current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

sabato 2 giugno 2012

Tredicesimo giorno di navigazione, venerdì 1° giugno, at sea, sailing from Harwich to Copenaghen. Storie di cappa e spada.


Al momento la nave ospita 950 crewmembers e circa 2500 guests.
È una città a tutti gli effetti. Ci sono il castello del principe (il ponte di comando. Si trova veramente in una struttura chiamata castello), la chiesa con il suo parroco, il mercato, il bar, il casinò, tutto quello che ci si aspetta di trovare e che è necessario all’andamento di una comunità di medie dimensioni.
È una città con due volti. Sopra il livello del mare si innalzano i 9 mastodontici ponti dedicati ai passeggeri, lussuosi, scintillanti, ordinati, quieti, silenziosi e tranquilli per la maggior parte del tempo, le ampie sale invase da una rilassante musica lounge, le luci soffuse, vetrate panoramiche che danno sul mare e regalano l’illusione di una grande avventura (ma al sicuro e al riparo dal vento freddo del nord).
Sotto il livello del mare, sotto le coperte, come si dice in gergo marinaresco, c’è la vita. Un brulichio incessante di persone che lavorano come formichine per dare a quelli di sopra l’impressione della calma perfetta. Una vecchia storia cinese racconta dell’anatra, apparentemente  l’animale più calmo del creato. Scivola con grazia sull’acqua immobile, dando un’apparenza di  quiete perfetta; ma n realtà, sott’acqua le sue zampe palmate nuotano senza posa e con grande energia, moto di un meccanismo così perfetto che noi non ce ne accorgiamo.
Ecco, l’organizzazione della nave è ben lungi dall’essere perfetta, ma il paragone calza. Per far funzionare questa macchina dell’intrattenimento, il lavoro non si ferma mai, ogni minuto di ogni giorno in ogni luogo della nave c’è qualcuno che lavora all’insaputa dei passeggeri.

Gli uomini delle pulizie, ad esempio: spazzano, lavano, asciugano, raccolgono,svuotano senza sosta, a giro. Tempo che finiscono il giro è già ora di ricominciare daccapo, perché si è già sporcato. Ad ogni porto si vedono operai intenti a riverniciare le pareti esterne della nave, corrose dall’acqua salata. Elettricisti, idraulici, carpentieri girano in squadroni, nelle loro tute bianche, solcando a larghi passi i ponti sottocoperta. Per non parlare delle cucine, veri e propri mondi paralleli in cui nascono i gioielli commestibili che compaiono di sopra quasi per magia.
Come un sistema di catacombe clandestine, i saloni sono costeggiati da corridoi invisibili, dove si consumano i drammi e le commedie della vera vita di bordo.
Sono diffusi il mercato nero e un certo clientelismo, ma soprattutto si esercita con grande coerenza lo scambio di favori. E non dimentichiamoci lo schiavismo. C’è grande discriminazione tra il pesonale europeo e quello extracomunitario, come tra i crewmembers di serie A (ufficiali e petty), quelli di serie B (lo staff) e quelli di serie C (il resto della crew). Ci sono persino 3 mense diverse con cucine e cuochi diversi: i superiori possono andare nelle mense inferiori ma non viceversa. Gli ufficiali possono mangiare, naturalmente, anche nei ristoranti per passeggeri. La maggior parte di loro, non addetti al comando, sono ragazzi italiani per nulla snob, piuttosto semplici, che ricoprono posizioni di media o bassa responsabilità. Non sono esonerati dallo scambio di favori e non hanno in realtà un grande potere, possono però renderti la vità un po’ più complicata, per cui è meglio starci attenti: una specie di piccola nobiltà.

E come in tutte le città ci sono regole e punizioni. L’unica vera punizione, in realtà, è l’esilio, cioè lo sbarco. E l’unica vera regola, è non creare problemi: al resto c’è rimedio. I gendarmi, la security, sono quasi tutti indiani abbastanza grossi, ma buoni come il pane. La prima settimana ho saltato un’esercitazione (senza volerlo: non mi era arrivata la comunicazione); per procedura, avrei dovuto beccarmi un warning (un reclamo scritto) e una multa di 20 euro, invece il chief security mi ha semplicemente fulminata in corridoio con un minaccioso“You! You skipped the drill!”. Naturalmente io non sapevo neanche di doverlo fare, questo drill, figuriamoci averlo saltato. Il chief deve avermi letto la confusione in faccia e ha lasciato correre.
Se crei problemi, invece, lo sbarco è immediato. Qualche sera fa c’è stata una rissa filippini vs marocchini e li hanno sbarcati tutti e 8 il giorno dopo. Ieri un ragazzo è rientrato tardi da una gita a terra ha fatto aspettare la nave un’ora (un’ora di porto in più costa centinaia di migliaia di euro), prima di chiamare. A quel punto dovevamo partire per forza perché domattina abbiamo appuntamento con un pilota autoctono (svedese) che ci accompagnerà a Copenaghen (tratto di difficile navigazione); il ritardatario ci raggiunge li, ma solo per prendere i suoi bagagli e andare. Se vieni sbarcato per motivi disciplinari la compagnia ti molla al primo porto e poi affari tuoi come torni a casa.

Succedono anche cose più bizzarre. Sempre ieri, un nepalese è andato in gita a Londra per non rientrare. Quando la security ha controllato nella sua cabina, l’ha trovata quasi vuota: il nepalese si è messo addosso tutti i vestiti che poteva, ha caricato lo zainetto (computer e compagnia bella), ha prelevato l’acconto del mese prossimo (puoi chiedere fino a 1000 euro di anticipo in contanti) e si è dato alla macchia. Ora è correntemente immigrato clandestino in Inghilterra.

Ora stacco, ma non prima di avervi detto che qui... sta nevicando. Oh boy.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Ire mi piace molto leggere i tuoi post, quasi quasi sto cambiando idea sul tuo nuovo lavoro... Bhe, no, scherzo :)
Tuma

Ada ha detto...

Irene sei sempre più spassosa ti leggo molto volentieri e ti seguo mentalmente nel tuo viaggio, baci
Ada

saltafrontiere ha detto...

Ti seguiamo sempre con grande diletto, con gli occhioni sbarrati leggendoci i tuoi post ad alta voce come nel bel tempo antico
Antonella e Selvio

Mamma con gli stivali ha detto...

kiss irene. aggiornaci e mi raccomando i particolari.... ;-)

Eliana ha detto...

Irene...MI DEVO PREOCCUPARE?????
Baci grandi.
Mamma

nemo ha detto...

fantastiche storie di un grande condominio semovente. La prossima volta che ci vediamo (sigh! oppure aaagh!) ti consiglierò la lettura di Condominium e altri racconti fantastici. come è fantastico trovare le storie che racconti in un'ordinaria giornata di folle lavoro. A proposito (non troppo, ma insomma) "castello" è il luogo del comando, dove c'è il timone: il luogo degli ufficiali, è così da sempre. Mentre "sotto coperta" è dove stanno mozzi e ciurma - anche questo è così da sempre, Jack. Hai tenuto il conto dei mari che hai attraversato? Sarai marinaio solo a partire dal settimo...

Anonimo ha detto...

Tesoro, il tuo romanzo a puntate ci incuriosisce, ci emoziona, anche il Taddeo si mette ad ascoltare vicino alla sedia quando lo leggiamo ad alta voce... ti pensiamo forte forte, determinata e solare come sempre. Con tantissimo affetto... C.&A.