa, che è anche meglio). con lei si può parlare di tutto, e, a parte i suoi problemi (credo causati dalla disastrosa situazione famigliare) è una tipa in gamba.
oltre ai sopracitati lavorano lì anche saavik (però questa è la sua ultima settimana), monika (che è lì da + di un anno solo perchè vuole troppo bene a es x lasciarla sola in questo disastro), ian (che però di solito lavora solo la domenica, perchè a olivia non piace). per farla breve siamo stra a corto di personale, e olivia non si decide a prendere nessuno, fa la schizzinosa, vuole qualcuno con esperienza, ma non capisce che la gente con esperienza non lavora x 4 pound all'ora.


aggiornamento su britain in pills (4)

1) stamattina ho letto il giornale. i giornali inglesi fanno schifo, non so se l'ho già detto, sono pieni di gossip e porno. chi se lo aspetterebbe da questi gentiluomini in giacca e bombetta? paradossalmente, in confronto a schifezze a pagamento, ce ne sono alcuni quasi decenti distribuiti gratuitamente alle fermate della metropolitana (dico decenti x essere quotidiani gratuiti, non decenti in generale). "metro", per esempio, è uno dei migliori. stamattina in prima pagina c'era un articolone di accusa al Big Brother inglese con tanto di foto a effetto. per quanto in certi casi possano essere utili per individuare i colpevoli di reati o infrazioni (o servire da deterrente), le riprese fatte dalle telecamere in tutta inghilterra sono scaricabili da chiunque sul web, con grave danno per la privacy. bella scoperta, diranno alcuni di voi (i + attenti, i + informati o i + paranoici nerds del computer). però io non ci avevo mica pensato (un'altra novità...), e nemmeno ci pensano i milioni di londinesi che vengono ripresi dalle telecamere mediamente 300 volte in un giorno. in realtà queste riprese dovrebbero essere tutelate da qualcuno o qualcosa, ma tant'è. l'articolo, ironico e polemico, mette in relazione questo fatto (o presunto fatto, direbbe jack, onesto osservatore) col fantasma + temuto d'inghilterra (che è in assoluto il paese + infestato da fantasmi del mondo), il terrorismo.

ma sembrerebbe che gli inglesi, a parte alcune eccezioni (come gli autori dell'articolo), si facciano ben poche domande, riponendo quasi cieca fiducia nei loro Governanti (con la G). difficile dargli torto: una ragazza madre proveniente da un qualsiasi posto nel globo (nella fattispecie dalla costa d'avorio) riceve gratuitamente vitto e alloggio + assegni consistenti per ogni figlio (nella fattispecie uno). può avere un lavoro ma con un tetto massimo di 16 ore settimanali x permetterle di occuparsi del bambino.
chiunque lavori in questo paese per un determinato lasso di tempo (e possa provarlo), nel momento in cui rimane disoccupato riceve un benefit che, ad esempio, permetterà a un mio amico di iscriversi a un corso di inglese senza lavorare. io, domani, ho un colloquio con dei tizi dello stato per farmi dare (gratuitamente) il mio numero di assicurazione. se mi facessi male, questa tessera mi garantirebbe (almeno in teoria) una copertura assicurativa gestita dallo stato.

2) per la serie "come mangiano gli inglesi".
vorrei spezzare una lancia a favore della cucina britannica. il sapore di tutti quei pasticci è quasi sempre accettabile o addirittura buono. hanno anche imparato a temperarli con influenze mediterranee (pane francese, formaggio italiano e così via). il vero problema sono gli orari. per spiegarmi meglio, riporto una conversazione avuta con una cliente ieri mattina alle 9.15.

Customer: "vorrei un caffè grande da portar via e una brioche, please."
Irene: "subito." (e intanto penso: oh, questa sì che è una colazione normale. mica come tutti questi qua che si stanno facendo friggere pancetta e salsiccie di prima mattina) "zucchero nel caffè?"
C: "2 bustine please."
I: "desidera altro?"
C:"no grazie sono a posto."

-silenzio-

C:"ah sì, anche un panino imburrato con pancetta, salsiccia e uovo fritto please."

mercoledì 21 marzo 2007

"Jack, del tuo discorso ho capito solo una cosa: tutti i marinai amano perdere tempo ai piedi di un melo"

- Li vedi quei marinai laggiu', sotto al melo?

- Quelli che ammazzano il tempo lanciando fagioli nei colli delle bottiglie?

- Quelli. Quegli uomini sono speciali.

