current adventure: "How to be a Grown Up"

current adventure: "How to be a Grown Up"
description: jack si avventura nella giungla metropolitana; chi può sapere a cosa va incontro?
goal: capire cosa fare della propria vita
status: in corso

lunedì 30 aprile 2012

Genova, giorno 1

A lezione mi sono annoiata terribilmente, come potete notare dagli scrupolosi appunti in figura. Il climax della lezione è stato raggiunto quando il "formatore", un simpatico ma logorroico e piuttosto confuso vecchino di 83 anni, ci ha raccontato che quando ha iniziato a navigare gli davano due federe per tutto l'anno e un pezzo di sapone ogni giovedì. Per il resto il programma ha compreso:
-confusa esposizione della funzione della corrente del golfo;
-polemica sulla concordia e sulla allegra, portata avanti da una russa incazzata con l'italia contro la mitizzazione della figura del comandante;
-vita e avventure dei figli del formatore e delle loro famiglie;
-seminario sulle metodologie di riconoscimento delle differenze tra pietre di acqua dolce e pietre d'acqua salata.

La mia compagna di stanza: "È tenero!"
Sono l'unica ad essere innervosita?


Genova, giorno 0

Scrivo dalla biblioteca dell'albergo che mi ospiterà per i prossimi 10 giorni. Ho scritto albergo, ma castello è una parola più appropriata. visto che un'immagine vale più di 1000 parole, domani posterò qualche foto; nel frattempo vi dico che per arrivare qui non ci sono mezzi pubblici. Pensavo di prendere un taxi, ma uscita dalla stazione di genova pra non ho trovato nulla che assomigliasse a una stazione di taxi. Allora ho chiesto info al conducente di un autobus, che mi ha detto:"ma nooooo, quale taxi!.costa troppo, prendi l'autobus e fai un pezzettINO a piedi". Ok. Tra parentesi, non ha voluto assolutamente che pagassi il.biglietto: "per due fermate!". Circa 10 minuti dopo mi scarica nel mezzo del nulla. "per di la".
"Per di la" mi sono fatta almeno 2km a piedi, in salita - liguria style - con due valigie, in una stradina di campagna semi buia e completamente deserta. Ogni tanto, un cartello mi rassicurava: ancora 700 metri, ancora 400 metri, ancora 200 metri. Quando stavo per mandare tutti a fanculo, mi trovo davanti il suddetto castello. Non ci potevo credere, ma soprattutto avevo paura di sporcare di sudore i tappeti di cachemire e le ttappezzerie di broccato della famiglia reale che evidentemente vive in questo piccolo regno da cartolina. Ho barattato la cena per la doccia (erano già le 9.15 e il ristorante chiude alle 9.30) e mi sono accontentata di due succulenti panini, uno yogurt e un discreto numero di pan di stelle, il.tutto portato da casa.
Dopo la doccia, una meritata sigaretta nel patio, dove ho incontrato i miei colleghi (e qualche vecchia conoscenza). La mia compagna di stanza è al 6° contratto e avrà tante cose da raccontarmi.
Ora nanna, domani in pista alle 7.

mercoledì 25 aprile 2012

orsù, gente, alle barche!

da lunedì 30 aprile a giovedì 10 maggio sarò a genova per seguire il corso di
-antincendio
-pssr
-sopravvivenza e salvataggio
-primo soccorso
con la capitaneria di porto (vedi post precedenti).
se passerò l'esame finale
la missione avrà ufficialmente inizio il 19 maggio.
partenza: savona.
nave: costa luminosa.
percorso approssimativo: mediterraneo, mari del nord, caraibi (?).
ritorno previsto: novembre (?).



il mio nemico


Non credo nei nemici. Sto bene con me stessa e per questa ragione, quando anche sono oggetto dell'astio altrui, mi tocca abbastanza di striscio. Non odio nessuno in particolare.
Ma ho una nemesi dai mille volti. Come l'agente Smith di Matrix, si insidia in ogni angolo. L'impiegata delle poste; il bibliotecario; la segretaria dell'università; chiunque è un potenziale nemico.
Quando possedute dalla mia nemesi, queste persone perdono la loro identità e la loro volontà. Dietro la protezione di una scrivania, di un monitor, di un codice di regole indecifrabili, la sete di potere si impossessa di loro come un virus. 
Ti manca un documento; se il virus li ha appena contagiati, ti investono con la loro rabbia; o peggio, un sorriso sadico piega le loro labbra in una morsa sgradevole, scuotono la testa con malcelato piacere, se ormai sono perdutamente smarriti nella coscienza della mia nemesi. L'unica via di fuga è giocare secondo le loro regole, che sono per lo più incredibilmente stupide, inutili, pensate con l'unico scopo di distruggerti. 
Così nasce l'odio nel mio stomaco.

