Quarto
giorno di imbarco, martedì 22 maggio, Ajaccio, Corsica
Mare
grosso. Da 24 ore la nave rolla e beccheggia come una ballerina
acrobatica. I miei colleghi non sembrano notarlo e ridono della mia
mancanza di equilibrio! "Ah, avessi visto quando eravamo in
(nome di posto a caso): non si poteva nemmeno dormire! Cadevi dal
letto! (Seguono storie terrificanti di vomito e braccia rotte). Ti
abituerai."
Mentre
aspetto di abituarmi, vado a bermi una birra al crew bar, all'estrema
prua della nave. È il luogo in cui le oscillazioni si sentono di
più. È difficile spiegare cosa si prova. Siccome non ci sono
finestre, non abbiamo modo di vedere fuori (con questo tempo chiudono
sia gli oblò che le uscite ai ponti). Ci muoviamo con tutta la nave,
pensiamo di essere fermi, ma il nostro equilibrio è disorientato e
non funziona più tanto bene. La sensazione è più o meno quella di
una rispettabile sbronza: la testa gira come una trottola, non riesco
a stare dritta senza dondolare, intorno alle 23 la nave salta così
tanto che per non cadere dallo sgabello devo aggrapparmi al bancone
del bar! Bevo una Corona e mezza ma mi sembra di essermi scolata 4
mojitos di fila a stomaco vuoto. Mi chiedo se mettere il crew bar
proprio in quella posizione sia stata una scelta strategica per
limitare nella ciurma l'assunzione di alcoolici, o se sia stata solo
una pessima idea. Morale, a mezzanotte e mezza saluto tutti e mi
avvio verso la cabina con lo stomaco in subbuglio e la testa come una
bolla. Lungo i 5 minuti che separano il crew bar dalla mia cabina,
che si trova quasi a poppa (dove le oscillazioni si sentono meno),
penso con struggente desiderio al pigiama, al lettino rifatto, e
soprattutto al sollievo che proverò quando il sonno stenderà un
velo di oblio su questa montagna russa navigante. Ma forse non è
destino!
Ogni
membro della crew ha 2 tessere magnetiche. Una è la chiave della
cabina, l'altra il crew pass, una specie di ID card/ carta di credito
che ci serve sia come documento per sbarcare ai porti sia per pagare
il crew bar o qualsiasi altro servizio sulla nave. Sono molto
sensibili e vanno tenute separate l'una dall'altra e da qualsiasi
magnete o apparecchio elettronico. E naturalmente tra spille,
name-tags, cellulare e beeper, siamo pieni di magneti e apparecchi
elettronici. Non so, forse ho messo per sbaglio le due tessere nella
stessa tasca, o forse sono venute a contatto con qualche diavoleria
tecnologica, fatto sta che ieri sera la mia chiave non funzionava. Ho
dovuto chiamare la security per farmi aprire, 10 minuti di attesa
(succede sempre quando devo fare la pipì -.-').
3 commenti:
Mi hai fatto ridere di brutto... Soprattutto i cinesi che accarezzano le porte :)
È dura passare le giornate traballando eh?
Ciao stupidina!
Tuma
Ecco, a proposito di colonne sonore io chiederei la cortesia di evitarne UNA (quella di Celine Dion, dove POI MUOIONO!)
Io pensavo che le navi da crocera non dondolassero... in ogni caso a tutto ci si abitua.
Spero ti stia ambientando bene, un abbraccio
Giugi
ah, a tutti sembra sfuggire che:
a) i cinesi hanno le touch-doors, sono avanti, e
b) crew mi pare un inutile tentativo di mascherare lo stato di "ciurma" (del tipo, "al lavoro, ciurma!", proprio con quella intonazione un po' così...
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