(Silenzio)

-Quegli uomini non hanno alcun legame col passato. forse qualcuno ricorda a stento il nome della propria madre, ma non credo. Quando sono in mare, nessuno di loro si volta a guardare la scia bianca che la nave lascia tra le onde. Il loro cannocchiale e' puntato a prua, il loro pensiero rivolto al domani (o tutt'al piu' a dove berranno stasera, se non sono per mare). Cio' che rimane del giorno trascorso e' sul fondo di un boccale di birra. non scorgono l'ombra di Laura, o Marian, o Giselle tra le cime o nelle pieghe delle vele. Hanno vissuto sempre per mare - si capisce dalla loro pelle, la vedi? E' cotta dal sole. Per questo amano aspettare l'imbarco all'ombra di un melo. Quegli uomini non hanno mai paura (o quasi), perche' non hanno niente da perdere.

- Sembra bello.

- Lo e'. Pero', a volte sono molto tristi. Sanno di essere, come dire... Vuoti A Perdere (per usare un termine del XX sec.).

- Ventesimo secolo?

(Jack ride piano)

- Lascia stare. Vuol dire semplicemente che quando la loro vita sara' completamente consumata, saranno gettati via. Non hanno una casa da riempire col ricordo di se', ne nessuno che conosca il loro nome.

- Questo sembra molto triste, Jack.

- Lo e'... Ma ci sono altri uomini, invece, come quelli la, li vedi? Anche loro sono seduti sotto al melo.

- Quelli che fumano tabacco aromatico e hanno barbe lunghe e cappelli consumati?

- Quelli. Anche loro sono speciali.

(Silenzio)

- Hanno casa e amici, un porto sicuro dove gettare l'ancora, riposare o ridere di vecchie storie che a noi 2, se le ascoltassimo, non direbbero nulla. Magari da bambini giocavano sotto ad un albero come quello, o ne hanno uno simile nel giardino di casa. per questo amano aspettare l'imbarco all'ombra di un melo.

- Ahhh, questo si' che sembra bello, Jack.

- Lo e'. Pero', anche loro a volte sono molto tristi. Una catena di nome Nostalgia li incatena a ceppi invisibili con anelli tanto elastici da fare 100 volte il giro del mondo, ma tanto stretti da spremere il cuore come un'arancia. Quando sono per mare, dormono in un letto di aghi. da Ogni puntura spilla una goccia di sangue, che racconta la loro vita come inchiostro rosso sulla fitta trama delle lenzuola.

- Sembra molto doloroso.

(Silenzio).

- Jack, se i tuoi marinai sono tutti cosi' infelici, perche' non li mandi a casa e ne recluti altri? E' pieno di uomini ansiosi di salpare, laggiu'.

- Bella domanda, Elizabeth.

domenica 18 marzo 2007

britain in pills - 3

alla fine sono andata al pub con le mie colleghe, solo che alle 8 non facevano gia' + nulla da mangiare, risultato: sono tornata a casa barcollante per il vino e lo stomaco vuoto. il pub era pieno di fumo (qui si puo' ancora fumare nei locali pubblici), gente che ballava e cantava in mezzo ai corridoi, c'erano 2 tavoli da biliardo che lo facevano assomigliare a una bisca e, meraviglia delle meraviglie, il juke box. la canzoni pero' erano tutte disordinate, il che non facilitava la scelta. infatti tra i "best of ever" c'erano avril lavigne e celine dion, e nel "rock" i backstreet boys. mh...

volevo raccontarvi di alcune strane usanze di questo strano paese abitato da gente strana.

1) ovunque tu vada, qualsiasi cosa tu stia facendo, sorridi! ti stanno riprendendo. ci sono telecamere ovunque. anche se vivono sotto gli occhi del Grande Fratello (e chi collega questo nome allo programma e non al libro, e' un drogato di tv), pare che gli inglesi siano perfettamente a proprio agio, perche', si dice, questo contribuisce a garantire la loro incolumita' (non so mica quanto sia vero eh...). non si preoccupano minimamente di non potersi mettere le dita nel naso o grattare il sedere.

2) i giornali inglesi sono molto + simili alle nostre riviste scandalistiche che a un vero e proprio quotidiano informativo. non solo quelli gratuiti, anche quelli seri. sono tutti molto interessati alle vicende delle ex spice girl e altri personaggi che non conosco, mentre sono discreti sulla vita della famiglia reale (camilla e' l'unica che venga attaccata con frequenza).

3) ne ho gia' parlato, ma mi stupisce sempre di quanto questo popolo sia resistente al freddo.

