current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

giovedì 28 febbraio 2008

questo e' troppo per il mio cuoricino!

martedì 26 febbraio 2008

tra meno di 24 ore sarò nella mia londra.
jack, io, la pioggia e...

giovedì 21 febbraio 2008

"una tequila in cambio del tuo tempo"


un bicchiere vuoto e uno pieno davanti a me.

E. che mi chiede di raccontargli qualcosa di divertente.

nella mia testa... fruscio di erbe secche che rotolano nel deserto sospinte dal vento.

ho il sorriso alcoolico stampato sul volto e intanto penso che questa è una domanda molto difficile.

E. mi parla della gloria di due ore (beh...complimenti!) e io dico che non la classificherei come "divertente", e nel frattempo penso:

1) sono noiosa :D
2) vivo davvero delle piccole cose e ho sostituito il "divertente" con l'"ironico". sono sicura che ci sia altro a questo proposito ma al momento non mi viene in mente.
3) quand'è che la mia resistenza all'alcool è diventata così bassa?

martedì 19 febbraio 2008

domenica 17 febbraio 2008

www.metro.co.uk


devo disintossicarmi da tutte le porcherie che sto assumendo in questo periodo.

sabato 16 febbraio 2008

la bibi a milano :)

giovedì 14 febbraio 2008




Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

martedì 12 febbraio 2008

la vita è piuttosto cortina per passarla col broncio. è qualcosa di cui mi sono convinta sulla via, non l'ho sempre pensata così; e impararlo mi ha cambiato il carattere, da piccolina ero sempre corrucciata, e il minimo dettaglio aveva l'importanza di una vita intera.
se le cose non andavano come volevo o come avevo pianificato, ne facevo una vera tragedia.
davo agli oggetti un grande valore, ognuno di loro aveva una propria esistenza e un'anima, e ogni perdita equivaleva alla morte. inscenavo un funerale ogni volta che perdevo o rompevo qualcosa. durante la cerimonia disegnavo o rappresentavo in qualche modo l'oggetto perduto, in modo da fissarne x sempre la memoria. di solito scrivevo anche 2 righe. "al mio caro cappellino perduto per sempre per colpa mia". quella volta disegnai il mio cappellino abbandonato su una panchina perché non lo trovavo più ed ero convinta di averlo lasciato ai giardinetti (lo trovai qualche giorno dopo in fondo all'armadio). celebravo questi riti da sola, non mi importava che qualcuno assistesse, nemmeno i miei numerosi amici immaginari. era una cosa tra me e me perché sapevo, anche se ancora non avevo mai formulato questo pensiero, che se avessi ricordato quella cosa non l'avrei perduta fino in fondo.
ero una perfezionista. lo sono ancora, e se una cosa dipende da me, cerco di farla in modo che corrisponda il più possibile a quello che ho in mente. ma da bambina non ammettevo errori, e che lavorassi da sola o collaborassi con altri, il risultato doveva corrispondere ai miei criteri di perfezione (a meno che non mi annoiassi e lasciassi perdere). naturalmente c'era una ed una sola via per ottenerli: la mia (devo ammetterlo, però: ancora oggi, sono poche le volte in cui la via di qualcun altro mi appare migliore di quella che seguirei io stessa. ad esempio, sto cercando di insegnare a mia mamma come fare il puré, e credo che questo sia molto seccante per lei). se una cosa non veniva fuori perfetta, tanto valeva buttare via tutto e dedicarsi ad altro, o più spesso, mettere il broncio per la delusione.
ho sempre avuto molto chiara l'idea di cosa fosse giusto e sbagliato. ora vi direi "cosa fosse giusto e sbagliato per me", ma da bambina quel "per me" non aveva senso. Giusto e Sbagliato erano due entità concrete e reali quanto me, anzi, anche di più, due divinità presenti in ogni singolo atomo dell'universo (grazie a mio papà, ho scoperto molto presto che esisteva un universo e che con ogni probabilità era fatto di atomi, anche se non riuscivo a vederli; e d'altronde, da che mi ricordo, non ho mai avuto difficoltà a credere che le cose potessero esistere anche fuori dal mio campo visivo). Giusto e Sbagliato. le cose della vita si dividevano in queste due categorie. niente da obbiettare alla prima; quelle della seconda mi contrariavano enormemente. mi comportavo di conseguenza e dagli altri mi aspettavo esattamente lo stesso atteggiamento semplicemente perché secondo me era l'unico sensato. ero già platonica, e nemmeno avevo mai sentito parlare di platone.

