ieri sera sentivo i grilli fuori dalla finestra. veramente sono quasi sicura che si trattasse della mia immaginazione combinata a qualche suono molto meno poetico, a meno di ipotizzare l'esistenza di grilli transgenici capaci di vivere nel gelo delle notti invernali respirando lo smog di milano. ad ogni modo non fa differenza: il verso dei grilli ha provocato in me un fortissimo attacco di nostalgia per il luogo dove passavo le vacanze da bambina. era un posto bellissimo, me lo ricordo pieno di luoghi misteriosi, pericolosi, magici, amici pronti ad intraprendere grandi avventure, giornate ricche di solitudine profumata.
ho indugiato qualche minuto nei ricordi, poi si è reso consapevole un pensiero che da tempo pretendeva il suo spazio nella disordinata stanza della mia mente: cioè che praticamente sempre provo una forte nostalgia per un sacco di cose.
ricordare le cose è un po' un modo per tenerle con sé in modo che non possano mai andarsene. tengo molto ai miei ricordi, però mi rendono anche triste, perchè mi costringono a rendermi conto di quante cose mi manchino, quante io ne abbia perse.
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