Passo la mattina del 25 aprile a fare la cosa che odio di più al mondo.
Sistemare carte burocratiche. 
Mentre annaspo tra carte nuove, vecchie e vecchissime, mentre mi chiedo con un'espressione vacua dipinta in volto quali siano da cestinare e quali da conservare foreverandever pena la morte (per me sono tutte uguali), il mio cervello chiude i battenti: gli ingranaggi si bloccano e l'unica cosa che ne esce sono domande sempre più sceme come
Devo fare la dichiarazione dei redditi? 
Avrò il tempo di farla, comunque?
Avrò i soldi per pagarla, poi?
Chi devo chiamare? 
Quando?
Dove trovo il numero?
Dove sono i documenti?
Quali documenti?
Cosa mi serve?
Aiuto.

Gradualmente perdo le capacità di sorridere, parlare, usare Google e infine muovermi.
Catene kafkiane si concretizzano in una morsa allo stomaco che mi toglie l'appetito.
Mi convinco che le carte complottino con la mia nemesi per non farsi trovare.
Il panico ha il sopravvento.

E non è che abbia in effetti qualcosa da dichiarare. Non possiedo pressoché nulla! E il "pressoché"si sente a disagio in questa frase!

mercoledì 11 aprile 2012

aggiornamento del post precedente

le date ufficiali del nuovo corso per la sicurezza:
30 aprile 2012 / 10 maggio 2012

giovedì 5 aprile 2012

vi racconto una barzelletta, il titolo è "jack, ma non dovevi partire per 6 mesi?"


È tempo di fare qualcosa che rimando da troppe settimane. Ho una scusa: sono talmente stufa (l'accademia della Crusca suggerisce che il termine più appropriato per rendere perfettamente l'idea del mio stato d'animo sia "scoglionata", semanticamente legato ad un contesto di demotivazione, apatia, galleggiamento in acque stagne male ossigenate con un sacco di fango sul fondo) dicevo, sono talmente stufa che l'idea di mettere giù due righe sull'argomento mi fa venire voglia di guardare Maria de Filippi, piuttosto. Ma ora non posso più rimandare.

Per compiacere quanti mi danno della logorroica, cercherò di essere il più concisa possibile, ma è una storia lunga, fatevene una ragione!

Novembre 2011: colloquio con Costa
Dicembre 2011: ultimo esame in università - inizio a dedicarmi completamente agli interminabili preparativi per la partenza, approssimativamente attesa per fine febbraio 2012
Gennaio 2012: corso ed esame per il brevetto di sicurezza in mare a Torre del Greco + corso aziendale a Genova (vedere post precedenti)
Febbraio 2012: consegno gli ultimi documenti pre-partenza intorno al 10, dopodiché con le scartoffie ho finito e sono PRONTA PER PARTIRE (lasciamo perdere le valigie, che ancora non ho nemmeno comprato).

Inizia un interminabile limbo di attesa che, coprendo l'arco di 2 mesi - da qui sembrano 6 - mi prosciuga di entusiasmo, energie e stabilità mentale giorno dopo giorno, come una goccia insistente che cola dal rubinetto, ti disturba ma sei mezzo addormentato e non riesci ad alzarti per farla smettere, e ogni goccia speri sempre che sia l'ultima e finisci per stare sveglio tutta la notte.

Ad un certo punto ho iniziato a tempestare di domande un mio quasi-amico in Costa, per estorcergli informazioni riservate in merito alla mia partenza.

Sabato 17 marzo 2012: ricevo una email dal quasi-amico. Imbarco lunedì 26 marzo. 9 giorni. Anzi. Il 26 marzo è lunedì. Mettiamo caso che imbarco su una nave che si trova a La Romana, Caraibi, mi ci vogliono un paio di giorni per raggiungerla. Quindi 9 giorni diventano 7. Di cui un weekend. 5 giorni. 5 giorni per dirloamiamadrefarelavaligiaper6mesicambiareoperatoretelefonicoprenotarelavisitaallacassamarittimaefaresuddettavisitanonpiùdi2giorniprimadell'imbarcoesoprattutto salutare tutti. P a n i c o.

