current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

giovedì 31 gennaio 2008

mi sono iscritta ad un sito di ricerca per ragazze alla pari. io ci provo a stare ferma ma i miei piedi scalpitano, così mi sono detta: ma sì, cercar non cuoce, ehm, nuoce intendevo.
ho fatto richiesta per andare da 3 a 9 mesi a partire da ottobre in: francia, irlanda, belgio, paesi bassi (olanda, sìììììììììììììììììììììì! ah, non parlo l'olandese??? capperi è vero non ci avevo pensato), australia, sudafrica e costa d'avorio (mh...costadavoriani...)... come ho detto... cercar non nuoce!



ieri sera tornando dal lavoro ho finito la benzina. ho dovuto spingere il motorino da porta venezia...e arrivata in indipendenza, stramazzante, barcollante sui tacchi, mezza morta ho dato forfait! l'ho lasciato li e oggi andrò a recuperarlo e a fare benzina.

aspetti positivi della vicenda: ho smaltito la cena, mako mi ha fatto compagnia mentre aspettavo la 54, ho guadagnato un magnifico sgabello in simil pelle abbandonato che mi ha chiesto di essere portato a casa...

mercoledì 30 gennaio 2008

AUGURI A: FRATELLINO!

martedì 29 gennaio 2008

we are safe (tonight)

The selfish, they're all standing in line
Faithing and hoping to buy themselves time
Me, I figure as each breath goes by
I only own my mind

The North is to South what the clock is to time
There's east and there's west and there's everywhere life
I know I was born and I know that I'll die
The in between is mine
I am mine

And the feeling, it gets left behind
All the innocence lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide
We're safe tonight

The ocean is full 'cause everyone's crying
The full moon is looking for friends at hightide
The sorrow grows bigger when the sorrow's denied
I only know my mind
I am mine

And the meaning, it gets left behind
All the innocents lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide
We're safe tonight

lunedì 28 gennaio 2008

unione europea

io e la mia ex coinquilina amelie stiamo progettando uno scambio culturale. io le mando un po' di italiani in un pacco, e lei risponde con dei francesini niente male (a suo dire). ha detto che se voglio può testarli prima, così da garantire la qualità. che carina!

la libera circolazione di capitali, forza lavoro, beni e servizi comincia a produrre risultati apprezzabili.

domenica 27 gennaio 2008

SORRISONE


auguri a lucio*

venerdì 25 gennaio 2008

un post stupido

in questi giorni sono alle prese con un dilemma.
e cioè:
cosa fare se hai una cosa da dire, ma in qualsiasi modo giri le parole che hai a disposizione, non trovi una combinazione che non ti faccia sembrare la sceneggiatrice di dawson's creek, o, se va bene, di un film alla federico moccia (ma senza accento romanaccio)?

bleah. stucchevole. non va bene.


qualcosa da dire a proposito della caduta di governo?


Emancipate yourselves from mental slavery
None but ourselves can free our mind.
Wo! have no fear for atomic energy,
cause none of them can stop the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look?
Yes, some say its just a part of it:
We've got to fulfil de book.

Wont you help to sing
these songs of freedom?
-cause all I ever had:
Redemption songs

mercoledì 23 gennaio 2008

se qualcuno ha notizie della bussola magica di jack sparrow che non punta al nord, è pregato di rivolgersi a questo indirizzo.

se credessi in dio lo ringrazierei per questo assaggio di primavera, è proprio il caso di dirlo, provvidenziale.

l'equilibrio non è amico del progresso, mi sa. invece quando ti senti su un'altalena è molto più facile vedere le cose da altri punti di vista, e uno scossone può ben scrollarti di dosso il torpore. sia come sia, ma era da un pezzo che non avevo una discussione tra me e me che portasse effettivamente ad un risultato diverso dal punto di partenza. di solito cominciano e finiscono tutte in un grande punto di domanda, perfettamente inutile se non preceduto da una domanda.

domenica 20 gennaio 2008



mentre ballo osservo rapita la piccola folla che si muove al piano inferiore. i vetri spessi tengono fuori la musica, e i loro movimenti sembrano strani, non c'entrano molto con quello che sto ascoltando io. strano essere qui. strano guardare giù da queste vetrate.