4) c'e' la consuetudine di lasciare i mobili smessi nel giardino davanti a casa (sapete le tipiche villette a schiera?), senza chiamare nessuno x portarli via. i mobili spariscono da soli perche', pare, chiunque puo' entrare nel tuo giardino e portarseli via. proprio l'altro giorno ci siamo portati a casa, seguendo questa usanza, una sedia da regista e uno specchio magico.

ieri era il giorno di san patrizio, una scusa irlandese per bere piu' birra del solito e iniziare prima del solito. sono entrati nel bar 3 ragazzi con dei cappelli improponibili e hanno ordinato 3 colazioni (alle 4.30 di pomeriggio). la colazione consiste di uova, pancetta, salsiccia, pomodori fritti, funghi e fagioli rossi (intendo tutto insieme). credo che abbiano voluto testare la validita' della fiaba "jack e i fagioli magici", perche' quando se ne sono andati (circa 4 minuti dopo aver ordinato) sotto il loro tavolo c'era un campo di battaglia.

ieri sera sono uscita con il mio amico manlio. dopo un giretto siamo tornati a casa (c'era troppo vento e noi non siamo inglesi), e abbiamo visto "requiem for a dream". e' un film molto ben fatto, ma ne sconsiglio la visione a un pubblico impressionabile. credo che vedendolo passi a chiunque qualsiasi voglia di drogarsi, x tutta la vita. ripensandoci, forse dovrebbe essere obbligatorio alle scuole superiori.
dopo il film sono tornata a casa. e' stato un lungo viaggio: londra e' grande e di notte la tube non va. ci sono dei fantastici autobus molto efficienti, ma per tornare a casa ci ho messo + di un'ora (sono rientrata dopo le 3.30...). devo prendere l'abitudine di portarmi dietro un quaderno, perche' mentre guardavo fuori dal finestrino dell'autobus (non so per quale caso fortuito sono riuscita a trovare un posto seduta; c'era una calca che neanche in stazione a cadorna all'ora di punta) mi sono venute in mente un sacco di cose fighe da scrivere, pero' ora non me le ricordo +. sara' stata la notte, sara' stato il vento, sara' quel che sara', ma mi sentivo proprio bene. pero' che volete, un tizio ha detto che "la vita, o la vivi o la scrivi", e a volte mi sembra proprio cosi'.

nota negativa: trafalgar square riempita di toilettes per evitare che giovani ubriachi annaffino le strade della regina. utile, ma non un gran bello spettacolo.

venerdì 16 marzo 2007

jack (in) london

ciao a tutti,

come previsto, con il lavoro le newsletter si fanno come l'ossigeno ad alta quota (rarefatte, malefatte, rifatte, strafatte, disfatte) ma in ogni caso vanno fatte percio' eccomi qui (credo che max mi abbia contagiato con il suo sproloquismo senza frontiere).

aggiornamento sul lavoro.

domani ricevero' la prima paga. il lato positivo e' che mi pagano, ovviamente, quello negativo e' che domani lavoro, e soprattutto, che comincio alle 8 (di solito inizio alle 9). al lavoro va abbastanza bene, in generale mi piace perche' non ci sono gerarchie e ognuno fa un po' di tutto (serve, cucina, lava i piatti, mangia ecc...), quindi, almeno per ora, non mi annoio e le giornate passano. invece non sopporto il papa' delle 2 cape: parla a tutti come se avesse davanti dei bambini, ritiene di conoscere il modo migliore per fare qualsiasi cosa, e ti da sempre una marea di compiti da svolgere senza mai lasciarti finire quello che stai facendo. tutto cio' sarebbe anche sopportabile se avesse un buon carattere, invece e' super antipatico. per fortuna sta per andarsene a cipro x sempre a godersi la pensione.

il fatto di avere un lavoro ha cambiato radicalmente il mio status di emigrante. ora e' tutto molto + stabile, compreso il mio umore, il mio appetito e i miei ritmi biologici (certo che dopo 3 anni di dormite riprendere a svegliarsi prima delle 9 e' una mazzata).

stasera dovrei uscire con le mie colleghe per una birretta in un pub vicino al coffee shop, non sono ancora certa al 100% di andare, si vedra'.

aggiornamento sulla casa e i suoi coinquilini.

ogni tanto accadono cose strane in casa. per esempio, oggi me ne stavo spaparanzata sul divano a mangiare mango, pane e nutella (l'alimentazione principale degli abitanti della casa, o forse dovrei dire delle abitantesse, visto che i maschi cucinano sempre e a volte cucinano anche x me, e' costituita da vegetali di varia natura e cioccolato) quando avverto delle goccioline sul mio braccio. dapprima penso di essere la solita imbranata sbrodolona (ma tanto il mango non macchia, o si'?), poi mi accorgo che c'e' dell'acqua che gocciola dal soffitto. corro al piano di sopra e busso agitata alla porta del bagno dove c'e' quentin che si sta facendo la doccia e che ricevuta la lieta novella dell'avvento della goccia mi apre la porta mezzonudo (ha 2 spalle proprio niente male).
anyway, ho scoperto delle cose interessanti su quentin. viene dal sudafrica (dove i suoi hanno una di quelle bellissime case sulla spiaggia, da cui si vedono l'alba, il tramonto, i delfini, la curvatura terrestre e altre mirabili cose) ed e' arrivato qui 4 anni fa. il suo piano era fermarsi solo 1 anno, ma poi si e' innamorato di una francesina e la cosa si e' complicata. durante questi 4 anni non e' mai tornato a casa, e ora che sta per tornare (riparte tra 1 settimana) e' terrorizzato. ci credo. lo sarei anche io.

