current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

giovedì 14 giugno 2007

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ho scelto la giornata sbagliata per lasciare le chiavi chiuse in camera: non solo amelie e' fuori fino alle 8, ma io sono malatina e mi sono svegliata alle 5.30 per andare al lavoro. quella fucking bitch di madelaine non ha nemmeno una chiave di riserva, o peggio ancora, ce l'ha, me l'ha data e io per tutta la strada mi sono illusa di poter finalmente collassare sul letto, ma la chiave non gira! grrr. per di piu' alle 9 sono attesa dall'altra parte della citta' e ci vorra' almeno un'ora per arrivare. potrei rimandare, ma ora che sono quasi alla fine ogni minuto qui a londra e' prezioso...

e' anche un po' che non vedo il mio amico manlio, non riusciamo a incrociarci (per lo piu' e' colpa mia che lavoro troppo...), quasi quasi pacco djamel e invito manlio a cena. si', si', faro' cosi'.

il post di oggi e' davvero un po' moscetto causa le condizioni sopraelencate, e specialmente per il fatto che mi cola il naso e sono senza fazzoletti. e' difficile trovare l'ispirazione quando tiri su come un bambino di 8 anni e pensi che presto dovrai cominciare a leccarti il moccio dalle labbra! quindi cerco di finire prima di arrivare a quello stato, cosi' da non disgustare i miei lettori o farmi bandire a vita dall'internet point (sapete che gli inglesi ci tengono molto alle buone maniere).

cambiamo discorso.
ultimamente Ian lavora al canteen tutti i giorni, ed e' proprio uno spasso. non so se sia una caratteristica di tutti quelli che si chiamano Ian, avere biondi capelli lunghi, voce profonda e aria da vichingo (nel qual caso se avro' mai un figlio lo chiamero' cosi'!), poi questo qui e' un personaggio, mezzo irlandese, con tendenze new ages (dice di essere un healer, cioe' un pranoterapeuta), parla sempre di destino e universo, studia teatro e musica e sa cucinare. tempo fa e' andato da una veggente che gli ha letto nelle stelle che avrebbe incontrato la donna del suo destino, e pare che ora l'abbia trovata (pure lei irlandese, si chiama con un nome celtico che si legge Niivs, e parla gaelico con le fate). mi ha prestato il suo film preferito; da uno cosi' ti aspetti che sia un qualche genere post moderno sconosciuto o almeno un super classico come il Signore degli Anelli o Star Wars, e invece no: "28 giorni dopo", un horror nemmeno troppo originale sulla scia di Resident Evil. l'ho visto ieri sera e mi ha fatto troppo incazzare: i personaggi sono di una stupidita' incredibile, come si fa a scendere dalla macchina in una galleria buia infestata da zombie??? ma stai su e continua a guidare cretino! per non parlare di avventurarsi soli soletti in un negozio abbandonato nel bel mezzo del nulla, sempre braccati dai suddetti zombie. nessuno gli ha mai insegnato che in un film dell'orrore non ci si allontana mai dal gruppo? mandria di idioti. per vedere la fine (anzi la non-fine) di questa cagata sono andata a dormire all'una e mezza.

va beh sono arrivata alla fine dell'autonomia nasale.
un bacio da jack (ma i pinguini che hanno sempre i piedi nell'acqua gelata non si prendono mai un raffreddore???)

domenica 10 giugno 2007

la vita, o la vivi o la scrivi

certe volte e' vero. ok, ok, qualche volta e' la pigrizia (il mio difetto peggiore), che mi tiene lontana dal blog e vicina al divano, ma la maggior parte del tempo e' che qui e' tutto troppo intenso per avere il tempo di pensare. quello verra', non bisogna avere fretta. ho talmente tanto materiale, qui, da lavorarci per decenni.

ho comprato il biglietto di ritorno. e intanto che aspetto (intermezzo: interessante notare come tutto cambia se guardato dalla prospettiva di chi aspetta...), dicevo, intanto che aspetto di tornare a casa vado come un treno.
boos e michi non ci crederanno (beh michi si', mi ha gia' vista fare le ore piccole anche se e' stato molto tempo fa), e io sono la prima ad essere sorpresa, ma ultimamente il sonno ha abbandonato il mio corpo.
media di ore dormite in una settimana: tra le 20 e le 25.
ore lavorate: 35.
ore festeggiate (per onesta' intellettuale, devo precisare che includo nella categoria anche le piacevolissime ore in compagnia di 2 o 3 coinquilini in vena di tranquille risate): le restanti, togliendo i pasti e le doccie, entrambi, bisogna ammetterlo, non sufficienti: troppo spesso si pasteggia veloce a biscotti e pasticci, troppo spesso la voglia di alzarsi x farsi la doccia svanisce davanti all'accogliente conchetta del divano, al giardino per una volta soleggiato, o alla prospettiva di una lunga nottata di chiacchere: ogni minuto lasciato e' perso!

qui diamo i numeri, e non solo letteralmente: non aspettatevi che lo faccia anche a milano eh...