- quella là. in fondo ai gradoni. ti assomiglia.

è jack. quando è arrivato?

- si.

- accidenti! la riconosco.

- è la prima volta da che ti conosco che ti sento esclamare di sorpresa.

- non mi capita spesso di fare viaggi nel tempo.

- neanche a me. che te ne pare?


silenzio


- dai scendiamo.



la ragazza sta saltellando in un paio di doc martens. ha i capelli crespi e arruffati e quello dietro la nuca sembra l' accenno di un dread. due orecchini d argento a forma di gatto le pendono dai lobi. ne è rimasto solo uno ora, l'altro l'ho perso sulla via. poco male, visto che dall'ultima volta che sono stata qui, ho perso l' abitudine di tagliarmi i capelli da sola e preso quella di portare orecchini asimmetrici. si avvicina per prendere una cosa dal mucchio di indumenti accatastati sui gradoni di fianco a noi e ci guarda incuriosita.



- ciao.

- ciao. è un pinguino quello?

- si. si chiama jack.

- cosa ci fa un pinguino in una discoteca?


mi guarda meglio. mi (si) riconosce. io avrei pensato "tu guarda, hanno messo uno specchio in mezzo alla pista", ma lei non conosce ancora l'ironia: prende sempre tutto molto sul serio. questo pensiero passa come un lampo nella mia mente, ma è abbastanza da spingermi a chiedermi che cosa stia vedendo lei. non lo saprò mai: posso vederla, ma non vedere con i suoi occhi. mi osserva e non parla. anche io la guardo. nemmeno lei può capire quello che provo. la amo così tanto che potrei scoppiare. è una bambina, anche se non lo sa. se penso alla fatica che l'aspetta, vorrei abbracciarla, portarla via di li.

anche jack mi osserva. sembra più interessato a me che a quella ragazza del passato. forse perché i pinguini sanno che le ombre non li riguardano. cmq lui sa che vorrei toccarla, e interrompe il flusso dei miei pensieri.


- mi piace guardare la gente. per quello sono venuto qui con ire.


incrocio le braccia.

sorridiamo entrambe senza parlare. io vorrei dire molte cose ma non posso, lei vorrebbe chiederle (glielo leggo in faccia) ma non sa come farlo.

un' altra ragazza da un colpetto sulla spalla alla nostra amica. lei si volta, confusa, parlottano, l'altra sembra non averci notati, però! difficile non notare un pinguino in una discoteca.


- devo andare...

- anche io, rispondo.


continua a sorridere anche se sta tremando. sembra così inconsapevole e insicura. non il tipo che balla in mezzo alla pista, non ancora. non ancora.

il mio sorriso deve sembrare più sereno e saldo, infatti guardandomi si tranquillizza. per un momento i nostri occhi si penetrano a vicenda, temo che veda troppo, che si spaventi... invece annuisce tra sé prima di voltarsi, "se la caverà", penso, e le rispondo con un cenno.

lancia un bacino a jack con la mano e raggiunge i suoi amici.

so che la pelle di jack è arrossita sotto le piume. è un cervellone pungente e criticone, e con le donne non ci sa fare.



ho ancora le braccia incrociate mentre la guardo uscire dalla sala. rimango qualche momento ad ascoltare la musica che mi ha accompagnato fin da allora. trovo persino la lucidità per sorprendermi che sia ancora la stessa di 7 anni fa.

jack fa una faccia che non riesco a decifrare, e accenna un'ombra di sorriso mentre scosta lo sguardo. mi da una pacca leggera sul fianco (anche se non arriva alle mie spalle è una presenza rassicurante).



- torniamo su?