a parte questa storia dell'acqua che cola da varie parti, abbiamo due splendidi topolini come animali domestici. non so se e' un caso o un segno del destino che inevitabilmente andra' perduto, ma l'altra sera in tv davano un film raccapricciante sui topi che prendono il controllo della citta'. bleah.

ah, mi sono dimenticata di dirvi che ne e' stato del mio bucato. me ne sono dimenticata perche' e' andato tutto bene, nulla si e' ristretto ne' ha cambiato colore, e sono stata abbastanza saggia da non mettere in lavatrice maglioni o merletti.

aggiornamento sulla lingua.

il mio inglese migliora notevolmente, anche se faccio ancora tanti errori. ma qualche volta mi accorgo dello sbaglio e riesco a correggermi. un punto in meno x l'accento: + rapidamente parlo, peggiore e'. bisogna lavorarci.
invece l'italiano e' un po' un casino, specie lo scritto. mi confondo, manco le doppie, inverto le lettere e oggi ho scritto "cuore" con la q. non mi succedeva dalla seconda elementare (ancora peggio: il controllo ortografico mi ha rivelato che ho scritto "abbia" con l'h all'inizio di questo post. il mio onore ne ha ricevuto un duro colpo: di solito gli rido in faccia, al controllo ortografico).


guarda un po', pensavo di non aver nulla da dirvi e invece una parola tira l'altra. meglio cosi'!
bacetto (ma i pinguini, con il loro becco, possono dare baci?)

lunedì 12 marzo 2007

chi non lavora...

ciao a tutti! eccomi qui dopo il mio primo giorno di lavoro al coffee shop "canteen", che si trova davanti alla stazione della metropolitana di wood green, piccadilly line (nel caso qualcuno passasse di li').

e' andata molto bene, mi diverto un mondo con le ragazze e, a parte rovesciare un cappuccino addosso a un cliente, scottarmi con la macchina del caffe' e cospargere un tavolo di patatine fritte, non ci sono stati incidenti gravi. lavorero' 4 giorni alla settimana per 8 ore (gulp!), con una pausa al mattino x colazione e una al pomeriggio per pranzo, ma non sono molto fiscali e cmq, se proprio sono stanca, mi rifugio in cucina e mi siedo qualche minuto a chiaccherare con qualche altra temporanea scansafatiche. mi pagano alla fine di ogni settimana (30 pounds al giorno + le mance). giusto in tempo: lunedi' devo pagare l'affitto! il tempo vola: mi sembra di essere arrivata ieri e invece e' gia' la terza settimana che sono qui.

e' successa una cosa buffa: per la prima volta ho dato indicazioni stradali a qualcuno. proprio come un'autoctona.

ma soprattutto, ieri e' venuta qui la mia shyletta col consorte!!!

vi saluto perche' sono cotta (lavorare e' faticoso...).
bacio
ire

venerdì 9 marzo 2007

io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna

aggiornamento sulla vita di jack.

mercoledì.
mi sveglio fresca come una rosa. nessuna traccia dei batteri schifosi che minacciavano di mettermi KO: questa volta ho vinto al primo round. cool!
colazione, poi cosa faccio oggi? vediamo... nessun impegno fino alle 2 p.m., poi agenzia, poi di nuovo nessun impegno... acci! la mia agenda rischia di collassare dagli impegni.
4 chiacchere con julie in un inglese stentato (sono le 9 di mattina per entrambe...) e poi decido che mi sono rotta di aspettare che quegli stronzi di covent garden mi rispondano. eccheccazzo, sono già passata 2 volte a chiedere se la prova è andata bene, e mi dicono in continuazione "ti chiamiamo domani, ti chiamiamo domani" e intanto è passata una settimana. lo so bene anche io che a questo punto dovrei capire da sola che non ho avuto il lavoro, e infatti l'ho capito: ma se mi dici che mi chiami, mi chiami. tanto + che sapevano che non mi avrebbero presa fin dal primo giorno.

per riprendere il tema della vestizione, mi gira di essere una strafiga oggi. niente jeans strappati o cascanti, niente magliettine da sbarco: quello che ci vuole è il maglione-vestito che mi hanno regalato sara e shyla per il compleanno (o per la partenza, nn l'ho mica capito :)). mi guardo allo specchio. che gnocca. sisisi, oggi sarà una gran giornata.

