current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

venerdì 31 agosto 2012

centoseiesimo giorno di imbarco, at sea

"The Golden Prison" - "Almeno..."

A volte lavorare qui è veramente difficile. Non per il lavoro in sè, ma per le condizioni in cui viene svolto. Ogni giorno stampiamo il programma di navigazione (un quotidiano di 4 pagine che contiene tutte le informazioni relative al giorno successivo) per 2900 persone, il 8 lingue; io personalmente mi occupo di 6 lingue, italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese e tedesco, mentre il russo e il giapponese sono di competenza dei madrelingua – causa di forza maggiore. Non so bene come darvi l’idea della mole di informazioni che vanno raccolte, tradotte ed impaginate ogni giorno. Raccolte le info, faccio la bozza in italiano, che deve passare il controllo del famoso DS e del Cruise Director; una volta finita, preparo le altre lingue, per sottoporle infine al vaglio delle hostess madrelingua. Naturalmente, non tutti i giorni devo fare 6 Today (questo il titolo del quotidiano) da zero; di solito parte delle informazioni è già stata tradotta o addirittura impaginata per la settimana precedente, quindi, quando gli itinerari si ripetono, mi basta prendere il programma della crociera scorsa e aggiornarlo.
Non sarebbe tanto male, se il computer non si bloccasse ogni dieci minuti. A volte, dopo un intero pomeriggio di lavoro, il monitor decide di spegnersi. Ma questo è il meno; credo che l’improvvisa sparizione dal desktop di tutte le icone e di tutte le finestre aperte, compresi i file su cui sto lavorando da ore – spesso tutti e sei contemporaneamente – mi abbia portaro ragionevolmente vicina ad un esaurimento nervoso, le prime due o tre volte che è capitato (dopodiché ho imparato a salvare tutto ogni 3 minuti). Lo stesso si può dire per altri eventi misteriosi legati alle strabilianti performance dei nostri computers: ad esempio, files che non vengono salvati nonostante amorevoli cure e numerosi “salva con nome”. Oltre a questi eventi catastrofici, si verificano continuamente piccoli ma fastidiosissimi intoppi dovuti all’età dei computer o alla qualità dei materiali che usiamo. Ad esempio, il programma di impaginazione ci mette un minuto e mezzo per avviarsi; il computer stesso, almeno 5 minuti per accendersi; se faccio più di 20 o 30 fotocopie in fila, la Ricoh si blocca e bisogna smontarla per togliere i frammenti di carta che rimangono all’interno; usiamo una versione di Word troppo vecchia e 2 volte su 5 non leggiamo i documenti che ci mandano; e via dicendo. Questo per quanto riguarda i materiali.

Poi c’è tutta la parte legata alla stupidità umana e al fatto che in questa compagnia è abbastanza facile fare carriera – sospetto che i migliori, appena trovano una strada che li porti via da qui, la prendano, col risultato che una buona percentuale di graduati è composta da grandi teste di cazzo.
Un grosso problema deriva dal fatto che le procedure lasciano grande spazio all’interpretazione: per citare un vecchio pirata, “il codice è più che altro una traccia”. Genova non desidera o non è in grado di centralizzare il comando, per cui ogni nave è un mondo isolato e funziona in modo diverso dalle altre. La decentralizzazione sarebbe una scelta vincente, se le navi fossero guidate (metaforicamente) da gente in gamba, ma considerando che le decisioni sono in mano alle suddette teste di cazzo, finisce che è persino difficile stabilire cosa è importante e cosa non lo è; finisce per essere tutto di importanza vitale, tutto uno stress, una calamità, tutto questione di vita o di morte, per esempio: il menu riporta mezzopollo alla griglia con insalata, mentre il cuoco servirà mezzopollo alla griglia con insalatina di stagione: “How comes!?!”, come è possibile!?! Bisogna ristampare 2700 copie con la nuova dicitura. L’esercitazione è alle 18.10 invece che, come da programma, “alle 18 circa”: non sia mai. E allora, riaccendi il computer, riavvia il programma, dialoga con la stampante per convincerla a obbedire, riprogramma le impostazioni di stampa che regolarmente vanno perse ogni volta, e via dicendo; tutto per una stronzata, tutto perchè, quando la persona che comanda non ha esperienza, controllo e prospettiva, si fa venire i capelli bianchi per ogni cosa, e li fa venire anche a chi è così sfortunato da lavorare per lui.