- sì. andiamo.

venerdì 18 gennaio 2008

tempo di un nuovo post

avrei da dire che questo mondo con tutti i suoi difetti è cmq un buon posto su cui nascere.
e anche l uomo non è poi così male, in fondo non ci hanno dato alcun libretto di istruzioni, almeno alla maggior parte di noi, e cose buone ne sappiamo fare tante. che volete, poi ci sono anche le magagne, ma chiedete a tumini se non ne salta sempre fuori una anche nel progetto più curato.
dai in fondo, se dio esistesse, sarebbe orgoglioso di noi.
(mastella a parte...)
ci sono alcune cose per cui vale la pena di tutto il viaggio.
ad esempio:
il cioccolato
le favole raccontate
la musica
vecchi amici
guardarsi allo specchio e pensare "ok", e anche guardarsi indietro e pensare "tutto questo mi appartiene"
il sole dopo tanto che piove e la pioggia quando è tutto secco
le lunghe chiacchierate
ridere di se stessi
le endorfine in tutte le loro forme ;)
fare un ottimo lavoro
libertà
vedersi negli occhi di qualcuno che ti conosce come le sue tasche

e ok, il futuro fa un po' paura, ma in alcuni, pochi momenti di grazia non ti importa poi così tanto.

se ve lo state chiedendo, il numero del mio pusher è **********




auguri a: michi!

sabato 12 gennaio 2008

aim raaaaaaiding in de rein, giast raaaaaainding de reeeein!

ieri ero in rello sotto la pioggia. non faceva freddo, ma pioveva di brutto e visto che ormai ero completamente fradicia mi sono messa a cantare a squarciagola in mezzo alla strada mentre andavo (la consequenzialità di questa proposizione potrebbe stupirvi. il termine mancante è che le situazioni disperate mi divertono molto). non vedevo un cazzo con gli occhiali, e ancora meno quando li ho tolti, in più via marcona era completamente al buio; ma ho avuto fortuna, come vedete.

giovedì 10 gennaio 2008

20,000 seconds since you've left and I'm still counting
And 20,000 reasons to get up, get something done
But I'm still waiting
For someone kind enough to
Pick me up and give me food, assure me that the world is good
But you should be here, you should be here
.
How colors can change and even the texture of the rain
And what's that ugly little stain on the bathroom floor
I'd rather not deal with that right now
I'd rather be floating in space somewhere or
Worry about the ozone layer
.
And it's almost like a corny movie scene
But I'm out of frame and the lighting's bad
And the music has no theme
.
And we're all so strong when nothing's wrong
And the world is at our feet
But how small we are when our love is far away
And all you need is you
.
k's choice, 20000 seconds.

venerdì 4 gennaio 2008

il primo post del 2008


BUON ANNO!
il 2008 comincia con un'ottima notizia: finalmente ho la connessione internet a casa! e con questo posso dire di avere veramente tutto l'indispensabile in via sangallo. beh uno spremiagrumi non guasterebbe ma tant'è, una cosa per volta.
quest'anno è cominciato bene. bene dico rispetto alle prospettive. ha anche nevicato di brutto, anche se oggi già piove e la neve si sta sciogliendo tutta, il che in fondo è comodo a milano, dove se resiste assume un colorino fangoso nel giro di qualche ora. inoltre, sulla neve in motorino...non mi ci vedo :)
ora non mi resta che abituarmi a scrivere la data con l'anno nuovo: ciò avverrà intorno a ottobre o novembre, come al solito, così almeno per un paio di mesi saprò di essere nel 2008.

domenica 30 dicembre 2007

nulla di che

solo 2 righe x passare il tempo insieme al mio amico jack.
ho qualche idea che mi ronza in testa negli ultimi giorni, tipo

sono le piccole cose a farti innamorare, e sono quelle che ti mancheranno di più, come un bottone regalato quando ancora tutto è da fare. quando dai a ogni evento un senso profetico e se avrai ragione era destino, se no te ne dimenticherai.