il mio inglese è già migliorato un po', infatti riesco ad afferrare l'ironia dell'atiemmino (qui non si chiamano atiemmini ovviamente, dato che l'atm non c'è: ma così almeno ci capiamo), mi prende in giro, gli sto simpatica: dopo qualche istante di esitazione, gli rispondo. evvai! so scherzare in inglese!

covent garden, piccadilly line service. è la mia fermata. gliene dico 4 alla cara Kyle: è già la 3a volta che vengo, potreste almeno farmi il piacere di dirmi le cose come stanno. (tutto in inglese). ah, non ti hanno richiamata? (espressione colpevole e paraculo di kyle, che si aspettava semplicemente che io rinunciassi a sentirli). eh no, guarda un po'. tra l'altro ho dimenticato in ufficio da voi la cartelletta con dei fogli miei dentro, col nome scritto e il numero di telefono, mica l'avete trovata? ah sì ah sì, vai pure su a prenderla. ah grazie. si, ti richiamiamo domani. (come no). cmq, se non dovessimo richiamarti, vuol dire che sei stata unsuccesful. grazie, ci arrivo da sola, ma non è un atteggiamento molto professionale.

va bene, faccenda chiusa. già che sono in covent garden, passo a vedere che ne è stato della mia prova in tailleur, il negozio è nella stessa strada di quello di kyle. mi dicono che nn sanno nulla prima di 2 settimane, perchè devono fare la selezione tra tutte le ragazze viste in tutti i negozi della catena. sticazzi.
passo a portare il cv da caffénero. mi dicono che è il periodo peggiore x cercare lavoro, perchè tra marzo e giugno non c'è molto movimento, e che cmq danno la precedenza ai full time.

voi penserete che dopo tutto questo io mi sia depressa e sia tornata a casa con la coda tra le gambe, e invece no. quando il mattino ha l'oro in bocca si vede, c'è finalmente un po' di sole, e poi mi sentivo troppo carina per tornare a casa e chiudermi in salotto col pc o davanti alla tv. insomma, avrei privato tutta la città della vista di una cosa tanto carina come me. non è giusto. mi metto su una panchina a mangiare una sfoglia salata con dentro pollo-e-non-si-sa-cosa.

visto che alle 2 devo andare da tanya, mi avvio verso il mio quartiere. è presto, mi fermo in un barettino carino a prendere un caffè. la ragazza che me lo porta è dolcissima, ha un cappellino viola e azzurro e due adorabili codini. chiedo se hanno bisogno di una cameriera, just in case... certo, vieni sul retro che ne parliamo. la ragazza coi codini si chiama olivia (ma è british british), il bar è suo e di sua sorella. quattro chiacchere. io le piaccio, lei piace a me, mi dice di tornare l'indomani per fare una prova. buona la prima!
come esco dal bar, ecco che mi telefona il tipo di lush (catena di negozi che producono saponi e affini, c'è anche in italia), vogliono che vada a fare una prova da loro. wow, uno tira l'altro. venerdì alle 14. perfetto.
passo da tanya. non ha novità, ma si congratula e mi augura buona fortuna. è qualcosa di abbastanza simile ad una amica da essere contenta x me.

la giornata si conclude dolcemente, con me e gianca che facciamo una crostata e teo che smanetta sul MIO computer ;) e ci prende in giro. secondo lui non è tanto importante sapere quanto sono 100 gr. di burro. però poi la crostata se l'è magnata. tzé.

giovedì.
alle 10 devo essere al bar. è proprio dietro casa. le ragazze mi piacciono proprio: è un clima famigliare e amichevole, ricco di entusiasmo e sono tutti allegri. olivia mi racconta che il bar era di suo padre, che voleva venderlo: lei e sua sorella lo hanno convinto a non farlo e se ne sono prese carico. questo accadeva qualche mese fa: tutto è ancora una sfida. è il locale + pulito di tutto wood green, ed è anche il + accogliente. non che ci voglia molto, le condizioni igieniche dei locali a londra farebbero rabbrividire la zietta delle luride. ma tant'è, questo è davvero pulito e fa piacere starci dentro. le 4 ore di lavoro passano con pochi inconvenienti (un paio di caffè fatti 2 volte, non necessariamente x colpa mia, alcuni clienti che sembrano sussurrare + che parlare, niente di +) e arriva la fine del mio turno senza che me ne accorga nemmeno.
mi prendono. ehi, ho un lavoro!

contro: la paga è bassa e mi pagano in nero.
pro: mi pagano ogni settimana; sono flessibili e vengono incontro alle mie esigenze, lo staff è ottimo, è dietro casa e non devo fare la tessere della metro (ridendo e scherzando sono 30 pound a settimana); è accanto alla biblioteca. e' proprio il tipo di lavoro che cercavo.

