Potrei tranquillamente rispedire a casa più della metà dei
vestiti che mi sono portata. Non solo non ho tempo per fare vita sociale – per
un paio di ore al giorno, 3 paia di jeans sono decisamente troppi – ma
soprattutto in Norvegia fa un freddo cane. Ricordate quando si vociferava di
20, 25°? Illusione. Oggi ce ne saranno stati massimo 10, e con un vento tale
che mi sono messa il piumino della compagnia, una specie di costume da Omino
Michelin (tranne per il fatto che è blu) che terrebbe caldo anche al Polo.
Meglio così! In nave, scarseggiano sia lo spazio sia il tempo. Ho rimesso un
sacco di vestiti in valigia, ecco che nell’armadio c’è già più spazio; e per
quanto riguarda il tempo, ho messo in valigia la vanità! La maggior parte delle
volte, meglio una passeggiata al porto di una mezzora spesa a decidere quale
maglione indossare o ad applicare il mascara. La mattina mi metto la divisa
meccanicamente, calcolando i secondi che mi restano per fare colazione – un
quarto d’ora davanti a un caffè bollente, per quanto non dei migliori che abbia
bevuto, ha la priorità sullo specchio. Addirittura, io che non pensavo di poter
mai saltare un pasto, oggi ho scelto la terraferma al pranzo. Insomma: è solo
una questione di priorità.
Ad esempio.
Ieri sera ho chiuso l’ufficio alle 11.30. Considerato che mi
sveglio alle 7, mi rimanevano 7 ore e mezza prima della sveglia. Il mio corpo
chiedeva a gran voce il pigiama e il letto, ma non ne ho voluto sapere. Ho
preso il famoso costume da Omino Michelin e sono andata sull’ open deck a guardare il mare. Il sole
era appena tramontato. Alle 11.30. Stavamo navigando grosso modo verso ovest, e
guardando a prua era poco meno che giorno. A poppa invece nero, nero come
l’inferno. Il cielo in mezzo esauriva tutte le sfumature di grigio, non avete
idea di quante siano. Pochi metri sotto di me, il mare, che sembrava solido
come piombo. Le correnti devono essere molto forti da queste parti, perché si
può quasi vedere uno strato di acqua
che passa sopra a quello sottostante, come se fossero semplicemente due solidi
trasparenti. E schizzi d’acqua alti 10 metri che occasionalmente irrompono dalla
collisione tra questi solidi nascondendomi l’orizzonte e riempiendomi la pelle
di sale - il mare non arriva al ponte,
ma l’aria è così pregna d’acqua che il sale ti si appiccica tutto addosso.
Nonostante il freddo, Bergen è bella, accogliente, pulita,
ordinata, piena di gente simpatica (ma comunque, come diavolo è venuto in mente
agli uomini primitivi di colonizzare un posto tanto problematico? Noi avremo
anche i nostri problemi, ma questi qui hanno 6 mesi di buio). Parlano tutti
inglese, evviva. Ci si perde comunque, tutte le insegne e le indicazioni
stradali sono in norvegese. Ci devo tornare.
5 commenti:
Ma a chi viene in mente di fare una crociera dove ci sono 10 gradi?
Ah, oggi ho pranzato con un parigino... ciao brutta!
↑
il cmmento qui sopra è di tuma :)
La giornata si è annunciata con un temporale molto intenso e un’umidità pazzesca, tipica della Padana. Il sole, poi, si è fatto strada e ha preso il sopravvento, ma l’umidità non è scomparsa, al contrario.
Seguendo il tragitto della Luminosa, ho scoperto che “poco più a nord” (perché così mi sembra il mondo), ci sono 7 gradi e la notte arriva molto più tardi. Un conto è saperlo in modo cattedratico, un conto è seguire il tragitto di chi si ama. Questa faccenda che il tempo, sulla Terra, non è mai uguale ovunque lo so per conoscenza, ma mi è sempre sembrata una cosa stranissima. Tra l’altro, quei colori e quel clima farebbero proprio al caso mio. Li trovo bellissimi ed estremamente piacevoli.
Ti seguo nei pensieri e spesso vado a cercare su Google Maps i posti dove sei. Mi sembrano bellissimi, anche se faccio fatica a pensare a luoghi tanto diversi da quelli a cui sono abituata. Non riesco nemmeno a immaginare che tipo di gente ci sia lì, ma di sicuro deve essere davvero molto diversa da noi che vediamo il sole sorgere e tramontare ogni giorno, con lo stesso ritmo del nostro organismo (o viceversa). Insomma, mi piacerebbe molto essere dove sei, anche se penso che tu preferiresti essere in luoghi più soleggiati e caldi. Siamo molto diverse in questo.
Guarda tutto e non dimenticare niente. Poi, quando sarai tornata, vorrei che tu me lo raccontassi.
L’ultimo sguardo alla Luminosa, alle 22:30, è ancora in piana luce. Qui ormai è buio.
Buonanotte, Bimba.
Ire, quando torni, sai cosa devi fare? scaricare tutte le tue storie e pubblicarle, così come sono. venderai un sacco di copie!
un bacino dall'afosa PV.
ps.set scorsa ho disdetto la mia casina... si fa sul serio :)
Che spettacolo il Nord in estate... Sabato sera ho fatto aperitivo sulla terrazza della Rinascente, proprio mentre le guglie del Duomo si coloravano di rosa alla luce dorata del tramonto... Domenica invece corsa al Forlanini, dove gli alberi hanno raggiunto il culmine della rigogliosità e c'è profumo di polline nell'aria: il Taddeone ha fatto il bagno nel laghetto, non ti dico l'odore di cane bagnato che durante il rientro in macchina si mescolava al mentolo dell'Arbre Magique... Qui sole sole e cielo azzurro... E insieme a queste piccole immagini di casa, un forte fortissimo abbraccio da noi! C.A.T.
Posta un commento