current adventure: "How to be a Grown Up"

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description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

lunedì 20 agosto 2012

Novantacinquesimo giorno di navigazione, Stavanger


Ormai sapete che, quando dormo, nel mio cervello si sviluppano trame degne del miglior regista che abbia mai imbracciato una videocamera. Nel sogno, tutti i miei sensi sono all’opera: tocco, gusto, annuso persino. Non vi dico che figata quella volta che ho sognato di mangiare il risotto alla milanese!

Stanotte però ha fatto due sogni tra i più strani di sempre. Nel primo, complice un’ambientazione da Signore degli Anelli, si scontravano due tribù di orchi: una, quella dei Buoni, era “vegetariana” cioè non mangiava carne di esseri umani o di altri orchi; l’altra invece era composta da individui sadici e crudeli, che non esitavano a divorarsi l’un l’altro, se la situazione lo permetteva, dediti alla guerra e alla violenza. Anche i buoni erano guerrieri, e durantre il sogno si battevano contro i cattivi al limitare di una foresta. Spade sguainate, scudi frantumati, una battaglia in piena regola.

Il secondo sogno è stato ancora più bizzarro del primo.
Mi trovo nell’androne del palazzo dove abitavo da bambina, un luogo che nei miei ricordi infantili è permeato di quiete, fresco, rumori lontani, penombra, un pizzico di mistero, colori caldi impreziositi dai riflessi dorati, verdi e blu delle decorazioni lucide e dei vetri colorati delle finestre. Appeso al muro davanti a me c’è un grande specchio (che attualmente si trova del bagno di casa mia a Milano, ma che è più vecchio di me e fa parte dell’arredamento da quando sono nata). Accanto allo specchio ci sono i miei genitori. Tutto sembra sospeso nel tempo. Dalle scale guardo verso lo specchio, mentre mia madre lo sta coprendo con un lenzuolo bianchissimo, bagnato, in modo che l’acqua faccia aderire la stoffa al vetro. Tutto qua. Non pensavo e non provavo assolutamente nulla, io che nella vita reale non sono in grado di smettere di pensare nemmeno se ci provo; in quel momento, la mia mente era vuota, bianca come il lenzuolo.

È la prima volta che il cinema della mia mente produce un film di nicchia surrealista...

3 commenti:

Elia ha detto...

mhh via alla interpretazione dei sogni? baciiiii

Anonimo ha detto...

Fortuna che a bordo dici che vi tengono un po a stecchetto.. non oso e non potrei neanche volendo immaginare cosa potrebbe partorire la tua mente se alla sera vi propinassero una peperonata!!!!!
Ciao ire
Baci baci

Ale
(Rosso)

Valerio ha detto...

Dai, meglio sogni stranissimi e apparentemente insignificanti che non ricordare un sogno, no?

Valerio