dico loro che mi piacerebbe lavorare lì, ma che l'indomani ho un'altra prova da lush, e che devo pensarci. molto probabilmente da lush (sempre ammesso che mi prendano), mi pagherebbero un po' di +. ma sarebbero cmq soldi tassati, pagati magari dopo 3 settimane, e non sarebbero flessibili come da olivia né così carini. vedo com'è e vi faccio sapere, propongo. va bene, mi dicono: loro non possono pagarmi di+ perchè sono una piccola compagnia a conduzione famigliare, e sono appena all'inizio, ci terrebbero ad avermi ma mi augurano il meglio per me e mi pagano addirittura il giorno di prova. dividiamo persino le mance in parti uguali. questa sì che si chiama correttezza.

mezza pizza con manlio e poi passeggiata lungo il tamigi: cazzo se e' lungo il tamigi!!!! abbiamo camminato per +di 2 ore e non siamo arrivati alla fine. bla bla bla bla bla... manlio dice che parlo troppo (secondo voi parlo troppo?), che devo stare zitta e guadrare dove cazzo vivo.
mi guardo intorno. lo spettacolo e' mozzafiato. ha ragione: I'm sitting on the top of the world (questa e' per gaia e per catman-miguel).
e intanto sono 3 giorni che non piove: questa si' che e' una notizia!

venerdi'.
questo post sta diventando troppo lungo, percio' faro' solo una sintesi.
ho fatto la prova da lush, e' andata bene, mi hanno anche regalato dei prodottini (io adoro lush). giusto un aneddoto: premetto che non so nulla di nulla a proposito di erbe profumate, fiori di bach, effetti delle piante ecc. arriva una ragazza: "ciao, quale di questi olii per massaggi rende la pelle + brillante?". io: "questo (ne prendo uno a caso senza esitare). ti fara' brillare come una supernova". uau, sono stata io a dire questo? mi compiaccio per la mia uscita. poi mi chiedo se tutte le commesse fanno cosi'. finisce il mio turno, e ho gia' deciso che andro' a lavorare al bar. non sono buona a vendere le cose e a far finta che mi interessi, a tenere quel tipo di atteggiamento che dice "ah, questo sapone lo devi assolutamente avere!!!". mi fanno sapere entro lunedi', perche' ci sono tante ragazze, ma dovrei essere a posto. "no, grazie", penso tra me e me (anche se non dico nulla, non si sa mai). "per me siete troppo 'in' ".

capisco che questa dell'essere in e' una gran cosa - lavorare a londra in pieno centro, prender soldi, andare alle feste (perche' quelli di lush fanno un sacco di feste) nei posti piu' esclusivi con gente quasi famosa eccetera. si misura la in-itudine di una compagnia dalla percentuale di gay che ci sguazzano (uso il verbo sguazzare perche' la compagnia e' in solo se il gay ci sguazza; se e' solo li' come tutti gli altri conta come tutti quelli che sono semplicemente li'). da lush in 20 metri quadri ce n'erano 2 (percentuale sopra la media) e se la menavano di brutto. e le ragazze se la menavano ancora di + chiamandosi tutte "cara" e "darling" e "sweety" e "honey" e atteggiandosi da persone in. sara' una figata...ma non fa per me.

stasera esco con i miei coinquilini. faremo un tipico venerdi' sera londinese molto poco in.

jack vi bacia tutti!

martedì 6 marzo 2007

...so I start a revolution from my bed...

stamattina ho combattuto contro il destino stesso per riuscire a sollevare il mio corpo dal letto. è stata una dura battaglia: circa 3/4 d'ora di dialettica ire's mind vs ire's main instinct, cercando di convincermi prima con le buone (dai, se ti alzi ti preparerò pane e nutella e un buon caffè) poi con le cattive (alzati subito o ti riporto a casa) e infine con diabolici trucchetti (cercare di convincere l'instinct che mi sto alzando solo per far pipì e poi, una volta in piedi, è tutto + facile). per una volta sono stata + forte della mia pigrizia e mi sono alzata: dovevo per forza, visto che avevo un'appuntamento con la tipa dell'agenzia di lavoro (non è che proprio mi possa permettere di rimandarlo per una dormita). è stato + o - tra il bagno e la cucina che ho capito come mai il mio istinto lottava così duramente x farmi restare a letto. il nemico da cui fuggiva ha tanti nomi, e uno di questi è Influenza.

