Al momento la nave ospita 950 crewmembers e circa 2500 guests.
È una città a tutti gli effetti. Ci sono il castello del
principe (il ponte di comando. Si trova veramente in una struttura chiamata castello), la chiesa con il suo parroco,
il mercato, il bar, il casinò, tutto quello che ci si aspetta di trovare e che
è necessario all’andamento di una comunità di medie dimensioni.
È una città con due volti. Sopra il livello del mare si
innalzano i 9 mastodontici ponti dedicati ai passeggeri, lussuosi,
scintillanti, ordinati, quieti, silenziosi e tranquilli per la maggior parte
del tempo, le ampie sale invase da una rilassante musica lounge, le luci
soffuse, vetrate panoramiche che danno sul mare e regalano l’illusione di una
grande avventura (ma al sicuro e al riparo dal vento freddo del nord).
Sotto il livello del mare, sotto le coperte, come si dice in
gergo marinaresco, c’è la vita. Un brulichio incessante di persone che lavorano
come formichine per dare a quelli di sopra l’impressione della calma perfetta.
Una vecchia storia cinese racconta dell’anatra, apparentemente l’animale più calmo del creato. Scivola con
grazia sull’acqua immobile, dando un’apparenza di quiete perfetta; ma n realtà, sott’acqua le
sue zampe palmate nuotano senza posa e con grande energia, moto di un
meccanismo così perfetto che noi non ce ne accorgiamo.
Ecco, l’organizzazione della nave è ben lungi dall’essere
perfetta, ma il paragone calza. Per far funzionare questa macchina
dell’intrattenimento, il lavoro non si ferma mai, ogni minuto di ogni giorno in
ogni luogo della nave c’è qualcuno che lavora all’insaputa dei passeggeri.
Gli uomini delle pulizie, ad esempio: spazzano, lavano,
asciugano, raccolgono,svuotano senza sosta, a giro. Tempo che finiscono il giro
è già ora di ricominciare daccapo, perché si è già sporcato. Ad ogni porto si
vedono operai intenti a riverniciare le pareti esterne della nave, corrose
dall’acqua salata. Elettricisti, idraulici, carpentieri girano in squadroni,
nelle loro tute bianche, solcando a larghi passi i ponti sottocoperta. Per non
parlare delle cucine, veri e propri mondi paralleli in cui nascono i gioielli
commestibili che compaiono di sopra quasi per magia.
Come un sistema di catacombe clandestine, i saloni sono costeggiati
da corridoi invisibili, dove si consumano i drammi e le commedie della vera
vita di bordo.
Sono diffusi il mercato nero e un certo clientelismo, ma
soprattutto si esercita con grande coerenza lo scambio di favori. E non
dimentichiamoci lo schiavismo. C’è grande discriminazione tra il pesonale
europeo e quello extracomunitario, come tra i crewmembers di serie A (ufficiali e petty), quelli di serie B (lo staff) e quelli di serie C (il resto
della crew). Ci sono persino 3 mense
diverse con cucine e cuochi diversi: i superiori possono andare nelle mense
inferiori ma non viceversa. Gli ufficiali possono mangiare, naturalmente, anche
nei ristoranti per passeggeri. La maggior parte di loro, non addetti al
comando, sono ragazzi italiani per nulla snob, piuttosto semplici, che
ricoprono posizioni di media o bassa responsabilità. Non sono esonerati dallo
scambio di favori e non hanno in realtà un grande potere, possono però renderti
la vità un po’ più complicata, per cui è meglio starci attenti: una specie di
piccola nobiltà.
E come in tutte le città ci sono regole e punizioni. L’unica
vera punizione, in realtà, è l’esilio, cioè lo sbarco. E l’unica vera regola, è
non creare problemi: al resto c’è rimedio. I gendarmi, la security, sono quasi
tutti indiani abbastanza grossi, ma buoni come il pane. La prima settimana ho
saltato un’esercitazione (senza volerlo: non mi era arrivata la comunicazione);
per procedura, avrei dovuto beccarmi un warning
(un reclamo scritto) e una multa di 20 euro, invece il chief security mi ha
semplicemente fulminata in corridoio con un minaccioso“You! You skipped the
drill!”. Naturalmente io non sapevo neanche di doverlo fare, questo drill, figuriamoci
averlo saltato. Il chief deve avermi letto la confusione in faccia e ha
lasciato correre.
Se crei problemi, invece, lo sbarco è immediato. Qualche
sera fa c’è stata una rissa filippini vs marocchini e li hanno sbarcati tutti e
8 il giorno dopo. Ieri un ragazzo è rientrato tardi da una gita a terra ha
fatto aspettare la nave un’ora (un’ora di porto in più costa centinaia di
migliaia di euro), prima di chiamare. A quel punto dovevamo partire per forza
perché domattina abbiamo appuntamento con un pilota autoctono (svedese) che ci
accompagnerà a Copenaghen (tratto di difficile navigazione); il ritardatario ci
raggiunge li, ma solo per prendere i suoi bagagli e andare. Se vieni sbarcato
per motivi disciplinari la compagnia ti molla al primo porto e poi affari tuoi
come torni a casa.
Succedono anche cose più bizzarre. Sempre ieri, un nepalese
è andato in gita a Londra per non rientrare. Quando la security ha controllato
nella sua cabina, l’ha trovata quasi vuota: il nepalese si è messo addosso
tutti i vestiti che poteva, ha caricato lo zainetto (computer e compagnia
bella), ha prelevato l’acconto del mese prossimo (puoi chiedere fino a 1000
euro di anticipo in contanti) e si è dato alla macchia. Ora è correntemente
immigrato clandestino in Inghilterra.
Ora stacco, ma non prima di avervi detto che qui... sta
nevicando. Oh boy.
7 commenti:
Ire mi piace molto leggere i tuoi post, quasi quasi sto cambiando idea sul tuo nuovo lavoro... Bhe, no, scherzo :)
Tuma
Irene sei sempre più spassosa ti leggo molto volentieri e ti seguo mentalmente nel tuo viaggio, baci
Ada
Ti seguiamo sempre con grande diletto, con gli occhioni sbarrati leggendoci i tuoi post ad alta voce come nel bel tempo antico
Antonella e Selvio
kiss irene. aggiornaci e mi raccomando i particolari.... ;-)
Irene...MI DEVO PREOCCUPARE?????
Baci grandi.
Mamma
fantastiche storie di un grande condominio semovente. La prossima volta che ci vediamo (sigh! oppure aaagh!) ti consiglierò la lettura di Condominium e altri racconti fantastici. come è fantastico trovare le storie che racconti in un'ordinaria giornata di folle lavoro. A proposito (non troppo, ma insomma) "castello" è il luogo del comando, dove c'è il timone: il luogo degli ufficiali, è così da sempre. Mentre "sotto coperta" è dove stanno mozzi e ciurma - anche questo è così da sempre, Jack. Hai tenuto il conto dei mari che hai attraversato? Sarai marinaio solo a partire dal settimo...
Tesoro, il tuo romanzo a puntate ci incuriosisce, ci emoziona, anche il Taddeo si mette ad ascoltare vicino alla sedia quando lo leggiamo ad alta voce... ti pensiamo forte forte, determinata e solare come sempre. Con tantissimo affetto... C.&A.
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