mi sembra di essere costantemente sull'orlo di una vertiginosa caduta libera con avvitamento sulle montagne russe, e contemporaneamente come se la mia vita fosse in un paio di maracas agitate da uno strano dio ballerino mai stanco.

e intanto siamo diventati adulti. quando è successo? dov'ero, io? perchè nessuno mi ha svegliata?

e altre...

martedì 25 dicembre 2007


happy birthday jesus

BUON NATALE!!!

jack vi augura di cuore buon natale.

lo so, non sembra molto allegro, ma questo dipende solo dalla redattrice (che sarei io) che non sta passando uno dei momenti più felici della sua vita; ma vi assicuro che gli auguri di jack suonano al mio orecchio, se non ai vostri occhi, sereni e limpidi come il tintinnio di un campanellino natalizio.

il simpaticone (jack per l'appunto), ha pensato bene di mettermi sotto l'albero un mattonazzo in 2 tomi, il don chisciotte, per ricordarmi i miei doveri di studentessa anche nella notte di natale. non mi da tregua! e con lucio e mio padre a fargli da spalla, non ho altra scelta che ascoltarlo, o quei 3 renderebbero la mia vita un incubo :D

anche quest'anno il fatidico momento dell'Apertura Dei Doni è passato. tra casa famiglia e amici ho ricevuto un sacco di cose, tra le quali:

la macchina fotografica! quella "vecchia" mi è stata rubata a londra, siiiigh
uno specchio rotondo da mia mamma, ci starà benissimo in camera mia...
un maglione
una scatola di matite
cioccolato e dolci vari :) yum yum
mutande di vari modelli e colori...
libri, quelli colpiscono sempre nel segno
la tazza di jack sparrow, il Capitano!
il "classico e noioso come una cravatta" quaderno della sara
foto
maglietta
borsa
le converse dalla mia coinqui
un kit per il risparmio energetico
la copertina x non prendere freddo in rello
...


spacchettare è una delle mie attività preferite, da sempre, specie quando la carta è luccicosa e scricchiola quando la strofini o la strappi. dentro ogni pacchetto potrebbe esserci chissà quale meraviglia, quindi prima di aprirlo lo soppeso, lo tocco per benino, lo studio e lo agito x cercare di indovinare cosa sto tenendo tra le mani. scartare anche solo una caramella mi piace un sacco e mie consola se sono triste, e stasera un po'lo sono, quindi mi sono doppiamente goduta la cerimonia dell'Apertura.

e così, domani mi sveglierò e sarà natale, ma a me toccherà il turno da blockbuster, quindi mi prenderò il mio bel motorello, mi barderò per benino e affronterò le solide nebbie milanesi.

chissà se sarà davvero natale.

martedì 11 dicembre 2007

esame passato! incredibile.

sabato 8 dicembre 2007

martedì l'esame

Sto cercando di studiare ma sono un po’ fuori allenamento e credo di aver raggiunto il livello massimo di sopportazione. Non che sia insoddisfatta degli ultimi 10 giorni, anche se sono stata quasi sempre chiusa in casa a studiare: sono + soddisfatta di quanto lo sia stata negli ultimi mesi. Studiare mi piace, e ultimamente mi sto disintossicando dalla nobile arte della pigrizia (vedi post precedente). Mi sembra di essermi scrollata di dosso uno strato di polvere vecchia di anni. È solo che la mia parte più vivace scalpita, il mio didietro non ne può più di quella sedia, e la mia concentrazione cala, purtroppo. E poi ho sonno.

Il lavoro è diventata la mia distrazione principale, oltre alla nube pelosa del sedere del mio coinquilino adottivo (tuma), le uniche cose che tengono la mia mente lontana dalla filosofia medievale! Anche se preferisco quest’ultima ai panorami da grandangolo ;)
Alla fine non vi ho + detto nulla del lavoro, ma ho fatto bene a cambiare, nonostante i contro. Mi annoio molto meno da blockbuster che da muji, soprattutto perché si fa gruppo e si scherza continuamente, quasi quasi mi sembra di essere tornata a scuola. O anche no…(questa è un’altra storia, una storia epica di gelosie, lotte intestine e eroi solitari, passione e sopravvissuti. ma appunto, è un’altra storia, e verrà raccontata un’altra volta).

