Oh, Copenhagen. È sempre questa città che mi accoglie e mi consola nei momenti più duri
del mio viaggio.
Oggi è sbarcato Mau. Anche se la vita quotidiana non
cambierà di molto – in termini quantitativi, almeno, visto che in media
passavamo insieme 15 minuti al giorno – tutto è diverso.
In nave è difficile entrare veramente in confidenza con
qualcuno; è difficile avere il tempo per conoscersi reciprocamente e fondare un
rapporto un po’ più profondo della semplice simpatia. Ci capita di condividere
con compagni occasionali momenti di grande allegria, grande intensità, in cui
convogliamo bulimicamente il nostro bisogno di amicizia, con risultati esplosivi; ma il momento passa,
una, due ore al massimo, la sera, dopo che tutte le attività sono finite, una
chitarra, un pacchetto di sigarette, una birra strappati al sonno; una notte
gogliardica; momenti che sono tanto più preziosi quanto sfuggenti. Il tempo,
sempre il solito tiranno, ci riporta via reclamando lavoro – tanto – e riposo –
appena sufficiente per alzarsi al mattino. Così si intrecciano rapporti che
potrebbero anche sfociare in belle amicizie, ma che rimangono embrionali, fatte
alcune poche – ma importantissime – eccezioni. Mau è una di quelle eccezioni, la prima, quella che mi ha accolta quando sono arrivata. La
sua presenza sulla nave, anche se in differenti faccende affaccendata, anche in
quei giorni in cui non ci si incrociava che per un saluto sulle scale, sempre
di corsa naturalmente, modificava in qualche modo misterioso la natura stessa
di questo mostro di ferro, rendendolo più amichevole ed ospitale.
Tra le menzionate eccezioni, Mau è il primo a sbarcare; a
ruota seguiranno le altre, anche se per fortuna manca ancora un po’ di tempo. Ma
alla fine, come un Highlander, ne rimarrà solo uno, io! Sarò l’ultima del mio
gruppo a lasciare la nave.
Queste riflessioni mi hanno accompagnata per tutto il
giorno. Ormai il mio amico dovrebbe essere arrivato a casa, e ora starà cenando
con la sua famiglia, oppure avrà fatto una scappata al solito pub e starà
brindando smoderatamente al suo ritorno, giocandosi la paga in bacco, donne* e
gioco d’azzardo come i veri lupi di mare.
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* scherzo Valeeeeee!
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* scherzo Valeeeeee!

1 commento:
E la stessa sorte toccherà a te quando sarai tornata! <3
Ieri, nella notte dei desideri, ti pensavo... chissà quanti ne hai potuti esprimere da laggiù.
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