lunedì 11 febbraio 2008

grrrr :(

vendetta, tremenda vendetta quella di dio che ci ha imposto questa sofferenza mensile. e la vendetta è un piatto da gustare freddo. lui ha avuto quanto, 5000 anni per farsela passare? ha lunga memoria il ragazzo. ma non si dice mica in giro che perdonare è divino? dai facciamo pace, che ne dici big j... giuro che nn la mangio + la mela, ho un paio di golden in frigo, volevo farci una torta ma lascio perdere ok? che poi dimmi che colpa posso avere io se la mia trisnonna ha fatto una cazzata. avrei forse potuto impedirlo? non c'ero neppure.

poi questa cosa delle mestruazioni è una fregatura. voglio dire, nella dicitura "partorirai con dolore" non figura anche il fatto di soffrire per un sesto della nostra vita (mediamente). doveva essere una di quelle clausule in piccolo...

giovedì 7 febbraio 2008

21, nonsense e tutto il resto

cosa fanno 2 manciate di menti geniali quando si incontrano?

verde grazie.
non lo sai chi è morto?
nuvoloso fino a lunedì.
soltanto mezza tazza grazie (e la marmellata sul naso)
sei un nerd.
quater, neuf, set com i nani, MURA!
ma dov'è gianluca?ah eccolo!era nella scatola comoda. mica scemo.

e intanto jack rimugina.

ho imparato un gioco nuovo: 21.
si devono dire i numeri in sequenza da 1 a 21. ogni giocatore può dirne al massimo 3 a turno. il giocatore che arriva a 21 beve, poi sostituisce un numero con una parola/frase/verso a sua scelta (ad es: sostituisco il numero 5 con "mura"). e si ricomincia, solo che al posto di quel numero bisogna dire il sostituto (...4, mura, 6...). scopo del gioco è dire tutta la sequenza di sostituti senza interruzioni. ogni volta che uno sbaglia beve, e il giocatore seguente ricomincia. io sono davvero una chiavica. il migliore è stato carlo (ha sbagliato una volta), seguito a ruota da ian che però nn aveva bevuto granchè perchè è arrivato a mezzanotte. anche laura si è difesa benone, e niente da invidiare ai ragazzi in quanto a capacità (la capacità è il volume interno di un corpo... da riempire con liquidi come birra, vino ecc.).

ecco cosa ne è uscito.

-bottiglia
-era meglio morire da piccoli
-scorfano
-bergamotto
-mura
-scegligesù
-polpette
-abbarbicato
-pantagruelico
-undici
-stocastico
-pterodattilo
-chissà se socrate si sta facendo un cicchetto
-venti
-soltanto mezza tazza
-burp!
-due
-facciamo frasi brevi
-corrucciato
-tuttigliuominisonomortalisocrateèunuomosocrateèmortale (stasera a socrate fischiano le orecchie)
-bevo

mercoledì 6 febbraio 2008

sessione di cucina pesante in via sangallo 10. guest star: lucio.

punteggio finale:

1) torta di gaia 10
2) frittelle della bi (preparate da lucio e ire) 7+

ma mi sento di dire che non ci sono perdenti in questa gara...perchè alla fine mangiano tutti!

lucio ha lasciato qui il suo orologio e io l'ho preso in ostaggio. mi piace tenermelo addosso: è di lucio! se lo rivuole, deve assaggiare una frittella. e qual'è la magagna, direte voi? beh...

e se si trattasse del preparato x frittelle cameo?...
e se lucio avesse voluto controllare la data di scadenza?...
e se io, invece, non gliel'avessi lasciato fare, pensando che era molto + divertente cucinare prima, controllare poi?...
e se...

domenica 3 febbraio 2008

il gusto essere multietnici.

il ristorante "il moro", in via calvairate, è una tipico ristorante italiano.
reca una testa di moro sull'insegna, e a caratteri cubitali il nome del locale richiama suggestivamente sapori speziati e i colori caldi del continente africano..
entri, e uno stuolo di cortigiani cinesi ti danno il benvenuto.
il menu presenta specialità italiane di mare e di terra, pizze, vini tipici dei colli piacentini.
il logo sul menu, la solita testa di moro, è molto bello. sicuramente stampato da una tipografia di classe. il nome del ristorante, "il MOLO", è inciso in finissimi caratteri dorati.

"salve, vollei stampale il nome del mio listolante sulla copeltina del menu."
"certamente. come si chiama il ristorante?"
"il molo"
"il molo?"
"no, non molo, molo!M-O-L-O..."

sabato 2 febbraio 2008

Questo post...

... è + inutile di tutti gli altri.

Ciao.