Lunedì 19 marzo 2012. Sospetto. La notizia è ufficiosa, la mia hr manager non mi ha ancora convocato ufficialmente. Chiamo il quasi-amico per chiedergli se è proprio sicuro. È vero, per contratto Costa può convocarmi fino a 3 giorni prima della partenza, ma tutti quelli che conosco hanno avuto un preavviso un po' più lungo, almeno una settimana, e io potrei dover prendere un aereo tra 4 giorni. Il quasi-amico mi dice che ci sono dei problemi e che sta andando in riunione per discuterli: mi chiama quando finisce.

Dopo la riunione più lunga della storia, mi viene comunicato che

a seguito della tragedia della concordia
la capitaneria di porto ha stretto le maglie sulla sicurezza
e ha pensato che la cosa migliore da fare fosse chiudere le scuole che rilasciano il brevetto di sicurezza
ritirando retroattivamente le licenze

così ora il corso che ho fatto spendendo un sacco di soldi non vale più nulla

non preoccuparti! Costa vi pagherà un nuovo corso con la capitaneria di porto, vitto e alloggio a tutti quanti (circa 4000 persone per un corso che al pubblico costa minimo 1500 euro).

Non so se crederci, posso solo aspettare
una partenza - che da due mesi sembra imminente - rimandata a data da destinarsi
non provo nemmeno a descrivere lo stress che questa situazione mi provoca.
La mia vita è la quintessenza della precarietà.

OGGI il quasi amico mi comunica le probabili date del nuovo corso.
Se tutto va bene dal 16 al 26 aprile sono a Genova a rifare il brevetto di sicurezza.
Poi chissà.

Alla prossima!

domenica 5 febbraio 2012

esclusiva - tutti gli appunti di jack!

finite tutte le analisi, sono quasi pronta per partire! ritiro l'ultimo referto venerdì prossimo, dopodiché mando a costa tutti i documenti e mi possono chiamare in qualsiasi momento. mentre cerco di far capire al mio cervello che la cosa è imminente e che farebbe meglio a prepararsi, ecco gli appunti che ho preso nelle due settimane di corso, sia a torre del greco che a genova. 


è sempre stato abbastanza difficile convincere insegnanti e compagni di classe che le mie orecchie funzionano meglio se ho le mani impegnate...
 

la maggior parte di questi scarabocchi mi servono per associare gli appunti ad immagini che mi permettano di ricordare meglio. quella qui sotto, ad esempio, riguarda le leggi relative alla protezione ambientale.

no, questi gatti non hanno alcun legame con il testo. mi stavo solo annoiando troppo.






 per i napoletani la lezione è scandita da numerose pause, o "break" (si legge "BREK") per sigaretta e caffè, rigorosamente al bar. ogni volta che un nuovo insegnante entra in classe, prima ancora di presentarsi chiede: "l'avete già fatto il BREK?"
 a genova invece si passano ore ed ore senza tirare mai il fiato. le lezioni sono scandite da una precisa tabella di marcia: si entra alle 9, 10 minuti di "confort break" alle 11, "lunch break" dall'una alle 2,  "confort break" alle 4, lezione fino alle 6. non c'ènemmeno bisogno di leggere l'orologio: le slide del corso sono cronometrate al secondo, ti dicono persino quando andare in pausa. aiuto.

(la mia uniforme non sarà così)




martedì 17 gennaio 2012

addestramento


jack su www.focus.it :

Come viene formato il personale di bordo? Esistono corsi specifici? Esercitazioni regolari? Che competenze hanno i membri dell'equipaggio?

All'indomani della tragedia della Costa Concordia i media parlano molto del comportamento dell'equipaggio, sottolineando atti di eroismo di singoli ufficiali e "l'ammutinamento" del personale che ha dato inizio all'evacuazione senza attendere il comando del comandante. Ma come viene formato il personale di bordo che, ricordiamo in una nave del genere, può superare il migliaio di persone?

Marinai di tutto il mondo, unitevi! Dopo il naufragio del Titanic, divenne chiaro che soltanto un'azione coordinata di tutto l'equipaggio poteva permettere il salvataggio di migliaia di persone. Con un problema ulteriore: con l'avvento della globalizzazione gli equipaggi, fino ad allora grosso modo monolingue, iniziarono ad ospitare membri da tutto il mondo, una Babele in cui non ci si capiva più l'uno con l'altro: un semplice ordine diventava incomprensibile.
Fu così che i paesi membri dell'IMO (International Maritime Organization) adottarono una convenzione che obbligasse tutti coloro che si volevano imbarcare a seguire un addestramento sulle manovre di emergenza (STCW: Standard di Addestramento, Certificazione e Tenuta della Guardia).

