Dodici giorni? Sul serio? Ho già perso la cognizione del
tempo. I giorni non si chiamano più lunedì, martedì eccetera, ma Lisbona, Vigo,
Le Havre, come i porti in cui attracchiamo (oppure At Sea, se è un giorno senza
attracco). Non ci sono più date nel vero senso della parola, ci sono day 1, day
2, day 3, numeri che indicano i giorni del viaggio che stiamo facendo. Oggi è
Le Havre, day 8 del crossing che terminerà con Copenhagen, day 10.poi si ricomincia.
Da più di 24 ore il mio telefono non da segni di vita. È
stato sconcertante rendermi conto di essere completamente isolata dalla mia
famiglia e dai miei affetti. Sento molto la nostalgia di casa, ma finché ho
potuto chiamare, o anche solo mandare un messaggio, potevo contenerla. Oggi
l’assenza si è manifestata con tutta la sua forza, specialmente perché le poche
notizie del mio paese che ricevo dai telegiornali nei ritagli di tempo sono
allarmanti! Mio fratello vive nella zona dei terremoti, e oggi sono rimasta per
4 ore senza notizie da casa. Ogni minuto era peggiore del precedente. Per
fortuna sta bene, alla fine sono riuscita a sentire i miei via email “a
scrocco”, usando l’account del lavoro: anche connettermi col mio computer
durante la giornata è impossibile, vista la mia serratissima tabella di marcia.
Anche ieri ho avuto una pomeriggio pesante: mi sono presa
una piccola storta alla caviglia che mi ha complicato parecchio le cose. La
nave è fatta di spazi angusti, scale, dislivelli, porte tagliafuoco
pesantissime (per aprirle mi ci devo appendere); nel mio ufficio ci sono
tantissime persone e pochissimo spazio, per muoversi bisogna essere virtuosisti
dell’equilibrio; a volte mi ritrovo a lavorare seduta sulle risme di carta, col
mio portatile personale appoggiato sulle gambe, perché quello dell’ufficio è
occupato dalla hostess o dal tour escort di turno. Già in condizioni normali è
complicato, figuriamoci senza poter appoggiare un piede. Sono andata in
infermeria e il medico ha detto che, per procedura, doveva darmi 2 giorni off
duty, cioè di malattia: comporterebbe dover stare in cabina tutto il giorno e
uscire solo per andare in mensa. Scherziamo? Sono appena arrivata, ho un sacco
di cose da imparare, il lavoro comincia appena a girare, e dovrei fermarmi per
una storticina? Mi sono fatta dare una stampella, una benda elastica e della
crema e me ne sono andata dicendogli: “Lei non mi ha mai vista qui”. Lui si è
messo ha ridere e io oggi sto già bene!
Il lavoro comincia a girare, appunto. Il Big Boss (l’hotel
director) si sta prendendo la briga di spiegarmi le cose mano a mano che le
faccio, visto che la mia trainer non lo fa. È un brav’uomo, anche se si ritrova
un carattere intransigente e severo. Non è colpa sua, è austriaco.
C’è da dire che sa fare il suo lavoro, e nel giro di 3
giorni ci ha rimesso in carreggiata. Certo, non è piacevole
lavorare con il capo che ti sta col fiato sul collo, chiama ogni 20 minuti ed esige scadenze sempre più
strette, ma è stato molto utile, e sto imparando a lavorare sotto pressione.
Nei momenti di pausa è anche cordiale e a tratti ride, persino! Un paio di volte, ad
acque calmate, mi ha invitato per caffè e sigaretta e ho avuto modo di farci
quattro chiacchere. Ha molta esperienza: quando ha iniziato a navigare, io
avevo solo un anno.
È ora della nanna, mi servono almeno le mie sei ore a notte!
Sogni d’oro
(kb)
4 commenti:
Hey !
Tieni duro , da Dubai facciamo tutti il tifo per te :)
Un bacione
proprio ieri ti pensavo: ma chissà che starà combinando!?
buona giornata a te e a Jack <3
stai proprio entrando nel ruolo e nei ritmi in qualche parola si legge la nostalgia degli spazi. se volessi prenderti un po' in giro, direi "quella malinconia un po' così, che solo hanno i marinai...", ma, be', non sono mai stato marinaio. Vento in poppa, ciurma!
La malinconia a volte è una buona compagnia.
Non avere paura.
Ti bacio gli occhi.
Mamy
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