ho trascinato i miei 60 kg fino all'agenzia (20 minuti a piedi a velocità da crociera) con discreto stoicismo, cercando di trattenere la materia grigia che sembrava volermi schizzare fuori dal cranio per sfuggire al mal di testa, ho parlato con tanya, poi mi sono diretta nuovamente verso casa; a metà strada mi sono accorta di aver lasciato da tanya dei documenti, e son tornata indietro a prenderli; con un ultimo sforzo, ho ripercorso la strada dalla shopping city (dove si trova l'agenzia) a casa in quella che mi è sembrata un'eternità, mi sono tolta i jeans e mi sono cacciata a letto con un'aspirina in una mano e una tazza di té bollente nell'altra. era circa mezzogiorno e nn mi sono alzata prima delle 2. ora sto molto meglio, ma x precauzione rimango sul divano al calduccio (anche se oggi ha deciso di non piovere, c'è un vento che ti porta via). stasera un'altra aspirina e domani spero di star meglio.

tutti questi sforzi non sono stati vani: forse ho trovato qualcosa. dovrei avere un paio di colloqui in settimana. si vedrà.

lunedì 5 marzo 2007

britain in pills

nel brevissimo periodo da che sono arrivata in inghilterra, ho imparato alcune importantissime cose su questo Paese. in ordine sparso:

1) le ragazze inglesi se ne vanno in giro mezze nude. se vuoi riconoscere a colpo d'occhio un'immigrata (magari anche di vecchia data) da una nativa, basta guardar loro i piedi. le inglesi portano sempre delle scarpettine scollatissime, praticamente senza suola, anche se per la meta' del tempo piove o soffia il vento dal mare del nord. e io, con cappotto, sciarpa e stivali, continuo a chiedermi per quale assurda ragione non mi sono portata uno scafandro in pelo di yak, o chesso', un paio di guanti

2) i ragazzi inglesi sono brutti. sembrano ragazzoni troppo cresciuti. una volta ho conosciuto un irlandese veramente figo (ma viveva a madrid). ma non ditegli che l'ho citato parlando degli inglesi, potrebbe anche uccidermi (in effetti, e' un paragone piuttosto superficiale).

3) (forse direttamente correlata con la numero 2) la birra ha un altissimo valore nutritivo. davvero.

4) quando vai in giro a compilare moduli in cerca di lavoro ti chiedono di che etnia sei. del tipo, bianco, nero, asiatico...ma non basta: se scegli bianco, ti chiedono se sei irish, european, caucasic e non so che altro. che roba buffa (non so quali siano i sottogruppi black, per evidenti ragioni).

5) Loro (forma impersonale che individua Coloro Che Detengono Il POTERE) si prendono cura degli inglesi (e per estensione di tutti quelli che vivono qui). ti ricordano tutti i giorni, per esempio, di non uscire di casa senza l'ombrello. quando attraversi la strada, ti avvisano di guardare a destra e a sinistra. ti mettono dolcemente in guardia contro i ladri. e altre cose del genere. non cercano di nascondersi, come fanno in altri posti del mondo. qui, Loro hanno un diretto contatto col popolo, e parrebbe che il popolo gliene sia grato.

6) sospetto che gli inglesi acquistino esclusivamente assicurazioni (di qualsiasi tipo): 9 pubblicita' su 10 riguardano assicurazioni. ancora da verificare.

lezioni a parte, oggi sono andata con il mio nuovo amico Manlio in un negozio di costumi (al serissimo hotel dove lavora hanno deciso di darsi alla pazza gioia e dare una festa in maschera). che meraviglia. mi volevo provare tutti i costumi medievali, da piratessa, da fata, tutti i vestiti di qualsiasi epoca, e tratti da qualsiasi fiaba film o altro si possa immaginare. gaia impazzirebbe.
poi mi ha portata nella zona di Old Street (east end). pittoresca. locali underground, edifici di mattoni, bangladesi a volonta': c'era persino una strada con il nome scritto solo in uno strano alfabeto pieno di riccioli, e niente inglese. wow.

per il resto nessun aggiornamento rilevante. ancora niente lavoro (sono peggio di chinaski). chiudo qui perche' a) ho gli yogurt nel sacchetto della spesa e non vorrei si cagliassero b) sono all'internet point e un gruppo di slavi mi sta rompendo le scatole. mi sembra di avere degli avvoltoi che mi leggono quello che scrivo da dietro le spalle.

see you, men!