Sopravvivenza Questa convenzione prevede esercitazioni periodiche a bordo e 4 corsi, sia teorici che pratici, che ogni marittimo deve seguire prima di imbarcarsi:

1) PSSR (Personal Safety and Social Responsability): fornisce una conoscenza generale della morfologia della nave, delle misure per la prevenzione degli incidenti (ad esempio le porte tagliafuoco) e delle posizioni e del funzionamento dei mezzi di salvataggio (come cassette di pronto soccorso, scialuppe e idranti), degli enti preposti alla sicurezza in mare; insegna a riconoscere i segnali acustici corrispondenti a ogni tipo di emergenza e il comportamento corretto da tenere in ciascun caso, dall'apertura di una falla a un attacco pirata.

2) Antincendio: forma le squadre antincendio, ad esempio insegnando a riconoscere i tipi di incendio, scegliere l'estinguente giusto per ogni tipo di combustibile (mai usare dell'acqua su un incendio a base di lattine di coca cola, a meno di non progettare un'esplosione in piena regola!), usare estintori e idranti nel modo corretto.

3) Sopravvivenza e salvataggio: prevede esercitazioni in acqua di nuoto, tuffo dal trampolino (non è prioprio come lanciarsi in mare da una nave che va a fuoco, ma con un po' di immaginazione può rendere l'idea), apnea (utile per evitare di prendersi una scialuppa in testa o per svincolarsi dalla presa di un naufrago), salvataggio (come si tiene un bambino o un compagno svenuto con la testa fuori dall'acqua?) e uso dei dispositivi di salvataggio (come giubbotto e scialuppe).

4) Primo soccorso: cosa fare se il proprio compagno si ferisce, sviene, si rompe qualcosa e chi più ne ha più ne metta.
Passeggeri e membri dell'equipaggio tratti in salvo dal naufragio della Costa Concordia.

Paura che salva Sulle navi che trasportano passeggeri, come quelle da crociera, il pericolo è maggiore che in un cargo o un peschereccio. In caso di emergenza la paura si trasforma in panico e i turisti, non addestrati alla disciplina, tendono a fare di testa propria mettendo in pericolo loro stessi e gli altri.
Un obbiettivo fondamentale dei corsi STCW è insegnare a gestire la paura. Ciascuno deve conoscere esattemente il proprio compito ed eseguire gli ordini. Questo è il refrain della formazione dei marittimi: in caso di emergenza il tempo è prezioso, e ogni secondo di incertezza può costare la vita a molte persone.
Ma avere paura è fondamentale. Al giorno d'oggi la navigazione è in gran parte automatizzata e controllata, e le occasioni di grave pericolo sono poche; i marinai non devono sottovalutare il fatto di trovarsi davanti (o meglio, sopra) a una potenza naturale delle più terrificanti.
Avere paura insegna a trattare il mare con rispetto e non commettere leggerezze.


disfare la valigia è un rito catartico




Ritorno dal mio soggiorno napoletano con le idee confuse.

A Torre del Greco ho preso la patente per la sicurezza in mare. Ora so come si spegne un incendio, so trascinare a riva un neonato con le braccia fuori dall'acqua, so che posso tuffarmi da 4 metri senza problemi (ma non si finisce mai di cadere?!?). Discutere di filosofia con un pescatore: finisce pari e patta, sul molo il vento gelido ti congela pure i noumeni. Tante cose che non ho mai fatto, altre che ho fatto spesso, ma che sono sempre nuove: fare amicizia; dire addio; nel giro di una serata, passare dal "voglio tornare subito a casa" al "non tornerò più indietro" e vice versa una decina di volte. È la nostalgia che comincia a farsi sentire, come se volesse spifferarmi cosa mi aspetta: ma io lo so già, anche se me l'ero dimenticato. Le cose stanno così: il mondo è un posto incredibile e meraviglioso. Amore e gioia sono un po' dappertutto, e dovrebbe bastare per essere felici; ma non è così, perché ovunque tu sia, caro il mio jack, sentirai la mancanza di quello che è altrove. È il prezzo da pagare.
Napoli meriterebbe un post tutto suo, ma lo conservo per quando potrò dedicarle più di qualche ora di passaggio tra un traghetto e un treno. Dico solo che è una città MAGICA e che dovrebbero esserci meno luoghi comuni e più guide come Davide e Biagio; e che se hai un anfitrione partenopeo, non riuscirai mai a pagare nemmeno un caffè.

E Ischia, che per me sa un po' di famiglia.

Molte ore di viaggio, molte ore per pensare. E già che ci sono, faccio la prova sul traghetto: di notte sul ponte fa troppo freddo, se voglio studiare le stelle mi dovrò armare di igloo.