mentre ballo osservo rapita la piccola folla che si muove al piano inferiore. i vetri spessi tengono fuori la musica, e i loro movimenti sembrano strani, non c'entrano molto con quello che sto ascoltando io. strano essere qui. strano guardare giù da queste vetrate.
- quella là. in fondo ai gradoni. ti assomiglia.
è jack. quando è arrivato?
- si.
- accidenti! la riconosco.
- è la prima volta da che ti conosco che ti sento esclamare di sorpresa.
- non mi capita spesso di fare viaggi nel tempo.
- neanche a me. che te ne pare?
silenzio
- dai scendiamo.
la ragazza sta saltellando in un paio di doc martens. ha i capelli crespi e arruffati e quello dietro la nuca sembra l' accenno di un dread. due orecchini d argento a forma di gatto le pendono dai lobi. ne è rimasto solo uno ora, l'altro l'ho perso sulla via. poco male, visto che dall'ultima volta che sono stata qui, ho perso l' abitudine di tagliarmi i capelli da sola e preso quella di portare orecchini asimmetrici. si avvicina per prendere una cosa dal mucchio di indumenti accatastati sui gradoni di fianco a noi e ci guarda incuriosita.
- ciao.
- ciao. è un pinguino quello?
- si. si chiama jack.
- cosa ci fa un pinguino in una discoteca?
mi guarda meglio. mi (si) riconosce. io avrei pensato "tu guarda, hanno messo uno specchio in mezzo alla pista", ma lei non conosce ancora l'ironia: prende sempre tutto molto sul serio. questo pensiero passa come un lampo nella mia mente, ma è abbastanza da spingermi a chiedermi che cosa stia vedendo lei. non lo saprò mai: posso vederla, ma non vedere con i suoi occhi. mi osserva e non parla. anche io la guardo. nemmeno lei può capire quello che provo. la amo così tanto che potrei scoppiare. è una bambina, anche se non lo sa. se penso alla fatica che l'aspetta, vorrei abbracciarla, portarla via di li.
anche jack mi osserva. sembra più interessato a me che a quella ragazza del passato. forse perché i pinguini sanno che le ombre non li riguardano. cmq lui sa che vorrei toccarla, e interrompe il flusso dei miei pensieri.
- mi piace guardare la gente. per quello sono venuto qui con ire.
incrocio le braccia.
sorridiamo entrambe senza parlare. io vorrei dire molte cose ma non posso, lei vorrebbe chiederle (glielo leggo in faccia) ma non sa come farlo.
un' altra ragazza da un colpetto sulla spalla alla nostra amica. lei si volta, confusa, parlottano, l'altra sembra non averci notati, però! difficile non notare un pinguino in una discoteca.
- devo andare...
- anche io, rispondo.
continua a sorridere anche se sta tremando. sembra così inconsapevole e insicura. non il tipo che balla in mezzo alla pista, non ancora. non ancora.
il mio sorriso deve sembrare più sereno e saldo, infatti guardandomi si tranquillizza. per un momento i nostri occhi si penetrano a vicenda, temo che veda troppo, che si spaventi... invece annuisce tra sé prima di voltarsi, "se la caverà", penso, e le rispondo con un cenno.
lancia un bacino a jack con la mano e raggiunge i suoi amici.
so che la pelle di jack è arrossita sotto le piume. è un cervellone pungente e criticone, e con le donne non ci sa fare.
ho ancora le braccia incrociate mentre la guardo uscire dalla sala. rimango qualche momento ad ascoltare la musica che mi ha accompagnato fin da allora. trovo persino la lucidità per sorprendermi che sia ancora la stessa di 7 anni fa.
jack fa una faccia che non riesco a decifrare, e accenna un'ombra di sorriso mentre scosta lo sguardo. mi da una pacca leggera sul fianco (anche se non arriva alle mie spalle è una presenza rassicurante).
- torniamo su?
- sì. andiamo.
3 commenti:
caro Jack
Starei cercando pure io di contattarmi qualche anno addietro.
Avrei 2 o 3 cazzate clamorose da autonotificarmi preventivamente.
I viaggi del tempo mi spaventano molto, fammi sapere se sei disponibile.
con affetto
ps: una coppia di camionisti in sinergia con la kinder hanno intaccato l'immagine di quelli come te, ma io continuo a stimarti.
pps: becca ire sulla mano da parte mia!
..sospirone..sorriso..sospirone..
..sospirone..sorriso..sospirone..
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