Ahhhhhhhhhhh.
So che a voi, amanti delle avventure, piace leggere di
pirati, arrembaggi e saccheggi, ma, purtroppo, la vita di bordo non è sempre
così romantica. Piuttosto, come ha giustamente osservato un amico di penna,
abbondano i momenti prosaici, noiosi, stressanti o, a tratti, addirittura
insostenibili.
Perciò vi chiedo scusa in anticipo, ma stasera dovrete
accontentarvi del post-umo di una brutta giornata.
Abbiamo un po’ di problemi in tipografia. In ordine sparso:
io sono nuova e non ho ricevuto un training, non so fare il lavoro; non conosco
le procedure, quindi i miei doveri, ma nemmeno i miei diritti (se non quelli
generici di lavoratore, che vengono comunque quotidianamente violati); le
stampanti non funzionano; non ci sono abbastanza computer per tutti; culture
diverse, modi di fare diversi, sotto pressione sono micce che attendono solo un
pretesto per essere accese e far esplodere i conflitti (ad esempio, il mio
assistente è sudamericano e, pur essendo molto competente, ha questo modo di
fare da Posapiano “No hay problema” Rodriguez che a giorni alterni mi fa venire
voglia di abbracciarlo o dargli una pacca sulle spalle con un oggetto
contundente; proprio come la mia impronta milanese manda lui in bestia); puoi
avere degli amici sulla nave, ma quando sei in bratta (dal dizionario di bordo:
“bratta” può voler dire sbattimento pesante, fretta, troppa pressione, troppo
lavoro, problemi con le attrezzature, i corporate a bordo, qualsiasi tipo di
problema lavorativo per cui si rende impossibile essere educati con gli altri
perchè ogni parola superflua è uno spreco di energia), dicevo, quando sei in
bratta esisti solo tu; e via dicendo.
Molti di questi problemi sono legati al fatto che lavorare
con gli altri non è mai semplice. Non è spiacevole, se ho a che fare con persone intelligenti che, come
me, cercano di fare bene il proprio lavoro. Non è sempre così. Ad esempio, l’altro
ieri ho litigato con l’hostess giapponese. Questa caricatura di essere umano ha
avuto il coraggio di farmi aspettare 4 ore una traduzione urgente – 4 ore!
Cellulare spento, in cabina non c’è, non si trova da nessuna parte. Ad un certo punto qualcuno mi riferisce che è alla Spa a farsi una sauna (e probabilmente
capelli, unghie dei piedi, plastica facciale). Alla fine riesco a chiamarla e a
trascinarla in ufficio. In pratica sì, lei la traduzione l’aveva fatta da 3 ore,
ma non me l’aveva portata perchè non voleva venire in ufficio, visto che ogni
volta che entra c’è qualcuno che le urla addosso (il che è onestamente
un’esagerazione, ma comunque, si faccia qualche domanda. Se le danno tutti
contro, è solo perché è una rincoglionita). Non so, è come andare dalla maestra
a dirle “sì, io i compiti li ho fatti, ma li ho lasciati a casa se no la
cartella pesava troppo”. Le rispondo che se ha troppa paura di noi può
tranquillamente usare il disco condiviso che collega tutti gli uffici della
nave, compreso il suo. Non sapendo come ribadire a questa ovvietà, se ne esce con
un “ma tu non mi avevi detto che fosse urgente”.
Ma naturalmente è impossibile, visto che io sono
responsabile del suo lavoro e delle scadenze, e conoscendola le avevo chiesto
la consegna con largo anticipo. Semplicemente, le ho risposto: “Se stai
insinuando che ti stia mentendo, questa conversazione finisce qui. Ma non osare
mai più farmi aspettare nemmeno 5 minuti.”
Ringhiavo, ma ero calma. Probabilmente se mi
fossi guardata allo specchio avrei visto mia madre, in uno dei suoi momenti di
massima efficenza, quando qualche famosa puttanona di cui non facciamo nomi
(B.B.B) supera la soglia della decenza. E mentre me ne rendevo conto,
l’incazzatura ha lasciato momentaneamente il posto ad una sensazione molto
piacevole e rigenerante, quella di avere mia madre al mio fianco, che mi leva
un problema dalle spalle. Ad ogni modo, qualcosa nel mio aspetto o nella mia
voce deve averla spaventata e non ha più osato rispondermi.
Altre volte si discute perchè la pressione è alta e siamo
lasciati soli a noi stessi. L’unica preoccupazione dei nostri capi è darci
delle scadenze, senza badare al fatto che non abbiamo gli strumenti per
rispettarle. Fosse per loro, potremmo scrivere anche a mano, col sangue, di
notte, non importa, basta che consegnamo il materiale all’ora stabilita. Può darsi che sia così in ogni azienda, ma io ci vivo insieme. Immaginate: avere il vostro
capo come coinquilino. Oggi ho litigato con uno di loro: non sto a raccontarvi
tutta la vicenda perchè sono quasi le 2, ma in poche parole voleva che gli
stampassi un documento, immediatly. Per diversi problemi tecnici non era
possibile; ho provato a spiegarglielo, ma mi ha detto che non lo riguardava,
che era un mio problema e che io dovevo risolverlo. Non so bene come
improvvisarmi capotecnico, ma vedrò di rompere definitivamente le macchine,
così diventa un suo problema, eccome.
7 commenti:
Brava ire così si fa! Ora xò vado in branda pure io che domani mi tocca una bratta.
Notte!
Tumino
Brava Irene, fatti sentire solo così capiranno chi sei veramente e vedrai che piano piano le cose andranno meglio. baci
Ada
Spaccagli una bottiglia in testa, non prima di essertela scolata. Possibilmente in compagnia di un essere umano simpatico. Dai, almeno uno ce ne sarà...
Ale
W i ritmi sudamericani e abbasso i milanesi!!! Devo imparare lo spagnolo o il portoghese (magari con qualche ripetizione dalla Vale R. :D) ed emigrare in qualche patria della siesta :D
Un saluto a te ed alla brava Eliana che a quanto pare ha fatto un otimo lavoro in questi 28anni :D
M
ps. lo zaino pesava troppo...ne ho inventate tante, ma a questa non ci avevo pensato :D
Tesoro, vuoi che ti faccia un calcolo sul numero di volte in cui mi sono sentita rispondere: "te lo giurissimo! I compiti li ho fatti, ma li ho lasciati a casa perché la cartella pesava troppo!"?
Con "il capo" di problemi ne ho sempre avuti pochini, perché di solito li picchio prima che possano alzare lo sguardo ;)
Cmq, non temere. Come vedi, la mamma è sempre con te e dunque non hai niente di cui preoccuparti :)****
Che sbatta domani mi tocca una tratta bratta.. grande ire continua così!!
Rosso
Mi hai fatto paura solo leggendo il blog ho temuto il peggio per la giapponese!!
Un abbraccio
Gava
Posta un commento