current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

giovedì 12 marzo 2009

ran-din don

seduta sulla panchina nel cortile della scuola, al sole, mentre sfoglio distrattamente le pagine di un libro con la sigaretta tra le dita. ancora un tiro: ecco, ora la butto. sì, ma dove?

in questi giorni ho pensato spesso che le regole sono utili, quando non sai cosa fare.

toh, un tombino. andrà benissimo.

mercoledì 11 marzo 2009

let's face it: you're having a pretty harsh time (harsh as only the light of the day can be)

a proposito di citazioni, eccone una per un vecchio amico - the harsh light of the day. un amico che non leggerà queste righe, ma che è congelato nella ragnatela dei miei ricordi con le altre cose che sono rimaste indietro.

grandi speranze.
amicizie.
giocattoli.
promesse.
occasioni.
ma anche sofferenze.

per una ragione o per l'altra non sono riuscita a portarmi tutto dietro. per la verità ho lasciato andare molto, e il resto ha lasciato me. in parte è un sollievo.

e così siamo arrivati a oggi. mi sembra di essermi svegliata da un sogno - bello e brutto - e aver appoggiato i piedi giù dal letto, partendo da quello sbagliato, ovviamente. ora mi alzerò e andrò a lavorare con il sorriso dell'impiegato sulle labbra.

perché?

perché, come dicevo, mi piace fantasticare. continuerò a farlo, anche se non ha più lo stesso sapore da quando mi sono svegliata. perché mi sono guardata allo specchio e ho visto una persona normale, e mi sono perdonata per questo. e non è una cosa facile. il sorriso è per me, perché quando i miei genitori mi guardano e si accorgono che non sono quella che pensavano, mi aiuta a sostenere la loro voce e quando scuotono il capo delusi è ciò a cui mi aggrappo per ricordarmi che c'è sempre una persona che avrà stima di me, nonostante tutto. io stessa.

questo è un punto fondamentale, e vorrei soffermarmici a costo di risultare noiosa.
il mio egocentrismo smisurato divide le persone in 4 categorie.
quelle che mi mettono su un piedistallo perché mi amano troppo per vedere-barra-accettare i miei difetti (e quando lo fanno sono amaramente deluse).
quello che mi conoscono abbastanza poco da dare per scontate le qualità che sono appiccicate come etichette sulla mia confezione e a cui non importa aprirla perché, ammettiamolo, ognuno è occupatissimo con la propria vita e ci sono molte cose più interessanti da fare (in questa categoria devo scrivere il nome di amici che non avrei mai voluto metterci, e farlo mi costa più di quanto possa dire).
quelle a cui sto sul cazzo, alleluja. è perché sono troppo intelligente e a tratti arrogante in maniera insopportabile, e mi diverte.
quelle a cui non frega un cazzo e ignorano la mia esistenza (ok l'egocentrismo, ma siamo realisti).
io sono l'unica a conoscere i nefandi segreti della mia anima, e nonostante questo, vivo con me stessa e abbiamo un buon rapporto.

in queste parole non c'è dolore, ma accettazione e una tristezza attutita come sono i suoni che passano attraverso spessi tappi di lattice.

*oh shut up, i'm allowed to freak out on my own blog.

giovedì 5 marzo 2009

ran-domus

mi piace crogiolarmi nelle illusioni. so perfettamente che quel desiderio non si avvererà ma scelgo deliberatamente di ritardare il più a lungo possibile il momento di prenderne atto per cullarmi in un sogno. lo chiamo fantasticare.