sabato 3 marzo 2007

wow

stanotte ho fatto uno dei sogni + belli di tutti i tempi. naturalmente ho salvato il mondo, questo è chiaro. ma l'ho fatto a dorso di drago. scommetto che nessuno di voi ha mai cavalcato un drago. qualcuno potrebbe obbiettare che era un sogno, e quindi a ragion di logica nemmeno io ho mai cavalcato un drago. il fatto è che io faccio sempre sogni extra vividi, con sensazioni fisiche (soprattutto tattili ma a volte sento anche gli odori), e questo era così reale da sembrare...reale! mi ricordo perfettamente il vento sulla pelle, l'odore del lago che sorvoliamo all'alba e quello di bruciato quando il drago sputa fuoco, la consistenza del drago sotto di me. è stato veramente come se fosse vero. nella mia memoria è registrato come esperienza. è stato incredibile, mi sono svegliata in preda all'esaltazione e ora provo un fortissimo senso di nostalgia verso il mio drago, con il quale nel sogno c'era un legame affettivo molto stretto. nel sogno, noi avevamo un passato, una storia: non trovo davvero le parole per spiegare che bello sia stato.

venerdì 2 marzo 2007

VESTIRSI PER LA BATTAGLIA

avete visto il film "Commando"? ok ok faccio sempre domande stupide, certo che lo avete visto. avete presente la scena in cui lui e' molto, molto incazzato perche' gli hanno rapito la figlia, e decide di sterminare da solo un'armata da 5000 soldati? allora si fa un bel bagno, poi si unge tutto di un olio che mette in risalto i suoi muscoli, si allaccia gli anfibiozzi con uno strattone deciso, si mette il cinturone con 15 kg di proiettili e 12 di granate, si dipinge segni tribali in faccia e sul petto con un pezzo di carbone(a cosa gli servano credo di non averlo mai capito, ma fabbbrutto) e infine imbraccia il mitra con sguardo determinato (o vacuo, a seconda delle interpretazioni). ed e' li' che si capisce la Verita': cioe' che neanche un uomo uscira' vivo dall'accampamento nemico. come si capisce? e' semplice. il segreto non sta nel fatto che il copione e' stato scritto ad hollywood (come inno al macho macho americano), ne' negli steroidi che gonfiavano i muscoli di arnold, e nemmeno nei rudi e virili modi di mandare affanculo l'avversario. il segreto e' tutto qui: nella sacra Vestizione. un'adeguata Vestizione garantisce la vittoria senza ombra di dubbio.

ieri mattina mi sentivo un po' come commando prima della battaglia. avete presente il negozio in cui mi hanno chiesto di andare al training in "smart clothes"? mi sono fatta una bella doccia, e mi sono messa la cremina per idratare la pelle. mi sono infilata un completo nero elegante comprato per 25 pounds al negozio degli arabi in high road. sono montata con fare deciso (no, veramente ero un po' tremolante) su tacchi mozzafiato da 6 pollici. mi sono dipinta segni tribali in faccia con vari cosmetici (a cosa servano credo di non averlo mai capito, ma fa molto donna) e infine ho imbracciato la borsetta nera con un sospiro e sguardo determinato (o disperato a seconda delle interpretazioni). una volta arrivata al negozio, vedo tutte le ragazze in abitini sbracciati e primaverili. nessuna che superasse la taglia 40. ed e' li' che si capisce la Verita'. non usciro' viva dall'accampamento nemico: LORO hanno carpito mistici segreti della Vestizione, quell'alchimia perfetta di fascino e moda che per pura invidia chiamo dispregiativamente conformismo.

ma non e' andata tanto male in fondo: ho anche venduto un vestito da 250 pounds. mi e' piaciuto lavorare li' perche' e' tranquillo e profumato, e c'e' abbastanza silenzio per capire quello che mi dicono. e poi entra poca gente. per forza: e' un negozio talmente caro che alcuni vestiti sono chiusi con un lucchetto. non sto scherzando: se li vuoi provare devi farteli aprire da una delle commesse (sono lucchetti di quelli con la combinazione numerica: sospetto che ci sia lo zampino dei servizi segreti. magari e' un qualche codice particolare per comunicare con la spectra).

responso: grazie, ti faremo sapere in settimana.

aggiornamento sulla casa: stefano pare avermi preso come confidente personale. l'altra sera ha sclerato perche' non gli e' ancora arrivato lo stipendio. lo capisco, poverino. e' una gran seccatura anche x le persone sane di mente, figurarsi che shock per uno che e' convinto che il valore di un uomo stia nel suo conto in banca. cmq oggi e' felice perche' e' arrivata la sua fidanzata (una bella ragazza ricca sfondata come piacciono a lui) e stara' qui una settimana. non l'ho ancora vista: e' da ieri sera che sono in camera a trombare. finalmente un po' di silenzio in cucina! :D ho scoperto che gianca e' un comandante civile di navi mercantili che si era rotto gli zebedei di stare in mare 8 mesi all'anno e ha deciso di mettersi a fare il cuoco. ora lavora nel catering ed e' aspirante chef. ieri sera ha preparato per tutti la panna cotta e la marmellata di lamponi da metterci sopra. mi sa che sono capitata nella casa giusta.