Un’altra cosa che mi piace molto, di block, è che ci sono un po’ di clienti abituali… questo mi fa sentire, anche se molto alla lontana, come quando ero al canteen e conoscevo i clienti per nome, sapevo cosa volevano, che orari facevano, e qualche volta anche qualcosa della loro vita.
Il canteen ha chiuso. O meglio, sarà ancora aperto, e si chiamerà sempre canteen, ma non sarà più lo stesso caffè, perché esen e olivia non lavoreranno + li. Chissà se stewie continuerà ad andarci. Non per molto ancora, in ogni caso. La sua malattia sembrava già grave l’anno scorso. 20 anni di parkinson ti danno l’aspetto di un vecchio anche se così vecchio non sei. E bob-the-builder. E le ragazze che facevano un sacco di chiasso all’ora di pranzo e ordinavano sempre il solito fumando un botto di sigarette. E jenni, chissà che fine a fatto. C’erano anche persone che non desidero rivedere. Ma cmq quel posto mi manca, un pochino.

Tornerò alla mia filosofia. Tutta quella gente nel libro è già morta da tempo e non devo preoccuparmi x loro (chissà che effetto farebbe a grossatesta o boezio sapere che una ragazza del XXII° sec sta leggendo le loro parole).

venerdì 23 novembre 2007

canale salute, benessere e zen secondo me

oggi parliamo di pigrizia. molti si vantano d'esser pigri, ma ci vuole metodo per applicare propriamente la pigrizia. non possono farlo tutti. ci vuole costanza. coraggio. una buona capacità di persuasione (per convincere se stessi che c'è ancora tempo) e di controllo mentale (per isolare il pensiero della cosa da fare e metterlo al di fuori del proprio io cosciente, dove non provoca ansie o fastidi).
uno dei risultati più disastrosi della mia arte, è il fatto di rimandare indefinitamente dalle faccende più piccole alle più importanti, qualora rispondessero al parametro "comportare uno spostamento o un movimento" ad es., portare le ricevute di pagamento all'uni, fare il bucato, pulire casa, andare a fare gli occhiali, andare a comprare il pane, persino fare una telefonata.

è un meccanismo pericoloso perchè, al livello più avanzato (diciamo la cintura nera di questa difficile arte di sopravvivenza), diventa automatico e inconscio e può paralizzare la tua vita.
se ti rendi conto che ti stai avvicinando troppo a questo stadio, è consigliabile tornare leggermente indietro, per esempio ponendoti dei piccoli obiettivi e sforzandoti di realizzarli. andare a prendere il pane è un buon inizio, ma se te la senti puoi osare con andare a fare gli occhiali o qualsiasi altra commissione poco impegnativa che si è rimandara a lungo. è importante scegliere obiettivi non troppo difficili da raggiungere, perchè un eventuale fallimento rischia di demotivare e mandare all'aria tutto quanto. il successo invece gratifica e aiuta a recuperare gradualmente il contatto con la realtà, fino a quando, disintossicato, potrai riprendere l'allenamento.

