sto trascurando il mio diario ultimamente. la scusa è sempre la stessa, come disse il buon vecchio michi (ok non era sua, ma gli stava bene), la vita o la vivi o la scrivi. e poi negli ultimi 20 giorni sono stata sola con me stessa solo mentre ero seduta sul cesso o mi spalmavo litri di crema sulle scottature da sole, e, saltuariamente, nella doccia. complessivamente credo non più di 4 ore.
ma il vero motivo per cui non riesco a scrivere nulla è che passo nel giro di pochi istanti dalle stelle al buco nero emotivo, senza avere il tempo di metabolizzare le sensazioni e tradurle in segni grafici. l'unica costante di questo periodo è l'incostanza, e precisamente questa è l'argomento di questo post.
e l'incostanza va a braccetto con la non-determinazione, un attributo che mi sento addosso come una muta da sub troppo stretta, e l'indeterminazione, quella che ti fa sentire come un blocco di argilla troppo secco per poter essere modellato.
e ringrazio la mia maestra di italiano delle elementari per avermi insegnato le similitudini, altrimenti sarei chiusa nella mia incapacità di comunicare come un claustrofobico in un ascensore.
2 commenti:
Eh, insomma, i periodi di scazza capitano a tutti.
...ma 4 ore di doccia tutte in una seduta sola?
nn è inverosimile conoscendomi...ma no :)
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