Con un armatore così assente, ti rendi conto di quanto tu sia solo. Quello che succede in nave resta sulla nave; o sarebbe meglio dire, di quello che succede in nave, a Genova non importa un fico secco, fino a che i conti tornano. Se manca la carta igienica e il budget del mese è finito, cavoli nostri (sto esagerando; la carta igienica non manca mai, tranne quando l’Omino delle Cabine si dimentica di distribuirla. Ma il discorso vale per altri generi di prima necessità quali, ad esempio, pasta, o limone, o inchiostro, o sigarette, o carta, e via dicendo). Se ho un problema per il quale necessito l’aiuto o la supervisione del mio corporate, affari miei. Gli uffici di Genova non sanno assolutamente niente della vita di bordo - e come potrebbero, quando nemmeno i capi sanno niente della vita del loro equipaggio, visto che conducono una vita separata dalla nostra, in suite con coperte in piuma d’oca, tra frullati di frutta fresca e aragoste al vapore, mentre noi dividiamo un bagno in 4, mangiamo riso bollito tutti i giorni e camminiamo su pavimenti sporchi tirandoci dietro nugoli di polvere vecchi di settimane?
Qui c’è da sbrogliarsela con quello che abbiamo a bordo, che si tratti di un guasto al motore o alla stampante, di un problema al satellite o al consumo di pomodori, come anche di organizzazione e di rapporti interpersonali. Inutile sperare in un aiuto da Genova, e in questa terra di nessuno ciascuno cerca di cavarsela al meglio giocando il proprio vantaggio a discapito degli altri; specialmente i capi dipartimento, cioè la piccola nobiltà, sempre impegnati a lucidare le apparenze e a consolidare il proprio prestigio. Se il ponte B è sporco, fa niente. L’importante è che “di sopra” nessuno se ne accorga. Dire sempre “sì” e poi fare di testa propria. È molto facile: ai capi, come a Genova, non importa nient’altro che ciò che appare ai passeggeri.


4 commenti:

jack ha detto...

se qualcuno dei miei colleghi si sentisse offeso dalla presente, vi prego di tenere conto che parte del post è stato dettato da una profonda incazzatura. capita anche a me, ogni tanto.

Eliana ha detto...

Adesso, francamente...mi dispiace molto che le cose siano così mal messe e che tu di questo debba patirne, ma...
Posso farti un elenco infinito di: carta igienica che manca, riso scotto con contorno di camole, dirigenti incapaci e collaboratori dei dirigenti stupidi e cattivi, personale che manca, turni di lavoro assurdi (ad esempio 4 ore di lavoro sparpagliate in otto, cossicché la tua paga giornaliera diventa una cosa risibile), surplus progettuale/prestazionale a costo zero, sensazione di solitudine profonda, isolamento pregiudiziale. Sto parlando della scuola, non di una nave. Come dire...ogni rotta ha bisogno di essere percorsa dalle sue navi, anche metaforiche, e dai suoi marinai. Benvenuta nel mondo del lavoro, ragazza. Purtroppo i cretini, come dice l'Enrico, sono troppi e dominano.
Baci

Maestra Patrizia ha detto...

Così va il mondo, cara Ire, non che che questo ci debba consolare ma, insomma, a parte che tu navighi e tutto il resto del mondo, noi compresi nelle nostre scuolette, cerchiamo di camminare, o "almeno" di lavorare, mi vien da dire: "Siamo tutti nella stessa barca". Ci si domanda come il mondo possa andare avanti!
Se al posto di Genova o dell'armatore, ci metto il ministero o il Provveditore, poi tutto va a seguire, compresi i capi dipartimento!!! In verità penso che la stupidità sia la sciagura più grande ... inoltre abbonda. Coraggio!
Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Gira il link del post sulla mail di info di costa...
Cmq, che ci vuoi fare?! E' sempre così, siamo in Italia, si risparmi sempre, anche sui pc, finche si accende lo teniamo. Una vecchia collega diceva sempre: l'uomo deve essere la periferica + lenta". Parole sante!
Cmq sai come la penso, non ne vale la pena :)

tuma