martedì 20 novembre 2007

grilli per la testa

ieri sera sentivo i grilli fuori dalla finestra. veramente sono quasi sicura che si trattasse della mia immaginazione combinata a qualche suono molto meno poetico, a meno di ipotizzare l'esistenza di grilli transgenici capaci di vivere nel gelo delle notti invernali respirando lo smog di milano. ad ogni modo non fa differenza: il verso dei grilli ha provocato in me un fortissimo attacco di nostalgia per il luogo dove passavo le vacanze da bambina. era un posto bellissimo, me lo ricordo pieno di luoghi misteriosi, pericolosi, magici, amici pronti ad intraprendere grandi avventure, giornate ricche di solitudine profumata.
ho indugiato qualche minuto nei ricordi, poi si è reso consapevole un pensiero che da tempo pretendeva il suo spazio nella disordinata stanza della mia mente: cioè che praticamente sempre provo una forte nostalgia per un sacco di cose.
ricordare le cose è un po' un modo per tenerle con sé in modo che non possano mai andarsene. tengo molto ai miei ricordi, però mi rendono anche triste, perchè mi costringono a rendermi conto di quante cose mi manchino, quante io ne abbia perse.

mercoledì 17 ottobre 2007

C’è un estraneo nel mio letto. Dopo l’ennesimo battibecco mi sdraio affianco a lui e ascolto il suo respiro irregolare. Anche se il contatto con la sua pelle mi fa sentire a casa come sempre, ora mi sento anche stranamente sola. Buffo, stare in due in un letto nemmeno poi tanto grande e sentirsi soli. A tu per tu con se stessi, cioè quello che cerco di evitare ultimamente, perché Me Stessa fa un po’ troppe domande e quando se ne va mi lascia un senso di fallimento che non mi piace proprio: ecco perché preferisco stare sul leggero (non in cucina: anzi, il cibo è un’ottima distrazione, come il sesso, la tv, la musica, la droga – cioè i libri – persino il lavoro; ci sono poi posti che ti servono per sentirsi profondi e vissuti, è bello, specie perché è un po’ come recitare, un'altra declinazione della distrazione, e funziona meglio con una sigaretta e una birra).
Dicevo, il buio è riempito da respiri spezzati e colpi di tosse e nefaste previsioni di notti in bianco, fino a 15 secondi (netti) dopo, quando lui si addormenta. Ora respira come un angioletto (ma gli angeli respirano? cmq…), quasi la polvere che gli riempiva i bronchi non esistesse più, e la parte di me divisa tra irritazione e preoccupazione comincia a chiedersi a) se il lamento sia mai stato classificato come una parte del discorso al pari degli articoli o addirittura della punteggiatura b) se non abbia ragione lui e farlo venire qui non sia stata un’idea non proprio delle migliori.
Nel frattempo, se speravo che queste elucubrazioni mi avrebbero tenuta lontana da M.S., ahah!, che povera illusa. È lì sullo sfondo e tiene compagnia a quella parte di neuroni che non è concentrata sulla persona che dorme di fianco a me. È dannatamente in gamba e elude la maggior parte dei miei tentativi di farle chiudere il becco.
In questo particolare momento, ha deciso di torturarmi sui seguenti temi: che cazzo stai facendo? Che ne è stato della tua fierezza, ragazzina? Ragazzina poi… ormai dovresti tenere in mano le redini della tua vita, e tutto quello che sai fare è ciondolare come una trottola pigra di qua e di la senza meta, sprecando metodicamente ora dopo ora, giorno dopo giorno, con una precisione da far invidia agli svizzeri. Guarda, è una fatica star qui a parlarti, non ti posso nemmeno guardare.
Ahhhh, non cambiare argomento adesso. E cmq sei tu piuttosto, che dovresti farti qualche domanda. Non vuoi? Ahahah, poi ti lamenti della situazione. Codardia, si chiama dalle mie parti. Ah, una lieve nota di dissenso nella voce dei tuoi pensieri: è già qualcosa, mi pareva che ti fossi addormentata. Allora dimmi almeno questo: che ci fa lui qui?
È solo perché, dal primo momento, sono sempre stata convinta che fosse Lui.
M.S. ascolta le mie parole in silenzio (non importa quanto timida sia la mia voce, lei ci sente benissimo) e poi si ricorda le mie seghe mentali da intellettuale del cazzo; allora ride amara e mi insulta confusamente, per le mie illusioni, per le mie delusioni, per la mia debolezza.
Per stasera non ne voglio più sapere di lei.